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13.09.21 - 22:22

Locarno, passa coi cerotti il consuntivo dei record

Ratificato il deficit ‘pandemico’ 2020 di 7,44 milioni di franchi. Davide Giovannacci: “Ma le cifre non vanno troppo enfatizzate”

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Una città che tenta di risollevarsi

Il Consiglio comunale di Locarno, tolte le astensioni di Sinistra Unita e Verdi, ha concesso stasera il suo appoggio ai conti consuntivi 2020. Parliamo di un deficit di 7,44 milioni di franchi, conseguenza di un aumento delle spese di 2,4 milioni e di una drammatica diminuzione dei ricavi (meno 5 milioni di franchi). La situazione è naturalmente condizionata in larghissima parte dalla pandemia, e non ci sono più state nemmeno le sopravvenienze d’imposta a metterci una pezza.

Nel suo rapporto (relatori Simone Beltrame e Luca Renzetti) la Gestione raccomandava l’approvazione dei conti, ma sottolineava alcuni elementi significativi come ad esempio una diminuzione del capitale proprio pari al 40% (a 11,3 milioni di franchi); capitale che rappresenta ora il 27,9% del gettito d’imposta cantonale base riferito al 2017, contro il 46,9% del 2019 sul gettito accertato 2016. Nel suo intervento in Consiglio comunale, Renzetti ha aggiunto che, in relazione al “rapporto” con la pandemia, la Città dovrà trovare «le giuste contromisure» già nel corso del 2022, puntando ad un pareggio a bilancio. Tornando al rapporto gestionale, particolarmente critico era poi stato il commento riguardante le visioni municipali sulla ristrutturazione del Fevi. In primo luogo la Gestione considerava insufficienti gli approfondimenti effettuati prima di presentare il modello e si diceva “allibita” dal fatto che le osservazioni presentate sul piano finanziario non sarebbero state minimamente prese in considerazione (un aspetto, questo, sottolineato ancora da Beltrame nel suo intervento in sala). Fra i punti critici v’era l’alienazione del mappale 76 (ex Torre Piazza Castello) – poi tolta – e la proposta di una ristrutturazione completa da 31 milioni di franchi “senza una chiara pianificazione della destinazione”.

Voci particolarmente critiche sulla gestione finanziaria sono emerse prima del voto da un po’ tutti gli schieramenti. È stato fra l’altro rilevato un «affanno finanziario» che si trascinerebbe da tempo e che andrebbe ben oltre il virus e le sue conseguenze. Il capodicastero Davide Giovannacci ha dal canto suo invitato a «non enfatizzare troppo» le cifre.

All’ordine del giorno c’era anche la ratifica della composizione del Consiglio direttivo del neonato Ente autonomo Istituti per anziani San Carlo. La prima “squadra” politico-tecnica sarà formata dai municipali Giuseppe Cotti (capodicastero incaricato) e Nancy Lunghi (capadicastero Socialità), dai dottori Giorgio Pellanda e Brenno Galli, nonché dal già direttore della casa anziani Claudio Filliger.

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