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28.01.21 - 17:13
Aggiornamento: 21:53

Locarno, all’Oggettoteca serve un’ultima spinta

La giovane biblioteca degli oggetti ha pochi giorni per raccogliere i fondi che ancora le mancano. Il punto sul progetto con una delle promotrici

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(Foto Oggettoteca)
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Siamo agli ultimi giri di clessidra per la raccolta fondi a favore dell’Oggettoteca di Locarno. Entro domenica 31 gennaio il contatore delle donazioni sulla piattaforma Progettiamo.ch dovrà segnare almeno quota 12’750 franchi. Se così non fosse, per regolamento, ai donatori – 67, finora, coloro che si sono detti disposti a contribuire con complessivi 10’976 franchi – non verrà richiesto il versamento della somma promessa. «Abbiamo avuto un buon riscontro, soprattutto nell’ultimo periodo. Speriamo di farcela» commenta fiduciosa Simona Colosio, tra le promotrici del progetto. Dalla A di ‘Accessori per Wii’ (la consolle per videogiochi), alla Z di ‘Zaino da montagna porta-bambini’, sono attualmente 159 gli articoli in catalogo. L’iniziativa, avviata lo scorso ottobre grazie all’impegno di una ventina di volontari, ha lo scopo di promuovere la cultura della condivisione attraverso il prestito di oggetti di uso saltuario. Una pratica dalle indubbie conseguenze positive per l’ambiente oltre che per il salvadanaio di chi vi fa capo. (Ne avevamo seguito gli esordi qui).

L’impiego dei finanziamenti

Per fare in modo che l’Oggettoteca funzioni con tutto il suo potenziale, la sola energia di chi se ne occupa non è sufficiente. Ecco dunque il motivo della raccolta fondi: «Lo Spazio Elle, in cui si trova la nostra sede, attualmente ci è concesso a titolo gratuito da parte del Forum socio-ricreativo locarnese che lo gestisce – spiega Simona –, tuttavia la nostra intenzione è di contribuire alle spese dello stabile ad esempio per l’acqua e l’elettricità. Dobbiamo poi far fronte a costi di cancelleria e amministrativi per la promozione del progetto, e a quelli del nuovo sito che stiamo ideando. Infine i fondi sarebbero impiegati anche per la manutenzione degli oggetti di cui ci assumiamo la responsabilità: ripararli se si rompono a causa dell’usura, dotarli delle componenti aggiuntive che servono al loro funzionamento (tipo le batterie), cambiarne i pezzi quando necessario». 

I primi mesi

A causa delle misure in vigore per contrastare la pandemia, attualmente l’Oggettoteca è chiusa ma comunque in funzione. È infatti attivo il servizio di prenotazione online che prevede la possibilità di accordarsi con i responsabili per i ritiri e le riconsegne. «Come per tutti, quello che stiamo vivendo è un periodo difficile – confida la nostra interlocutrice –, ma la buona rispondenza delle persone è incoraggiante. Gli utenti – ad oggi si contano 55 tesserati – sono molto compositi e tra loro ci sono diverse famiglie che hanno deciso di far capo alla speciale tessera comune. Ma si tratta soprattutto di persone residenti nella zona di Locarno; la gente non sembra ancora disposta a fare lunghi spostamenti per usufruire di questo servizio». 

A influire sulla richiesta degli oggetti è in special modo la stagione: «Adesso che è inverno vanno tanto i bob, le slitte, le racchette da neve. Più costante nel tempo troviamo l’interesse per utensili ed elettrodomestici da cucina e per strumenti di lavoro da impiegare nel fai da te». Particolarmente utile per gli spiriti più eclettici è poi la serie di proposte chiamate “provalo prima di comprarlo” che permettono di sperimentare delle nuove attività senza dover azzardare investimenti onerosi.

Altri aiuti benvenuti

Oltre a quello finanziario, evidenzia la responsabile, possono esserci altri tipi di sostegno al progetto: «Si può contribuire donando degli oggetti o ancora meglio prestandoli: un’azione basata sulla fiducia, che è il concetto su cui si fonda quanto abbiamo creato. Si può anche mettere a disposizione il proprio tempo; più gente siamo, più possiamo estendere i giorni e gli orari d’apertura». Accanto ai volontari ci sono anche tre classi di scuola media speciale che torneranno a collaborare al progetto una volta allentate le restrizioni. Pure l’inclusività, dunque, si dimostra un valore da promuovere per chi anima questa realtà in divenire. «In futuro ci piacerebbe anche proporre degli eventi incentrati sullo scambio di conoscenze e capacità, dove ad esempio chi ha delle competenze nella riparazione può insegnare i trucchi del mestiere a chi è interessato. L’intento di ciò che facciamo – conclude Simona – è quello di contribuire a creare un senso comunitario nel territorio in cui viviamo».

 

Per aderire alla campagna di raccolta fondi o per ulteriori informazioni: www.progettiamo.ch/it/progetti/1975

Per consultare il catalogo degli oggetti: oggettotecalocarno.myturn.com/library/inventory/browse

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