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04.07.21 - 16:07
Aggiornamento: 17:31

Giallo di Muralto, il sangue obbliga al rinvio del processo

Il procedimento a carico del 32enne è slittato per effettuare ulteriori analisi di tracce ematiche rinvenute sul suo corpo. La Corte dovrebbe riunirsi dopo l'estate.

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è il 9 aprile 2019, la polizia scientifica è al lavoro nella stanza 501 dell'Hotel la Palma au Lac (foto archivio Ti-Press)

C'era sangue. Macchie sul corpo di lui. Ed è proprio quel sangue la ragione per cui il tanto atteso processo a carico del 32enne tedesco – accusato di aver ucciso la compagna 22enne e in espiazione anticipata della pena alla Stampa – è stato rinviato a poche ore dal suo avvio, giovedì 1 luglio, a data da stabilire. La decisione è stata presa dal presidente della Corte delle Assise criminali, il giudice Mauro Ermani.

La notizia del rinvenimento di tracce ematiche – "un sorprendente rilevamento dell'ultima ora" – è stata data dall'ultima edizione del Caffè di oggi. Si chiarisce quindi la generica motivazione dello slittamento a causa di "ulteriori accertamenti" data il 30 giugno scorso. Un'inchiesta penale che sembra non avere fondo.

L'interrogativo si pone, è possibile che queste tracce siano state trovate solo ora? Secondo quanto si legge nelle colonne del domenicale, il medico legale che aveva effettuato i primi accertamenti aveva affermato che sarebbe stato inutile procedere con ulteriori verifiche, poiché se ci fossero state tracce di sangue, lui avrebbe dovuto già trovarle. Un'affermazione che non ha convinto i giudici, che necessitano di tutti gli elementi possibili per la valutazione del caso. Per scrupolo, questi hanno perciò predisposto ulteriori ricerche. L'esito, che riportava il rinvenimento di tracce di sangue, è arrivato a poche ore dall'apertura del processo.

Ora, resta da chiarire di chi dei due sia il sangue e, come riporta il domenicale, i tecnici del laboratorio incaricati delle analisi necessitano di diverse settimane. Una volta stabilita l'origine dei residui, il processo potrà avere luogo. Verosimilmente, si ipotizza, dopo l'estate.

Restano da chiarire pezzi di litigio

Il dibattimento dovrebbe sgarbugliare la fitta matassa e provare a chiarire le circostanze che hanno portato alla morte (sospetta) la 22enne inglese. Insieme all'allora 29enne, la giovane alloggiava nella stanza 501 dell'Hotel la Palma au Lac a Muralto, dove è stata rinvenuta esanime il 9 aprile 2019.

Da una parte la tesi dell'indagato, patrocinato dall'avvocato Yasar Ravi, secondo cui la giovane compagna è morta accidentalmente, a causa di un gioco erotico finito in tragedia. Dall'altra, l'ipotesi della procuratrice pubblica Petra Canonica Alexakis, titolare dell'inchiesta, che sostiene che l'allora 29enne tedesco avrebbe ucciso la ragazza, spinto da ragioni economiche.

C'è un ulteriore elemento da chiarire che potrebbe dar man forte alla tesi dell'accusa, ovvero il senso della discussione fra i due giovani udita dai vicini durante la notte. Un litigio rumoroso fatto di stoviglie rotte e pezzi di frasi che sollevano alcuni dubbi che andranno sciolti, riuscendo forse a stabilire che cosa abbia urlato la 22enne fra "you killing me" (mi stai uccidendo) e "you kidding me?" (mi stai prendendo in giro?).

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