laRegione
sempre-piu-cinghiali-nella-bassa-mesolcina-come-contenerli
05.07.22 - 17:58

Sempre più cinghiali nella Bassa Mesolcina: come contenerli

Il capo dei guardacaccia Nicola De Tann: ‘Finora causati importanti danni solo a pascoli e prati da sfalcio’

Una presenza sempre più importante e fonte di notevoli conflitti. Il progressivo ritorno dei cinghiali sul territorio nazionale è una storia piuttosto recente: negli anni 70 alcuni esemplari provenienti da Italia, Francia e Germania hanno iniziato a ricolonizzare i nostri pascoli, implicando una crescita esponenziale nelle regioni alpine e prealpine. Un fenomeno che non ha risparmiato il Ticino e nemmeno i Grigioni, in particolare la Bassa Mesolcina dove sta assumendo dimensioni senza precedenti. Un bel problema, perché i voraci ungulati non si nutrono solamente di ghiande ed erbacce, ma pure di prodotti dell’agricoltura insinuandosi sempre di più in zone edificate e coltivate. «Le popolazioni sono in continuo aumento, da qualche mese in maniera più marcata, causando importanti danni a pascoli e prati da sfalcio – evidenzia interpellato dalla ‘Regione’ il capo dei guardacaccia del Moesano Nicola De Tann –. Finora non hanno intaccato le colture, ma la situazione è in costante evoluzione». Le misure di prevenzione attuate hanno il compito di contenere, o più precisamente limitare, le ripercussioni che la loro presenza comporta. La posa di reti elettrificate e l’abbattimento di maschi adulti e cuccioli, risparmiando per contro le femmine che ‘gestiscono’ il branco, «sono alcuni degli accorgimenti già messi in atto dalle autorità con l’obiettivo di ridurre i conflitti fra uomo e animale».

Difficile stimare il numero esatto

Il cinghiale si è adattato molto bene alle condizioni presenti sul nostro territorio, ricco di variegati ambienti in grado di offrire il nutrimento e la protezione di cui necessita (acqua, aree boschive con fitto sottobosco, superfici incolte, giovani piantagioni di conifere e novellami di boschi tagliati a raso). Per completare la sua dieta l’ingombrante mammifero ripulisce i campi di grano, rivoltando il terreno con il proprio muso dotato di zanne. È in grado inoltre di memorizzare i luoghi ideali dove alimentarsi nonché le fonti di pericolo e le posizioni di appostamento dei cacciatori. «Non hanno nemici predatori e sono molto prolifici (in un solo autunno possono triplicarsi, ndr), perciò in questo momento è molto complicato determinare la cifra esatta di tutti gli effettivi – continua De Tann –. Dalla piana sino alla cima in Bassa Mesolcina sono presenti un po’ ovunque; in val Calanca è invece un fenomeno ancora in espansione. Esemplari sono stati segnalati sui monti di Giova in territorio di Buseno. Non ancora nella vallata interna, ma è solo una questione di tempo». La loro individuazione è poi resa difficile dalla forte densità della superficie forestale, con oltre 200’000 ettari di bosco, ovvero circa il 30% del totale del Canton Grigioni. «Attualmente – evidenzia De Tann – le uniche misure attuabili sono i prelievi durante la caccia alta e di selezione. Non possiamo per contro agire come si fa in Ticino, dov’è possibile fissare degli appositi periodi di caccia. Su incarico delle autorità ad alcuni cacciatori è comunque stato dato il permesso di sopprimerli laddove sia certificata la presenza di scavi freschi».

‘Cervi? La situazione è sotto controllo’

Una crescita costante, almeno fino a qualche anno fa, è stata registrata anche nelle popolazioni di cervi. «Le misure di abbattimento sono state fruttuose: i prelievi sempre più frequenti hanno permesso di mantenere alta la pressione e contenere il loro incremento così come i danni provocati all’importante patrimonio boschivo, come richiestoci dai servizi forestali». Una diminuzione forse da ricondurre pure alla ricomparsa del lupo. «Sì – riconosce De Tann –, effettivamente la selvaggina rimane più alla larga dalle zone abitate. Di norma però la sua presenza è già meno marcata in questo periodo rispetto all’inverno, poiché spesso gli ungulati emigrano in Ticino e Italia». La situazione necessita di essere costantemente monitorata in modo da comprenderne le dinamiche e approfondire la discussione. «È comunque sempre difficile identificare un numero minimo di esemplari su un determinato territorio. Non esiste ancora una regola – conclude il capo dei guardacaccia moesani – che consenta di stabilire quale sia la presenza massima ammissibile di una specie».

Seleziona il tag per leggere articoli con lo stesso tema:
bassa mesolcina cinghiali nicola de tann
Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Cantone
Luganese
1 ora
L’eredità del padre sparita: ‘Lui col fucile voleva spaventarlo’
Tentato assassinio di Agno: il 22enne giovedì avrebbe sottratto la somma alla nonna ed è scomparso. La disperata ricerca da parte del padre e gli spari
Ticino
2 ore
L’impresa sostenibile, tra marketing e realtà
A colloquio con l’economista Marialuisa Parodi sulla cosiddetta ‘finanza Esg’, basata cioè su rating di adeguatezza ambientale e sociale
Luganese
5 ore
Flp, lunghe attese e ritardi coi bus sostitutivi
Alcune persone questa mattina non sono riuscite a salire sui mezzi troppo pieni
Mendrisiotto
8 ore
Age e Aim, la rete idrica è sempre sottopressione
Rimangono in vigore le raccomandazioni all’uso parsimonioso dell’acqua e i divieti. La situazione è critica, ma alcuni Comuni riescono a cavarsela
Locarnese
11 ore
Tegna, ‘no alla variante che finirà per cancellarci’
L’Associazione sportiva preoccupata per le mire pianificatorie del Municipio per la zona dei Saleggi, con il sacrificio del campo da calcio (e del club)
Ticino
20 ore
Ipct, Pronzini si rivolge alla Commissione di mediazione
Il deputato dell’Mps ha chiesto alla cassa pensioni la decisione sulla riduzione del tasso di conversione. Accesso differito. Il parlamentare non ci sta
Luganese
21 ore
Soprusi, schiaffi e ustioni ai figli per 4 anni, il caso in aula
Genitori alle Correzionali, la pubblica accusa chiede pene parzialmente da espiare. Una perizia ha accertato la loro incapacità genitoriale
Luganese
22 ore
Rovio, il movente sarebbe il furto del figlio alla nonna paterna
Il padre avrebbe sparato alla schiena del 22enne forse a causa degli 80’000 franchi spariti dalla casa di Gravesano della parente
Mendrisiotto
22 ore
Chiasso, due campi esterni da padel all’ex Boffalorino
La domanda di costruzione per il progetto sarà presentata entro fine mese. L’area nel frattempo è stata sistemata
Bellinzonese
23 ore
Progetto Ritom a tetto: così cambia l’idroelettrico leventinese
Ffs e Aet presentano l’avanzamento del cantiere. Poi toccherà alla centrale del Piottino. Valutazioni in corso per Lucendro e alcune riversioni
© Regiopress, All rights reserved