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01.12.22 - 08:29
Aggiornamento: 16:13

Rabadan in rosso, fra le novità 2023 un lieve aumento dei prezzi

Perdita di 117mila franchi, di cui 41mila per Lumino. Via il braccialetto, arriva il QR code. Si lavora a un programma completo. Ecco il gioco da tavolo

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Il presidente Giovanni Capoferri con il re Renato Dotta

Un’assemblea lampo durata ieri sera poco meno di un’ora. Ma con molte novità, alcuni aggiustamenti (rincaro prezzi d’entrata e tassa sociale) e soprattutto una gran voglia – chiaramente percepita fra la sessantina di presenti – di tornare a fare e a vivere il Carnevale di Bellinzona in agenda dal 16 al 21 febbraio 2023 con l’edizione numero 160 del Rabadan. Covid permettendo, ovviamente. Dopo due anni di stop forzato che ha eroso una bella fetta della liquidità, la Società del Rabadan si è rimessa in carreggiata. Lo fa con finanze messe a dura prova, hanno sottolineato Giovanni Capoferri nella relazione presidenziale e il responsabile del settore Nicola Ravasi. Alcune cifre indicano quanto la situazione sia delicata: nell’anno contabile 2021/22 si sono registrati ricavi per 165mila franchi e costi per 282mila, con un conseguente deficit di 117mila franchi, di cui 20mila andati in beneficenza ai Carnevali minori a loro volta in difficoltà. «In due anni – ha avvertito Ravasi – l’impossibilità di organizzare il Carnevale ha eroso circa 200mila franchi. Ancora due stagioni così e avremo finito la liquidità». Dalla sala l’ex presidente Bixio Caprara ha ricordato quanto sia stato opportuno, in passato, istituire il fondo di crisi alimentato con gli utili conseguiti anno dopo anno.

‘Solo qualche franco’

A pesare maggiormente sono i costi fissi per la sede di Carasso e una lunga serie di altre irrinunciabili voci di spesa. Idem qualche passo falso, come quello di Lumino dove insieme ad altri Carnevali è stato organizzato a fine giugno il ‘Carnevaa iunaited’ che voleva in qualche modo sopperire all’assenza dei bagordi invernali. Ebbene, poiché la prima serata è andata bene ma la seconda male, i costi hanno superato i 130mila franchi e le entrate non hanno raggiunto i 90mila. Perdita a bilancio, 41mila franchi. Una piccola pezza sarà messa portando da 10 a 20 franchi la tassa sociale 2023; briciole se si pensa che i soci sono circa duecento. Perciò, ma anche a causa del rincaro generale, entrare nella Città del Carnevale il prossimo febbraio costerà un po’ di più. Non avendo il presidente specificato ‘quanto’, avvicinato dalla ‘Regione’ al termine dei lavori si è limitato a dire che «il comitato sta ancora valutando. Confermo che i prezzi d’entrata saranno aumentati, ma solo di qualche franco. Tutti i dettagli il 6 dicembre quando partirà la prevendita».

Un sito per i biglietti e gli acquisti

A proposito di prevendita, la novità riguarda l’accesso ai biglietti: non avverrà più attraverso Ticket Corner, che alla Società del Rabadan costava 65mila franchi annui, ma attraverso una piattaforma appositamente creata all’indirizzo rabadan-tickets.ch già testata in occasione del ‘Carnevaa iunaited’. Sarà appunto online dal 6 dicembre – ha spiegato Paolo Deprati – e il vecchio braccialetto sarà sostituito dal QR code. Durante le serate sarà comunque ancora possibile comprare i biglietti alle uniche due casse che saranno allestite in Piazza Governo e Piazza del Sole.

Museo dei carnevali e centro di competenze

Quanto all’edizione numero 160, grosso modo ricalcherà le edizioni 2019 e ’20, ha detto il vicepresidente e responsabile della logistica Mauro Bissolotti: in programma dunque i cortei dei bambini, delle guggen, della domenica, come pure i vari pranzi (anziani, del cuore, ecc.) e la tombola. Una novità sarà il Gioco del Rabadan, un gioco da tavolo che unendo quello dell’oca e il Monopoli conterrà una versione per i bambini e una per adulti con vari quiz sulla storia del Rabadan, dei gruppi, delle guggen e dei carristi. Ogni scuola ne riceverà uno gratis, mentre i privati potranno acquistarlo sulla nuova piattaforma per i biglietti. Prossimamente inoltre terminerà lo studio affidato alla Supsi incentrato sulla possibilità o meno di realizzare a Bellinzona un museo svizzero del Carnevale. In dirittura d’arrivo anche gli approfondimenti sul centro di competenze per carristi e gruppi, struttura da loro molto attesa, dove poter sfoderare tutte le capacità creative e avvicinare le nuove generazioni.

I rapporti con Municipio e guggen

Tornando infine ai grattacapi, nella sua relazione Giovanni Capoferri ha toccato i rapporti col Municipio e con le guggen. Nel primo caso qualche inevitabile frizione era emersa a febbraio quando l’esecutivo, a seguito degli allentamenti decisi da Berna in materia di pandemia, un po’ all’ultimo aveva dato luce verde al RabaBar nel centro storico. A maggio vi è quindi stato un incontro chiarificatore: «Il sindaco – ha sottolineato Capoferri – ha posto l’accento sull’importanza della nostra Società nell’organizzare il Carnevale. Un appuntamento sempre molto gettonato durante il quale la sicurezza è garantita. Questo è un aspetto centrale, per la città di Bellinzona, nel concedere l’autorizzazione ai festeggiamenti». A settembre il comitato ha poi incontrato carristi e gruppi: «A causa di difficoltà loro, purtroppo alcuni hanno rinunciato a essere presenti nel 2023». Quindi le guggen, con le quali vi è stato uno scambio di corrispondenza teso a margine dell’assemblea dei Carnevali svizzeri tenutasi all’Espocentro, con accuse reciproche a mezzo stampa. Una quasi frattura in via di guarigione, sembra, con una volontà comune di ripartire su nuove basi: «Nell’incontro con i responsabili delle guggen abbiamo dato avvio a una tavola rotonda di discussione onde trovarci unanimi nella gestione della manifestazione. Difatti alcuni di loro si sono dichiarati amareggiati per alcune incomprensioni nate appunto anche dall’isolamento del Covid». Se son rose fioriranno. Intanto il comitato è stato completato col nuovo arrivo di Isotta Bertinelli (social) e Matteo Meroni (ticketing).

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