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23.03.21 - 05:30
Aggiornamento: 17:26

Una nuova vita per la Ca' Rossa di Grono

Il Muncipio chiede 790mila franchi per il risanamento dell'edificio storico. In estate si insedieranno già due Uffici del Canton Grigioni.

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Monumento storico di importanza nazionale

Quasi 800mila franchi per la riqualifica della Ca' Rossa di Grono. «Un passo importante per un edificio storico del nostro Comune», afferma a 'laRegione' il sindaco Samuele Censi, sottolineando che, parallelamente, già a partire da questa estate la struttura diventerà sede di due Uffici del Canton Grigioni. E questo «andrà a beneficio della sostenibilità del progetto a livello finanziario», essendo la struttura di proprietà del Comune. Un segnale che dovrebbe pure facilitare la decisione del Consiglio comunale che si esprimerà sul credito per il risanamento mercoledì 31 marzo. In caso di approvazione, «i lavori inizieranno il prima possibile per poi terminare verosimilmente entro l'autunno», precisa Censi.

La Ca' Rossa di Grono – risalente al 1721 e inserita nella lista degli edifici protetti, perché ritenuta un monumento storico di importanza nazionale – ha fatto più volte più volte parlare di sè in passato. Da un lato perché è gia stata sede ad esempio dell'Organizzazione regionale del Moesano, della Pro Grigioni italiano, dell'Ufficio di collocamento, della scuola dell'infanzia e di quella di musica. Dall'altro perché tra il 2012 e il 2018 – dopo che il Consiglio comunale aveva deciso di non vendere la proprietà, nonostante le difficoltà finanziarie – è stata sede di diverse società bucalettere: l'auspicio era quello di generare un polo tecnico-informatico, ma l'iniziativa ha dato alla luce solo una situazione fortemente ambigua. Nel 2018 «abbiamo quindi voluta dare un segnale forte per cercare di arginare questo fenomeno», spiega Censi, ricordando tuttavia che sul territorio del Comune vi sono anche molte altre società «che si comportano egregiamente». Tre anni fa il Municipio ha così dato il via a una collaborazione con la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (Supsi) nell'ambito di uno studio d'architettura d'interni. «È stata un'esperienza molto positiva dalla quale sono emerse anche nuove idee che hanno funto da spunto per il concetto di risanamento proposto dal Municipio».

Un nuovo sistema di riscaldamento

Il progetto prevede degli interventi interni, mantenendo inalterato l'aspetto esterno dell'edificio. Concretamente, l'investimento più importante (320mila franchi) è previsto per un nuovo sistema di riscaldamento. In questo caso si presterà “particolare attenzione ai locali in cui sono presenti affreschi e/o rivestimenti pregati”, si legge nel messaggio del Municipio inerente alla richiesta di credito pari a 790mila franchi. In queste sale “saranno previste delle specifiche soluzioni impiantistiche (impianti ad aria ricircolata). Sempre nell'ottica di un risanamento termico è poi prevista la sostituzione dei serramenti (135mila franchi). Finestre, porte e portoni in legno “saranno verniciati riprendendo le caratteristiche di quelli esistenti”. Saranno poi sostituiti i servizi, dei quali “saranno rifatti sia i pavimenti sia i rivestimenti”. Infine l'edificio sarà tinteggiato completamente, mantenendo il colore attuale delle facciate, e “si prevede pure di controllare e sistemare gli affreschi ed i rivestimenti in legno danneggiati”. Anche i piazzali esterni saranno sistemati. 

Due Uffici cantonali ed eventi culturali

«Parallelamente al progetto di riqualifica, abbiamo ricevuto la conferma che due Uffici cantonali si insedieranno nella Ca' Rossa», rileva Censi. L'intero secondo piano e parte del primo, dal 1 luglio diventeranno dunque sede della Fondazione servizio ortopedagocico dei Grigioni e dei Servizi psichiatrici dei Grigioni, con i quali sono stati sottoscritti dei contratti della durata minima di tre anni. E negli spazi rimanenti (pian terreno) cosa è previsto? «L'ideale sarebbe riuscire in futuro ad affittare tutti gli spazi a disposizione. Tuttavia, al momento prevediamo di utilizzare il pian terreno per eventi in ambito culturale». Già negli anni scorsi, «anche se la Ca' Rossa era parzialmente chiusa, abbiamo sempre cercato di promuovere e organizzare eventi, ad esempio con le scuole, la biblioteca comunale o nell'ambito di qualche mostra. Un edificio come questo bisogna infatti farlo vivere, utilizzandolo». Resterà inoltre intatta anche «la cosiddetta sala degli stucchi, nella quale rimarrà possibile organizzare matrimoni civili». 

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