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05.12.22 - 18:37
Aggiornamento: 19:34

Val Calanca, strada forse riaperta prima del weekend

Nella migliore delle ipotesi i lavori di sgombero inizieranno domani. Anche oggi il meteo ha ostacolato la valutazione dei rischi di nuovi scoscendimenti

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Polizia cantonale
Scesi circa 600 metri cubi, in gran parte fermatisi sopra la strada

In Val Calanca nebbia, pioggia e nevischio continuano a ostacolare la valutazione dei pericoli geologici della frana scesa domenica mattina sulla strada cantonale tra l’intersezione per Castaneda e Buseno. A causa delle cattive condizioni meteo, oggi pomeriggio i tecnici (compreso un geologo cantonale) non hanno potuto alzarsi in volo con l’elicottero per valutare in maniera approfondita il grado di rischio di altri scoscendimenti. Solo quando avvicinarsi alla zona della frana sarà ritenuto sicuro, si darà inizio alle operazioni di sgombero della strada. "Attualmente non è chiaro se, a seguito delle forti precipitazioni, dalla parete rocciosa alta oltre 300 metri possano staccarsi e precipitare altre parti di roccia instabile", scrive in un comunicato stampa la Polizia cantonale, aggiungendo che il geologo procederà mediante l’elicottero al controllo del punto di stacco entro domani, martedì 6 dicembre a mezzogiorno. Se il monitoraggio escluderà rischi, già domani si potrebbe iniziare a liberare la carreggiata tramite escavatori gommati e la sistemazione della stessa. Lavori che "dureranno presumibilmente da due a tre giorni", indica la polizia. A condizione che la situazione in termini di sicurezza lo consenta, nella migliore delle ipotesi la strada sarà riaperta al traffico (a senso unico alternato) prima del weekend.

Scesi oltre 600 metri cubi di materiale

Come già indicatoci questa mattina dall’Ufficio tecnico cantonale del circondario di Mesocco, la polizia conferma nella nota stampa che dalla parete rocciosa a monte della strada si sono staccati circa 600 metri cubi di materiale. Il distacco si è verificato 360 metri al di sopra della carreggiata, a una quota di 1’050 metri. Come noto i grandi massi caduti hanno danneggiato la strada, in parte in misura importante, i muri di sostegno a monte e a valle e il cordolo murario su una lunghezza di circa 30 metri. Singoli blocchi hanno superato la strada della Calanca e sono finiti nel sottostante fiume Calancasca.

Approvvigionamento garantito dai comuni

Nel frattempo rimane isolata la popolazione (circa 450 i residenti) dei comuni di Buseno, Calanca e Rossa. Fino al momento in cui rimarranno isolati, l’approvvigionamento dei vari villaggi sarà organizzato e garantito dai comuni.

Servizio e cure a domicilio garantiti da un ex collaboratrice di Spitex

Cifre ridotte e la disponibilità di una ex collaboratrice rimasta isolata consentono invece a Spitex Moesa di garantire alla decina di utenti che tra Buseno e Rossa beneficiano del servizio di cure o assistenza a domicilio. Residente a Buseno e impossibilitata a scendere al piano per recarsi all’attuale posto di lavoro, dopo aver ricevuto le informazioni dalla sede di Roveredo e il necessario materiale tramite il personale dell’Ufficio forestale (tra cui pastiglie e il tablet con le cartelle di tutti sugli utenti), la ex infermiera ha già potuto lavorare ieri e continuerà a farlo fino a quando la strada rimarrà chiusa. C’è poi il dottor Sergio Luban di Augio che ha dato la sua disponibilità a intervenire in caso di necessità. Un ristorante di Arvigo e alcuni generosi vicini di casa si occupano invece di preparare la manciata di pasti distribuiti giornalmente da Spitex.

Leggi anche:

Frana in Calanca: ‘Ancora pericolante, presto per intervenire’

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