laRegione
09.06.21 - 15:33
Aggiornamento: 17:27

Chiusura Novartis a Locarno, il sindaco: ‘Inaspettata’

Commenti e un'interpellanza al governo sulla partenza, per fine 2023, del colosso farmaceutico

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Verranno persi circa 50 impieghi (Ti-Press)

La notizia della chiusura, entro fine 2023, dello stabilimento di Novartis in città (che comporterà la perdita di una cinquantina di posti di lavoro) è un brutto colpo per l'occupazione nella regione. Non vi erano segnali premonitori che lasciassero intendere un simile provvedimento e quindi anche le autorità cittadine hanno preso atto, con stupore, della decisione del gigante farmaceutico basilese.

«Il mio primo pensiero di solidarietà va ai dipendenti toccati dalla decisione di Novartis e alle loro famiglie, raggiunte da questa brutta notizia proprio in un periodo difficile per l'economia – commenta Alain Scherrer, sindaco di Locarno –. Dispiace anche per la Città, che ha cercato in ogni modo, in tutti questi anni, di essere vicina all'azienda; a lei e a tutte le realtà imprenditoriali e industriali presenti sul nostro territorio. Proprio con i vertici di Novartis a Locarno abbiamo anche collaborato a livello pianificatorio, con delle modifiche che accontentassero tutti. Purtroppo come Municipio non possiamo che prendere atto di questa chiusura, inaspettata; dovremo per forza chinarci su come attrarre e mantenere, nei nostri confini, realtà aziendali in grado di generare occupazione. Ricordo che a tale scopo abbiamo costituito un'apposita commissione e creato LocarnoTech, piattaforma per un potenziale centro di competenza negli ambiti della robotica, della meccatronica, dell’automazione e dell’industria 4.0. In tempi recenti, non dimentichiamolo, ci siamo attivati pure a livello di mobilità, cercando di accrescere l'offerta del trasporto pubblico e migliorando le vie di comunicazione. Tuttavia è chiaro che di fronte a decisioni come questa, che non dipendono dalla nostra volontà politica, non possiamo fare nulla».

Segnali preoccupanti? In realtà la disoccupazione cala...

La Schindler che riorganizza e, stando a quanto già anticipato da laRegione, licenzia alla spicciolata. Ora Novartis che annuncia l'abbandono della sede di Locarno.
Segnali preoccupanti dal mondo del lavoro? «Non è semplice dare una risposta – afferma Silvano Beretta, responsabile cassa disoccupazione dell'Ocst –. Ovviamente la notizia di Novartis, con la perdita di una cinquantina di impieghi, non fa piacere e va analizzata. Tuttavia, sull'altro piatto della bilancia occorre mettere il calo della disoccupazione nella nostra regione, in discesa da alcuni mesi. Di più: le medie e grosse industrie presenti sul territorio non hanno più richiesto le indennità per lavoro ridotto, nonostante ne avessero ancora la possibilità. E questi sono indicatori positivi».
Il calo della disoccupazione, avverte Beretta, è da ricondurre sostanzialmente al settore dell'accoglienza turistica: «Un settore che sta riprendendo a girare a pieno ritmo. Inoltre per le nuove misure sanitarie contro la pandemia, gli albergatori e i ristoratori hanno bisogno di un numero maggiore d'impiegati». Ad esempio, il buffet delle colazioni ha dovuto essere sostituito con un servizio al tavolo, che richiede più personale: lo stesso dicasi per pulizie e per altri servizi.

Interpellanza al governo

Sulla chiusura di Novartis a Locarno interviene il gruppo parlamentare Mps-Pop-Indipendenti con un'interpellanza al Consiglio di Stato, firmata da Matteo Pronzini, Simona Arigoni e Angelica Lepori. «Appare incomprensibile e assolutamente inaccettabile che questo colosso multinazionale decida semplicemente di chiudere baracca e burattini, distruggendo una competenza collettiva e soprattutto lasciando per strada un numero importante di dipendenti – scrivono i tre parlamentari –. Tale decisione dimostra una volta di più il fallimento (e l’assenza) della politica di sviluppo economico del Consiglio di Stato, del Dfe e dei partiti che sostengono l’esecutivo». Infine chiedono al governo “cosa intende fare per obbligare Novartis a ritornare sulla sua decisione di chiusura dello stabilimento di Locarno? Quali sono state le agevolazioni finanziarie e fiscali (cantonali e comunali) ottenute negli ultimi anni da Novartis a Locarno?”.

Leggi anche:

Locarno, Novartis lascia la sede cittadina entro fine 2023

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