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28.03.22 - 05:15
Aggiornamento: 28.12.22 - 18:28

Il Centro giovani del Moesano potrebbe lasciare Roveredo

Il Comitato ha incontrato il Municipio di Grono per una possibile nuova sede. Un’ipotesi potrebbe essere l’ex centro vaccinale, valutazioni sono in corso

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Ti-Press

Il Centro giovani del Moesano potrebbe cambiare casa. Recentemente il presidente del Comitato del Centro Dieter Suter e una sua delegazione hanno incontrato il Municipio di Grono. Negli scorsi mesi il comitato del Centro giovani del Moesano aveva scritto ai Comuni di Grono, San Vittore e Roveredo per chiedere se avessero degli spazi da mettere a disposizione per il centro giovani che attualmente si trova a Roveredo, nella storica casa patriziale, un’ubicazione non ottimale poiché molto centrale e vicina alle abitazioni. Ad aver risposto all’appello era stato il Comune di Grono che aveva segnalato il suo rifugio di protezione civile, che negli scorsi mesi era stato impiegato come centro regionale di vaccinazione e di test rapidi, chiuso lo scorso 7 marzo. Il sindaco di Grono Samuele Censi fa però notare che il centro di vaccinazione regionale potrebbe essere riattivato in qualsiasi momento in caso di bisogno. «Se la situazione sanitaria dovesse peggiorare è possibile che venga rimesso in funzione in breve tempo», osserva. Questo dipenderà dal decorso della pandemia, da eventuali nuove varianti e dalla protezione vaccinale della popolazione. Inoltre, fa presente il sindaco, il Comune potrebbe mettere a disposizione una parte degli spazi del rifugio per l’accoglienza dei profughi di guerra ucraini. «Il Municipio si è detto comunque aperto al dialogo e stiamo facendo le nostre valutazioni – rileva Censi –. Riteniamo giusto che i giovani abbiano una collocazione adeguata all’interno della regione e Grono geograficamente è centrale». Il rifugio di protezione civile si trova in una zona sportiva, lungo la via ciclabile che verrà costruita a breve, ha uno spazio esterno importante «dal punto di vista logistico sarebbe quindi un’opzione interessante e indicata per i giovani», osserva il sindaco. Ora il Municipio analizzerà la richiesta fatta dal Centro giovanile e prossimamente darà una risposta, tenendo conto anche degli sviluppi su scala nazionale e internazionale, ovvero l’evoluzione della pandemia ma anche della guerra in Ucraina e il relativo afflusso di profughi.

Accoglienza profughi: notevole risposta dei cittadini

Il Comitato regionale della Regione Moesa ha avviato un’analisi per garantire l’accoglienza e l’assistenza dei profughi identificando possibili strutture comunali o private per gestire le persone bisognose di protezione. Recentemente ha quindi scritto ai Comuni di Mesolcina e Calanca chiedendo di segnalare le strutture di accoglienza che possono essere messe a disposizione (colonie, foyer, ostelli, case parrocchiali, ecc.) e la durata minima delle soluzioni proposte. «Diversi cittadini hanno contattato la cancelleria per mettere a disposizione camere o spazi nelle proprie abitazioni. La risposta della popolazione è stata davvero notevole e ha dimostrato grande solidarietà verso le persone colpite dalla guerra in Ucraina», rileva Censi. La Regione Moesa invita comunque a muoversi in maniera coordinata: "Siamo consapevoli che molti di voi si stanno mobilitando per offrire supporto alle persone che giungeranno in cerca di rifugio. In questa fase sarà fondamentale coordinare le attività in modo da unire le forze per essere il più efficaci possibili". Dal canto suo il Canton Grigioni fa presente che "al fine di poter assistere nel miglior modo possibile le persone in cerca di protezione" raccomanda ai cittadini ucraini che hanno già trovato rifugio nei Grigioni da privati di registrarsi su: www.gr.ch/ucraina.

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