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27.12.20 - 16:03
Aggiornamento: 16:47

Navigazione, primo appiglio il Consiglio di Stato

I sindacati chiedono un incontro urgente con il governo dopo gli 8 licenziamenti dei marinai locarnesi. Stroppini (Sev): ‘C'è sconforto: pagano sempre loro’

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Ti-Press/D. Agosta

Del Consorzio italo-svizzero che avrebbe dovuto rilanciare il servizio di navigazione sul bacino svizzero del Lago Maggiore rimane ad oggi la navetta Locarno-Magadino. Condotta non più dai marinai locarnesi assunti a suo tempo dalla Società di navigazione Lago di Lugano (Snl), ma da quelli luganesi mandati apposta nel Sopraceneri per sostituire i colleghi. Il motivo? Questi ultimi sono stati tutti licenziati a causa del mancato accordo sul rinnovo del consorzio, a scadenza il 31 dicembre 2020.

Ha comunicato la Snl che “le trattative per il rinnovo degli accordi di collaborazione sul bacino svizzero del Lago Maggiore sono in corso a livello ministeriale ed il 23 dicembre è stato trovato un accordo di principio per una proroga fino al 28 febbraio 2020”. Quanto ai marinai che hanno passato Natale con il groppo in gola per aver perso il lavoro, non una parola di vero sostegno, se non che “Snl opera in costante coordinamento con le autorità federali, cantonali e comunali, con il fermo obiettivo di riassumere tutto il personale disponibile appena definiti gli accordi di rinnovo dei contratti consorziali e ricevute le necessarie autorizzazioni”. Quando e se ciò avverrà rimane per ora un mistero. La società di navigazione ceresiana “confida nel buon esito delle trattative e continua a lavorare per consolidare le attività in essere e per migliorare l’offerta di navigazione nello spirito di un rilancio della navigazione sui laghi ticinesi”.

Il “costante coordinamento” evocato dalla Snl rispetto alle autorità cantonali è però tale fino a un certo punto, visto che il direttore del Dipartimento del territorio, Claudio Zali, ha detto di aver appreso solo ora dei licenziamenti, intimati in via cautelativa a fine settembre.

Sabato il sindacalista Sev Angelo Stroppini ha nuovamente preso contatto con gli 8 licenziati in occasione di una videoconferenza che «mi ha dato la misura dello sconforto e della tristezza dei lavoratori. Chi paga, come sempre, è la manodopera, prima ancora di un servizio che avrebbe dovuto essere rilanciato ma si ritrova con zero impiegati. Unitamente ad Unia chiederemo quanto prima un incontro con il Consiglio di Stato per vedere il da farsi. Ricordo che il segmento di servizio di trasporto pubblico Locarno-Magadino è coperto dal consorzio grazie a generosi contributi statali».

‘Schiaffo ed umiliazione’

Per Sev e Unia quello assestato ai licenziati è stato “un altro schiaffo e un'umiliazione dopo aver lottato con caparbietà per il loro posto di lavoro nello sciopero del 2017 e per un contratto collettivo di lavoro nel 2018”. Quelli che erano partiti in oltre 30, sono rimasti in 8. Poi, dopo gli ultimi licenziamenti, appunto in zero. “In un quadro negoziale tutt’altro che chiaro sul futuro del Consorzio, la Direzione di Snl ha sottoposto ai propri dipendenti di Locarno una serie di contratti a raffica – ricordano i sindacati –. Prima offrendo un contratto su Locarno solo se il Consorzio proseguirà oltre il 31 dicembre 2020, poi ritirando la proposta e proponendo un contratto della durata di 1 anno con impiego sul Lago Ceresio. I dipendenti di Locarno hanno chiesto alla Direzione di aspettare per sottoscrivere il contratto, fintanto che sia chiarito il futuro della navigazione sul bacino svizzero del Lago Maggiore, considerato che erano e saranno appunto in corso delle trattative. Il 23 dicembre è arrivata la comunicazione sul proseguimento delle trattative sul Consorzio per ulteriori 2 mesi. La gioia dei marinai è però stata castrata dal datore di lavoro Snl, che invece di continuare ad impiegarli, ha preferito lasciarli a casa”.

Gambarogno: ‘Situazione che lascia interdetti’

La notizia dei licenziamenti ha provocato diverse reazioni. Per conto dei Comuni rivieraschi, che sostengono il rilancio del servizio di navigazione, si è espresso il primo cittadino di Gambarogno, Luigi Conforto, presidente del Consiglio comunale: “Dopo lo sciopero siamo di nuovo in una situazione a dir poco imbarazzante e che lascia interdetti – ha detto –. Si tratta ora di riprendere e tessere le fila per arrivare presto ad una soluzione che permetta di orientarsi al futuro con un progetto chiaro e dar continuità e speranza anche ai dipendenti. Il futuro della nostra regione passa certamente anche nello sviluppo sostenibile delle potenzialità del lago certamente per il turismo, ma non solo. Il trasporto pubblico sul lago è un’offerta che va riformulata e ciò deve essere fatto nel rispetto di tutte le parti in causa”. Gambarogno, per bocca di Conforto, auspica che “tutte le parti tornino a confrontarsi in modo serio e costruttivo” e invita “tutte le istituzioni coinvolte a voler, con forza e decisione, far tutto il possibile affinché si possa dare un futuro serio alle persone coinvolte come al progetto di rilancio della navigazione”.

L'incredulità della politica

A livello politico, i Verdi hanno definito i licenziamenti “un meschino ricatto” da parte della Snl, il cui “stile di conduzione ha portato a licenziare senza pudore i dipendenti attivi sul Lago Maggiore, due mesi prima della scadenza dei termini, umiliando da una parte i collaboratori e dall’altra, mettendo in imbarazzo i partner istituzionali”. Su queste basi “come fanno ad esserci le basi di fiducia per proseguire una collaborazione con l’imprenditore luganese?”, si chiedono.

Di “vergognosa decisione della Società navigazione Lago di Lugano” parla il ForumAlternativo: “Una notizia drammatica che rappresenta un vero proprio schiaffo per i dipendenti della navigazione, per le loro famiglie e che rischia di avere pesanti ripercussioni per il turismo e per l’intera regione del Locarnese e del Ticino tutto. I dipendenti che nel 2017 con una lotta e una mobilitazione esemplare, sostenuta da ampie fasce della popolazione, si erano strenuamente battuti per la difesa dei posti di lavoro, vengono oggi pugnalati alla schiena”. L'auspicio è che “il Consiglio di Stato, come pure i Comuni che si erano spesi per la nascita del Consorzio”, agiscano “con la massima urgenza” e obblighino “i dirigenti della Società di navigazione di Lugano a ritirare immediatamente i licenziamenti, a maggior ragione considerato che l’azienda ha ricevuto ingenti aiuti statali. Questo modo di agire è irresponsabile ed immorale e non può essere assolutamente tollerato”. Il ForumAlternativo esprime “la sua totale e incondizionata solidarietà a tutti i dipendenti del Consorzio del Lago Maggiore e invita governo e autorità locali ad agire con la massima urgenza preservando i diritti e la dignità dei dipendenti oggi brutalmente calpestati”.

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