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02.09.21 - 05:20
Aggiornamento: 11:38

‘Amici di Bosco Gurin, nemici di nessuno’

Nasce una nuova associazione ‘super partes’. Il presidente Matteo Della Pietra: ‘Dare voce a chi ha veramente a cuore il destino della località Walser’

C'è una questione di cuore, dietro la decisione di costituire, il 18 agosto scorso, l'associazione “Amici di Bosco”. Matteo Della Pietra, primo presidente designato, lo sottolinea mentre si appresta ad affrontare (ieri sera) la prima riunione di comitato. «Di chi è Bosco? – si chiede –. È questa la domanda fondamentale. Bosco non è solo del Patriziato (io sono fra l'altro patrizio), non è solo della Grossalp, non è solo di Frapolli o delle altre associazioni costituitesi nel tempo. È anche dei proprietari immobiliari, di chi ruota attorno agli sci club che beneficiano della stazione, di enti, gruppi e associazioni, del Museo riconosciuto a livello internazionale, degli artigiani, del panettiere, dei titolari di attività che a Bosco si muovono e fanno di Bosco un Comune vivo. All'associazione preme che tutti possano avere una voce, al di là di ogni diatriba passata o presente». Il riferimento è inevitabilmente al recente e reiterato scambio di cortesie fra Giovanni Frapolli e il locale Patriziato, con scambi di accuse che tutto hanno fatto fuorché favorire un incontro su un terreno comune.

A statuti, l'associazione intende “tutelare gli interessi di ogni tipo (quindi sia ideali, che economici o di altro genere) di chi ama e frequenta la regione di Bosco Gurin; di chi, in tale ragione, pratica attività sportive e trascorre momenti di svago annessi al villaggio Walser e alle sue montagne; di chi ha a cuore il futuro e il destino di tale magnifica zona; e di chi è proprietario (o locatario) di un rustico o di un appartamento nella zona di Bosco Gurin”. Uno spettro ampio e variegato, che si rispecchia nella composizione del primo comitato, in cui troviamo sì proprietari immobiliari, ma anche presidenti o rappresentanti di Sci club (Michele Giacchetto per il Bassavalle e Kenzo Gobbi per il Bosco Gurin), patrizi e un municipale, Aaron Patocchi. Gli altri sono Stefano Lischetti, Matteo Martinella, Joel Jenny, il direttore Ofima Marold Hofstetter, Romano Vedova e l'avvocato di Muralto Diego Olgiati.

A proposito di appartenenza e/o gruppi di interesse, è significativo il caso dello stesso presidente. Matteo Della Pietra è come detto patrizio (e già presidente dell'assemblea patriziale), per diversi anni ha avuto il domicilio a Bosco (presiedendo anche l'assemblea comunale), ha fondato la Scuola di sci, è stato membro e presidente della Grossalp Sa, è membro del Cda della Centri turistici montani, è stato presidente dello Sci club e di diversi comitati organizzativi per eventi svoltisi a Bosco, fra cui la Staffetta Grossalp. «In parole povere, non sono una persona calata dall'alto. Considerando la frequentazione di molte realtà comunali e la conoscenza delle stesse, intendo anche profilarmi come la persona che può fare da tramite, senza pregiudizi, fra le diverse sensibilità presenti a Bosco e nella regione. È lo stesso spirito, del resto, che anima anche gli altri membri di comitato e chi già si è associato – commenta –. Al nostro interno abbiamo semplicemente persone che hanno a cuore la località di Bosco. È chiaro che siamo propensi allo sviluppo turistico, perché chi ha costruito o riattato negli ultimi 30 anni lo ha fatto perché c'erano gli impianti di risalita e d'estate c'è dell'attività. Fra chi ha investito ci sono tra l'altro sia patrizi o residenti, sia persone provenienti da fuori».

E allargando la visione proprio fuori dai confini del villaggio Walser, Della Pietra aggiunge che «il nostro obiettivo è lavorare per fare di Bosco una destinazione cantonale, mantenendo quel carattere molto particolare che è proprio del villaggio, il quale vanta una storia quasi millenaria e dove deve essere condivisa una responsabilità sociale che trova un senso anche alla luce degli investimenti effettuati negli anni. Parlo del collegamento stradale che mio nonno, salendo in bici da Melide agli inizi del secolo scorso, non aveva. E parlo di una realtà che si è evoluta rispetto ai generatori diesel della Grossalp che di giorno alimentavano gli impianti e di notte le abitazioni. È quindi necessario andare molto oltre un luogo in cui proliferano le diatribe personali»; micro-derive da cui possono nascere grandi provocazioni come la clamorosa minaccia di Frapolli di chiudere gli impianti, con tutte le possibili conseguenze del caso. «Non sia mai – chiosa Della Pietra –. Proporre attività è favorire la vita. Chi ha a cuore Bosco Gurin e il suo futuro, nell'associazione trova orecchie pronte ad ascoltare».

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