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29.03.21 - 11:58
Aggiornamento: 17:18

Mascherina obbligatoria anche alle ‘Maldive di Milano’

A Lavertezzo con la Pasqua potrebbero confluire moltissimi visitatori. Predisposto un piano operativo. Si attiva anche la Vallemaggia

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(Ti-Press)

Piazze e aree centrali delle principali città del Ticino accessibili solo con mascherina; obbligo di indossarle anche lungo le rive lacustri e fluviali più pittoresche e frequentate delle località turistiche; controlli da parte dei tutori dell'ordine. Misure preventive e restrittive più severe laddove, solitamente, è più logico il formarsi di assembramenti anche di natura spontanea e/o occasionale. Tutto ciò nel nome dell'ormai tristemente famoso distanziamento fisico. Chiaramente se si sta in un luogo all'aperto dove mantenere le distanze è possibile, l’uso della protezione igienica resta facoltativo.
Nonostante ciò, anche nelle valli del Locarnese, gettonatissime dai turisti, si guarda con un po' di preoccupazione alla Pasqua. È il caso, ad esempio, della Valle Verzasca, dove gli operatori turistici aspettano il primo pienone di visitatori dell'anno. Assembramenti andranno sicuramente formandosi, ad esempio, laddove, come a Lavertezzo, vi sono le principali attrattive e dove il distanziamento (anche se si è all'aria aperta) non è sempre matematico.

Cartellonistica, controlli e raccomandazioni per il primo test

A stretto giro, le autorità vallerane hanno perciò dovuto stabilire modalità di controllo per evitare che si creino situazioni che possano mettere a rischio il benessere e la sicurezza della comunità indigena e degli ospiti. Va in questa direzione la decisione municipale, spiega Alessandro Speziali, coordinatore del Masterplan Verzasca 2030, di rendere obbligatoria la mascherina nella zona del Ponte dei Salti a Lavertezzo, dove la particolare conformazione del territorio rende impossibile assicurare il distanziamento fisico. In aggiunta sarà introdotta una specifica segnaletica in più punti panoramici e di richiamo del comprensorio. L'osservanza delle prescrizioni, siccome l'appello al buon senso spesso non basta, sarà compito della polizia, che effettuerà ronde e controlli come da accordo preso con le autorità vallerane.

Parallelamente si è deciso d'intervenire anche sul traffico, visti i precedenti: saranno posati pannelli luminosi informativi sui posteggi; nei punti critici la presenza di movieri sarà garantita e, nelle serate, all'imbocco della valle a Gordola, per rendere più scorrevole il traffico nelle varie direzioni, ci saranno degli agenti.

Centovalli, la chiusura della strada con la Valle Vigezzo funge da freno

Nelle Centovalli, altra destinazione turistica apprezzata soprattutto per la sua offerta escursionistica (vedi i suoi tre impianti via fune che consentono di raggiungere nuclei e villaggi sulle alture delle due sponde della Melezza), il sindaco Ottavio Guerra si dice abbastanza sereno: “Dopo aver sentito il comandante della polizia comunale, non riteniamo di dover intraprendere misure particolari per evitare assembramenti nei nuclei dei paesi durante il periodo pasquale. Anche perché la confinante Valle Vigezzo è attualmente in zona arancione/rossa e pertanto non ci si attendiamo un aumento del volume di traffico (e di conseguenza dei potenziali visitatori). Per quanto concerne il numero degli escursionisti, ritengo che la rete dei sentieri nelle Centovalli (oltre 300 km tra ufficiali e non ufficiali) sia sufficientemente ampia da evitare problematiche legate al distanziamento sociale. Tramite la polizia terremo costantemente monitorati comunque le aree golenali della Melezza e dei parchi giochi, dove, con il bel tempo, potrebbero formarsi gruppi troppo numerosi di persone”.

Si attiva anche la Vallemaggia

Altro luogo di punta e molto apprezzato dai turisti confederati, e non, è la Vallemaggia. Le acque limpide, la natura incontaminata e lo stile architettonico legato al suo passato contadino le conferiscono una cornice selvaggia e, allo stesso tempo, romantica. Bar e ristoranti rimangono chiusi, ma molte sono le case secondarie, così come gli hotel e le aree di sosta per camper.  

E proprio di quest’ultimi, vi era stato l'anno scorso un boom che aveva causato non pochi disagi alla popolazione. Non solo: vi erano stati anche assembramenti sui mezzi pubblici e intere porzioni di fiumi presi d'assalto dalla gente. «Il problema che abbiamo riscontrato l'anno scorso era dovuto al fatto che in primis i turisti confederati non avevano colto la gravità della situazione», spiega il sindaco di Cevio, Pierluigi Martini. Che prosegue: «Non temiamo che stessa situazione possa ripresentarsi. Come già detto allora, sono tutti benvenuti; basta che rispettino e seguano le disposizioni della Confederazione».

A Maggia, ricorda il sindaco Aron Piezzi, «l’anno scorso non avevamo avuto grossi problemi dovuti ad assembramenti o al poco rispetto delle regole. Quanto a quest'anno, molti turisti sono già qui ed altri arriveranno nei prossimi giorni. C'è il rischio dei campeggi e di posteggi abusivi dei camper, ma ci siamo già organizzati in questo senso per evitarli».

In diversi Comuni ticinesi, come Locarno e Ascona, è stata introdotta l'obbligatorietà della mascherina nei luoghi pubblici particolarmente affollati. Anche in Valle si sta pensando di attuare dei decreti simili? «Su questo punto stiamo provvedendo anche noi, come Comune di Cevio, ad introdurre la misura in luoghi di incontro come ad esempio l'area del parco giochi e le piazze dei vari quartieri. Su questi punti delicati anche noi faremo un’ordinanza di obbligo ad indossare la mascherina» conclude Martini. Piezzi afferma invece che «abbiamo discusso di questo ma alla fine non introdurremo un’ordinanza di questo tipo perché non abbiamo zone dove c'è il rischio che si creino degli assembramenti. Il nostro territorio è molto esteso e non abbiamo piazze o luoghi d'incontro particolarmente affilati».

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