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29.04.21 - 16:44
Aggiornamento: 18:11

Bosco Gurin, '156 stagionali ai patrizi, uno sproposito'

Giovanni Frapolli replica al Patriziato e contesta i contenuti di una precedente convenzione fra le parti, scaduta con il fallimento della Grossalp SA

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Non si sono fatte attendere, da Bosco Gurin, le puntualizzazioni del proprietario degli impianti, Giovanni Frapolli, alle affermazioni del locale Patriziato. Nello scambio di accuse a distanza, l'imprenditore e gestore della stazione turistica ricorda che la convenzione alla quale fa riferimento, nell'articolo, l'ente pubblico walser risale a prima che l'allora Grossalp SA fallisse. Motivo per cui quell'accordo, superato dagli eventi, non ha alcuna valenza giuridica. Con l'acquisto degli impianti, le carte in tavola sono cambiate. In pratica per il proprietario “diritti e doveri” contenuti nella vecchia convenzione sono venuti a cadere.

Quegli sconti (in numero crescente) che fanno gola

Tuttavia, si legge nella precisazione,“si è continuato a concedere i tanto agognati sconti, considerati i buoni rapporti con l'allora Amministrazione patriziale (una decina le tessere stagionali previste)”. Quello che però il patron degli impianti non digerisce affatto è che il numero di patrizi che ha richiesto, col passare del tempo, questa agevolazione, è salito vertiginosamente: “ben 156. Il tutto per la modica somma di 90mila franchi totalmente regalati! Non si contestano i 4mila franchi di tasse versati all'ente, quanto piuttosto l'incremento esponenziale, anno dopo anno, delle stagionali omaggio emesse a patrizi che le pretendono e che vengono da tutto il cantone per sciare gratuitamente. Quelle persone che spesso sono in prima fila a contestare gli impianti e ostacolare i progetti legati al futuro di Bosco Gurin. Coerenza?”.
Non da ultimo il titolare degli impianti di risalita ricorda che, “al di là della cifra finanziata dallo Stato, il Cantone sosteneva questi progetti al 50% tramite sussidi e prestiti a fondo perso. L’altro 50% (varie decine di milioni, mica caramelle) è stato assicurato da privati come banche e apporti privati, fra cui diversi milioni portati dal sottoscritto, in seguito poi persi (documenti ufficiali del fallimento lo dimostrano chiaramente!). Diamo dunque le informazioni corrette per favore".

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