laRegione
11.04.21 - 09:46
Aggiornamento: 14:35

Una cinquantina i lupi nei Grigioni, raddoppiati

È nel rapporto dell'Ufficio grigionese caccia e la pesca: malgrado l'alta mortalità dei piccoli, la popolazione dei predatori dovrebbe continuare a crescere

Ats, a cura de laRegione
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I sei branchi finora presenti nel cantone hanno dato nel 2020 alla luce a una trentina di cuccioli

La popolazione di lupi nel canton Grigioni è raddoppiata rispetto all'anno precedente. Attualmente si stima che ci siano una cinquantina di animali sul territorio retico e si sono formati due nuovi branchi. È quanto si legge nel rapporto 2020 dell'Ufficio grigionese per la caccia e la pesca. Questa rapida diffusione è affascinante dal punto di vista della biodiversità e dell'ecologia, sottolineano le autorità. I sei branchi finora presenti nel cantone hanno dato nel 2020 alla luce a una trentina di cuccioli. Malgrado l'alta mortalità dei piccoli si può supporre che la popolazione dei predatori continuerà a crescere, sostiene l'Ufficio per la caccia e la pesca.

Il gran numero di lupi comporta tuttavia delle sfide per il cantone: il loro cibo preferito sono i cervi e altri animali selvatici, ma non disdegnano neppure gli animali da fattoria. In territorio cantonale nel 2020 sono state trovate 169 carcasse di cervi, camosci e caprioli e si sono verificati 257 assalti ad animali da allevamento. Complessivamente l'Ufficio per la caccia e la pesca ha versato quasi 127'000 franchi svizzeri ai contadini come risarcimento per gli attacchi dei lupi.

Le fattorie alpine proteggono i loro animali con cani da guardia e recinti elettrici. Ma ciò non è sufficiente, come dimostrano i numerosi assalti: i lupi sanno sfruttare la conformazione del terreno, le condizioni meteorologiche e la qualità dei cani da guardia, spiegano le autorità. Queste ultime auspicano di riuscire a mantenere sotto controllo la popolazione di questi predatori, ma per fare ciò è necessaria l'autorizzazione dell'Ufficio federale dell'ambiente (Ufam).

Nel 2020 le autorità grigionesi hanno dato seguito a circa 2800 segnalazioni di lupi nel cantone: in tre casi sono riuscite a mettere un collare Gps agli animali che consenta loro di monitorare l'esatta posizione dei branchi.

Grazie all'analisi del Dna, l'Ufficio cantonale ha potuto determinare l'origine esatta di questi tre lupi: due di essi provenivano dai Balcani. Nel processo, sono stati in grado di registrare due lupi dai Balcani. Finora era stato appurato che i predatori provenissero solo dall'Italia.
 
 

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