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12.04.21 - 14:53
Aggiornamento: 16:18

Calezzo, il vecchio lavatoio ritrova il suo aspetto

Grazie all'impegno di Comune di Centovalli e Museo regionale è stato possibile rifare il tetto dello storico manufatto, testimonianza preziosa del passato

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Un antico lavatoio riportato al suo aspetto originale. E, per un istante, al visitatore che si fermerà a osservare l'antico manufatto, sembrerà di riscoprire un rito collettivo d'altri tempi, quando le donne del paese, con la pesante cesta tra le braccia, vi si recavano per lavare i panni. A Calezzo, nelle Centovalli, grazie agli sforzi congiunti di Museo regionale e Comune, negli scorsi giorni si sono conclusi i lavori di rifacimento del tetto del lavatoio. Questa bella testimonianza della civiltà contadina di un tempo si trova lungo la strada che attraversa la frazione ed è impreziosita, al suo fianco, da una fontana e da una cappella votiva.
La costruzione della carrozzabile e gli importanti cambiamenti economici e culturali della seconda metà del Novecento hanno progressivamente spogliato questi manufatti della funzione per cui erano stati costruiti. Non più utilizzati e curati, sono nel tempo stati vittime di un ineluttabile deterioramento.

Il valore culturale dell'intervento

Consapevoli del valore culturale che queste testimonianze rappresentano per la nostra regione, il Museo regionale e il Comune di Centovalli hanno dunque promosso e curato l’intervento di restauro.
Per la nuova carpenteria e copertura in piode, che hanno sostituito il precedente tetto in tegole, si sono potuti recuperare i materiali da un vecchio cascinale diroccato, contribuendo così a ridare al lavatoio un aspetto maggiormente autentico.

L’intervento di valorizzazione di questo piccolo comparto ricco di storia, che ha ricevuto un sostanzioso sostegno anche da alcuni abitanti della zona, sarà portato a termine nelle prossime settimane.
Rimane infatti ancora da concludere il restauro della cappella, fatta costruire nel 1846 da un certo Giacomo Maggini e affrescata dal noto pittore Valmaggese Giovanni Antonio Vanoni (gli affreschi sono particolarmente belli e ricchi di dettagli; nella nicchia, al centro, è raffigurata la Madonna di Montenero, a ricordo della secolare emigrazione degli antenati nella città di Livorno).
I lavori termineranno con la sistemazione della fontana, nella quale ritornerà a scorrere l’acqua.

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