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27.01.21 - 06:00
Aggiornamento: 17:04

Nuovi orari, Fart sul pezzo. Ma c'è un nodo da sciogliere

La nuova corsia bus sulla ‘direttissima’ è troppo stretta. Blotti: ‘Tema segnalato’. E parla, a 360°, di potenziamento, Covid e progetti... e navigazione

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Il passaggio ‘incriminato’
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La corsia bus realizzata per la linea 1 delle Fart sulla “direttissima” Ascona-Locarno nell’ambito del nuovo orario del trasporto pubblico è inadeguata poiché troppo stretta rispetto alla larghezza degli automezzi. Se ne sono accorti gli autisti, gli utenti e ovviamente il direttore stesso delle Fart, Claudio Blotti. In caso di incendio, le operazioni di evacuazione risulterebbero problematiche, specialmente se a dover uscire dall’automezzo dovesse essere una persona in carrozzina. Blotti, interpellato dalla “Regione”, riconosce che «il problema esiste. Se un bus rimanesse bloccato vi sarebbero in effetti impedimenti per far scendere l’utenza. Ma le imprese di trasporto fanno capo alle infrastrutture messe a disposizione da Comuni e Cantone. Il tema è stato segnalato agli enti preposti». La Sezione della mobilità, che ripetutamente abbiamo cercato negli scorsi giorni per capire di chi siano le responsabilità e quali le prospettive di intervento, non ha purtroppo risposto alle nostre sollecitazioni. 

Restando in tema, «non tutti gli interventi infrastrutturali sono stati ultimati, a partire da via Luini – prosegue Blotti – la cui sistemazione non è ancora definitiva. La grande attrattività del nuovo orario sarà data da una rete completa anche a livello infrastrutturale, e dall’accelerazione del servizio e dalla sicurezza che ne deriveranno».

Claudio Blotti, il 13 dicembre si è aperta una nuova era del trasporto pubblico regionale. Quali sono i primissimi responsi?

Va premesso che i frutti del potenziamento saranno maturi non prima di 2-3 anni, perché una nuova offerta ha bisogno di tempo per essere conosciuta. Al di là delle iniziative di marketing e di comunicazione, servono il consolidamento delle nuove abitudini indotte all’utenza, e il passaparola, che è la miglior pubblicità. Inoltre, perdura la situazione pandemica, che da sola ci ha tolto il 30% di utenza in ambito urbano e il 20% in ambito regionale. Al netto del Covid, cominceremo ad avere delle risposte, specialmente sulle nuove tratte, dalla Pasqua in poi. Diversi elementi utili li stiamo comunque raccogliendo proprio grazie alle critiche e ai suggerimenti, che sono la logica conseguenza di un orario con più corse che però talvolta non coincide con le abitudini costruite negli anni dall’utenza.

Critiche e suggerimenti: cosa vi stanno dicendo e come li gestite?

Ci siamo organizzati con una raccolta sistematica dei reclami scritti e verbali – soprattutto tramite la biglietteria di Muralto – e classificati per linea. Man mano che arrivano vengono trasmessi alla Cit e alla Sezione della mobilità, con cui è in agenda un incontro il 24 febbraio per esaminare tutte le criticità rilevate e capire quali misure possano essere attuate. In generale, fa logicamente ancora fatica a passare la nuova mentalità d’uso in relazione alle tratte dirette su cui sono state introdotte delle coincidenze con altre linee. Non è automatico abituarvisi. Il consiglio è utilizzare le app, che danno tutte le indicazioni del caso per facilitare l’utenza e suggeriscono come muoversi. Lo stesso dicasi in merito alla possibilità di acquistare il biglietto prima di salire sul mezzo, perché ogni titolo di trasporto richiesto a bordo genera un accumulo di ritardi, altro tema “caldo”.

Dalla collina sono giunte lamentele dai genitori degli allievi che hanno perso la corsa per la pausa pranzo. Si può rimediare?

Avendo la percezione che il problema si sarebbe posto, la Città era venuta preventivamente da noi chiedendoci di inserire delle corse. Non è stato purtroppo possibile intervenire perché il potenziamento dei mezzi e del personale è stato attuato in funzione dell’orario e non abbiamo pertanto sufficiente margine per intervenire. Anche questo tema sarà approfondito con la Sezione della mobilità e con la Cit. Preciso che dalla stessa collina sono giunti anche complimenti per i collegamenti più cadenzati (ogni mezz’ora) con il centro città.

Questione Covid: si sprecano immagini e video che mostrano assembramenti oggettivamente eccessivi su determinate tratte. Come reagite?

Monitoriamo costantemente l’afflusso di utenza sui nostri mezzi e abbiamo prontamente provveduto ad introdurre corse di rinforzo laddove necessario, in particolare sulla Linea 315 Locarno-Vallemaggia e sulla Linea 311 Locarno-Bellinzona. Nelle ultime settimane siamo stati sollecitati dalla Sezione della mobilità per individuare le corse che presentavano ancora delle criticità. Alla luce delle ulteriori verifiche effettuate, abbiamo introdotto un terzo bus articolato sulla Linea 311 per la corsa delle 7.30 in partenza da Locarno. Il risultato dei nostri sforzi è che i bus snodati vengono ora occupati per poco più della metà della loro capacità. Temo comunque che questo non impedirà di vedere nuove immagini di ragazzi stipati nei bus, perché rimane il problema della distribuzione non ottimale sulla superficie disponibile. I giovani hanno la propensione a formare dei gruppi.

Restando in tema di Covid, in che misura l’azienda ne è stata colpita?

Ad oggi, se consideriamo il periodo da aprile 2020 a metà gennaio 2021, abbiamo avuto circa 500 giorni di assenza, equamente suddivisi fra collaboratori risultati positivi e quarantene imposte dall’Ufficio del medico cantonale. Rispetto a quanto sentito per altri ambiti aziendali, la cifra non è importante. Non abbiamo dovuto ridurre l’offerta di trasporto perché mancava personale conducente. Va sottolineato che il concetto di protezione cui si è lavorato costantemente, con sempre nuove direttive, anche a livello di riorganizzazione degli spazi in azienda, è stato adattato per ben 18 volte. Fondamentale in questo senso è stato il lavoro di Filippo Tadini, che dal 2019 è Responsabile della gestione sicurezza, rischio e qualità e ha instaurato con il personale un rapporto molto stretto per lo scambio di informazioni. L’intensificazione del dialogo interno ha avuto ripercussioni molto positive anche sul tasso di assenteismo. Al momento su 248 collaboratori (di cui 236 a tempo pieno) gli assenti sono 4, meno del 2% del totale. Nel 2017 si constatava un numero elevato di giorni d’assenza, che durava da alcuni anni. Bisognava correre ai ripari.

Come?

Avevamo lanciato un questionario sulla soddisfazione dei collaboratori sul posto di lavoro e sulla scorta delle risposte avevamo dovuto adottare delle misure, fra le quali quella, importantissima, di promuovere e tutelare la salute dei collaboratori con l’aiuto di esperti esterni per offrire dei corsi a tutti, quadri compresi. Ci siamo inoltre organizzati con un nuovo sistema di programmazione e distribuzione dei turni, servendoci di un software che tiene conto delle basi legali che regolano la durata del lavoro nei trasporti pubblici. I parametri sono molto stretti e lo scopo è duplice: tutelare la salute di chi lavora e offrire un viaggio sicuro all’utenza. Mi piace sottolineare che nel 2019 siamo stati premiati a livello nazionale – come prima azienda ticinese e prima azienda di trasporto in Svizzera – per quanto fatto nella promozione della salute dei collaboratori. È anche vero che in qualche modo incide l’età media dei collaboratori: con l’arrivo dei 67 nuovi autisti (di cui 61 necessari per coprire il fabbisogno dato dal nuovo orario, e 6 in proiezione di alcuni pensionamenti) l’età media si è abbassata da 50 a circa 40 anni. Va anche rilevato che con i nuovi autisti abbiamo allestito un programma di formazione ad ampio raggio: dal funzionamento dell’azienda alla definizione dell’offerta del trasporto pubblico (coincidenze da assicurare, nodi di interscambio, sistema di vendita), fino alla promozione e alla tutela della salute. Quello di conducente di autobus è un mestiere con orari irregolari. Con l’apporto del dottor Savary sono stati forniti consigli sull’alimentazione, sui movimenti da fare anche durante il servizio e sulla gestione dei ritmi di sonno-veglia.

I progetti infrastrutturali di Ascona e Riazzino?

Riazzino è al momento la soluzione provvisoria per sistemare i bus acquistati per il potenziamento, ma diventerà quella definitiva, con un investimento di circa 20 milioni di franchi. Ascona è stato messo in “stand-by”. A Riazzino verrà realizzata una nuova officina per la manutenzione e la riparazione dei bus. Sostituirà quella di via Franzoni, costruita 50 anni fa per assicurare la manutenzione di 20 autobus, dei quali nessuno era snodato. Realizzeremo inoltre un deposito coperto in cui sistemare una ventina di bus snodati durante la notte. Considerando che la flotta conta 63 mezzi, i restanti veicoli saranno sistemati nei due depositi in via Galli e nell’attuale garage in via Franzoni, che sarà adibito a questo scopo. Per Riazzino sarà indetto un concorso di progetto che seguirà la procedura selettiva. Stiamo preparando la documentazione. L’obiettivo è concludere la progettazione per fine 2021, andare in costruzione nel 2022 e avere gli spazi definitivi entro fine 2023.

Da più parti è tornato a levarsi in queste settimane l’auspicio che siano le Fart ad assumere la gestione del bacino svizzero del Lago Maggiore. Come la vede?

Le Fart, al momento, non hanno alcuna competenza tecnica in materia di navigazione. Già durante lo sciopero del 2017 fu chiesto il nostro intervento sul lago, e mi sembra che quelle voci fossero più insistenti rispetto a quelle sentite di recente. Come detto, ci mancano le basi tecniche per pensare di gestire il servizio lacuale. Con le risorse che abbiamo, possiamo e vogliamo concentrarci sui diversi progetti strategici che ci impegneranno nei prossimi 5 anni.

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