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11.09.18 - 15:160
Aggiornamento 16:47

Vendita all'incanto della Polivideo, nessuno si fa avanti

È andata deserta l'asta per gli stabili. Il prezzo di partenza era fissato in 17,3 milioni di franchi

Si è aperta stamattina, alle 9.15, in una sala al piano terreno dello Stabile amministrativo cantonale in via della Posta 9 la vendita all’incanto degli stabilimenti della Polivideo di Riazzino, organizzata dall’Ufficio esecuzioni di Locarno. Un atto dovuto, dopo che lo scorso marzo era stato decretato il fallimento della società; alle sue spalle un passato importante nel settore delle produzioni audiovisive. Ma l’asta, come si dice in gergo, è andata deserta. Nessuno, dopo l’annuncio del prezzo di partenza di 17milioni e 328mila franchi, ha alzato la mano.
Il valore di stima ufficiale della proprietà, situata in via Stradonino 1, all’entrata della zona industriale su territorio della Città, è di 10,5 milioni; quello peritale di 15 milioni. Il prezzo di partenza per i due edifici – rispettivamente di 2’680 e 455 metri quadri – e per la superficie non edificata di oltre 14mila metri, è stato fissato a una quota ben più elevata. Ciò deriva dal fatto che sulle spalle della Polivideo gravano debiti con il Cantone (207mila franchi), con Locarno (126mila) con privati (400mila) e ipoteche legali per circa 17 milioni. Ipoteche che erano state sottoscritte a suo tempo con la Veneto Banca di Montebelluna (Treviso); un’istituto in liquidazione coatta dal giugno del 2017 e ritirato quello stesso mese da Intesa Sanpaolo.
Ora la procedura d’asta si è chiusa e il prossimo passo sarà il decreto per l’attestato di carenza pegni o l’attestato di carenza beni, ciò che potrebbe rendere più difficili il recupero dei crediti.


Fondata nel 1972


La Polivideo, che operava come fornitrice di servizi audiovisivi e casa di produzione, è stata fondata nel 1972. A partire dai primi anni 2000 ha collaborato con Mediaset, Rai, La7, Sky Italia e France Télévisions. Un periodo felice, dopo tanti alti e bassi; nel 2010 l’azienda ha raggiunto il suo fatturato massimo.
Dal 2010 in poi, però, l’attività è diminuita e si è giunti alla moratoria concordataria nel febbraio 2016. Una moratoria che dagli iniziali sei mesi era stata prolungata a due anni, concessi dal pretore di Locarno per permettere il risanamento della situazione finanziaria. Ma così non è stato e lo scorso marzo è stato decretato il fallimento. Oggi l'asta, ma senza nessun acquirente.

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