laRegione
05.08.21 - 11:54
Aggiornamento: 18:22

Alba e Aero club chiedono aiuto al Gran Consiglio

Lettera al Parlamento affinché solleciti il Cantone a voler avviare i progetti di aggiornamento delle infrastrutture dell'Aeroporto attesi da anni e mai eseguiti

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″Caro Gran Consiglio, aiutaci tu!” L’Associazione Locarnese e Bellinzonese per l’aeroporto cantonale di Locarno (Alba) e l'Aero club Locarno, per il tramite dei rispettivi presidenti, chiedono aiuto ai parlamentari ticinesi in quello che è, ormai da anni, l'atteso aggiornamento delle infrastrutture aeroportuali di Locarno-Magadino. Sui progetti civili in fase di sviluppo, lo scorso 22 maggio, la prima ha più volte interpellato il Governo senza, tuttavia, mai trovare risposta. Nel frattempo, lo scorso 13 luglio, come noto, l'Hangar 1, di proprietà del Cantone, è stato totalmente danneggiato da una violenta tromba d'aria, creando così non pochi grattacapi a livello di operatività (manutenzione velivoli). L'ammodernamento delle infrastrutture, secondo Alba e Aero club, “costituisce un progetto centrale per concludere il secondo aggiornamento delle infrastrutture aeroportuali, per cui la Confederazione, per la Base aerea militare e la pista principale, e i privati, hanno portato a termine quanto di loro responsabilità. Da parte cantonale ci preme ricordare come il progetto di mini-allungamento della pista principale (avviato a fine 2019, in fase di pubblicazione), abbia ottenuto un ampio e spontaneo consenso da parte delle autorità comunali e regionali nella forma di lettere all’Ufficio federale dell’aviazione civile”.

Una latitanza che preoccupa, una decisione del Parlamento senza seguito

Intanto, però, tutto langue. A cominciare dalla progettazione del rifacimento dell’aviorimessa cantonale decisa dal Gran Consiglio nel febbraio 2018 e non ancora iniziata. Sempre secondo Aero club e Alba, “le implicazioni sulle scelte aziendali di varie ditte ora basate a Locarno necessitano che il gestore dell’aeroporto, cioè il Cantone, consolidi con la realizzazione dei due citati progetti il contesto nel quale sono chiamate a operare a corto e medio termine. Purtroppo da quasi due anni il Cantone è assente. Dal profilo istituzionale consideriamo grave il fatto che l’amministrazione cantonale non dia seguito alla precisa e vincolante decisione del Parlamento del febbraio 2018. Nel commento riportato dal quotidiano “La Regione” ai nostri recenti lavori assembleari un collaboratore del Dipartimento del territorio ha indicato come mancherebbe una pianificazione ordinata e coordinata dell’aeroporto. Questa affermazione è in chiaro contrasto con la realtà in quanto il masterplan urbanistico dell’aeroporto è stato elaborato dall'architetto Fiorenzo Tresoldi negli anni 2018/2019, su mandato del Cantone stesso, in stretta collaborazione con le ditte, la Base aerea di Locarno, Armasuisse e la Sezione della logistica del DFE. Le trattative in corso, per contro, sembrerebbe stiano sovvertendo la decisione del Gran Consiglio che aveva chiaramente sancito (nessun voto contrario!) la necessità che la vetusta aviorimessa venisse rifatta”.

La centrale termica, evitare una figura barbina 

Altra nota dolente, la questione della centrale termica: “Si era deciso di affiancare la Confederazione nella realizzazione di un’esemplare centrale a legna che fornisse il calore necessario per le infrastrutture militari e civili dell’aeroporto. Nella decisione parlamentare era stata data delega alla Sezione della logistica di ratificare l’accordo con la Confederazione, per cui sembra che quel servizio del Cantone abbia svolto il proprio compito”. In pratica, il continuo tergiversare del cantone va “in controtendenza con quanto stanno facendo la maggior parte degli aeroporti proprio per sostenere le loro aziende, viste non solo nella loro attività e funzione, ma soprattutto come poli di eccellenza che assicurano posti di lavoro qualificati (a Locarno sono oltre 200, quasi tutti domiciliati nella regione)”. Il timore dei paladini dell'Aeroporto locarnese è che “l’Esecutivo cantonale ritorni sui suoi passi, facendo così una magra figura nei confronti del Dipartimento federale della difesa per il non rispetto dell’accordo concluso con loro per la centrale di teleriscaldamento a legna, e con le ditte operanti a Locarno per la non concretizzazione del primo progetto previsto dal Masterplan a tutti noto, cioè il rifacimento dell'Hangar 1”.
A questo punto, sia l'Alba, sia l'aero club Locarno sollecitano i parlamentari a intervenire nei confronti dell’Esecutivo cantonale “affinché i due progetti vengano portati avanti e realizzati. Ciò nell’interesse generale dell’aeroporto cantonale e delle ditte che danno lavoro a oltre 200 collaboratori”. Invitano il Consiglio di Stato a un sopralluogo per toccare con mano le condizioni degli stabili del Cantone e auspicano finalmente l'atteso via agli interventi richiesti e finanziati.

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