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28.11.22 - 16:54
Aggiornamento: 17:13

Archeologia, antiche ricchezze dissotterrate a Giubiasco

Aperto uno dei quattro tumuli venuti alla luce in un cantiere tra viale 1814 e via Ferriere: ritrovati orecchini, fibule, un pugnale e un’urna funeraria

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Ti-Press/Gianinazzi
Nela fossa più grande era stato seppellito il corpo, mentre in quella più piccola le ceneri
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«Cosa hanno trovato?», chiede una passante incuriosita, vedendo un gruppo di persone intente a osservare delle pietre e delle buche all’interno di un cantiere edile. «Delle tombe risalenti alla prima Età del Ferro», risponde uno dei presenti. Stiamo parlando dei quattro tumuli venuti alla luce, per la prima volta in Ticino, all’angolo tra viale 1814 e via Ferriere, che fanno parte della cosiddetta grande necropoli di Giubiasco (scoperte circa 700 tombe dalla fine del 1800). Si tratta in altre parole di un monumento funebre volto a simboleggiare una sepoltura di persone importanti risalenti al Sesto-Quinto secolo avanti Cristo.

‘Ottima collaborazione con la direzione lavori del cantiere’

«Giubiasco è ricca di questo genere di reperti», ha affermato questa mattina il consigliere di Stato Claudio Zali durante la presentazione alla stampa dei reperti archeologici. Si trattava infatti di una «zona strategicamente importante», ha aggiunto fra il frastuono del cantiere. Già, perché i lavori di costruzione di un palazzo residenziale quasi giunto a tetto proseguono, nonostante gli importanti ritrovamenti. In questo contesto Rossana Cardani Vergani, caposervizio archeologia dell’Ufficio beni culturali (Ubc), ha tenuto a sottolineare «l’ottimo rapporto con il committente e la direzione lavori» che hanno messo a disposizione lo spazio dove stanno lavorando gli archeologi. Su questo terreno sarà infatti costruita la rampa di accesso all’autorimessa del palazzo. Un’opera che, visti gli importanti ritrovamenti, sarà realizzata nell’ambito dell’ultima tappa del cantiere.

Ceneri che possono dirci di più sul defunto

Ma cosa si celava sotto la collina artificiale formata da pietre aperta proprio questa mattina? Sono venute alla luce due fosse, una grande e rettangolare e una più piccola: nella prima sono stati ritrovati orecchini e fibule in bronzo. Si tratta di oggetti di genere femminile dai quali si deduce che sia stato seppellito il corpo di una donna. Nella seconda tomba erano invece presenti un bicchiere, spille maschili, un pugnale di ferro e un vaso di ceramica. Vaso nel quale furono verosimilmente inserite le ceneri del defunto. Proprio quest’ultimo elemento potrebbe permettere di scoprire qualcosa in più su chi fu sepolto sotto questo tumulo dal diametro di circa sei metri. «Degli scheletri in Ticino non resta praticamente mai nulla, visto che il terreno è molto acido, causando la decomposizione completa delle ossa», ha spiegato Cardani Vergani. «Le ceneri, invece, possono essere analizzate e potrebbero svelare informazioni sulla persona deceduta, come l’età, eventuali malattie, il tipo di alimentazione e così via».

‘Una scoperta unica’

Resta il fatto che si tratta di «una scoperta unica nell’ambito dell’architettura funeraria in Ticino», ha sottolineato la caposervizio archeologia dell’Ubc. Infatti, finora, non erano «mai stati ritrovati dei tumuli» nel nostro cantone. «Tumuli che verosimilmente furono dedicati a persone importanti che ebbero un ruolo principale nella società di allora». Ricordiamo che durante l’Età del Ferro a Giubiasco vivevano i Leponti, «una popolazione autoctona» la cui cultura «è stata influenzata dagli etruschi (presenti più a sud) e dai celti (che vivevano a nord)». E infatti il tumulo rimanda proprio alle tombe etrusche. I Leponti «vivevano verosimilmente in strutture di legno, vicino all’acqua e coltivavano i campi. E questo ce lo hanno tramandato con le necropoli, perché avevano la consuetudine di seppellire i morti con i loro oggetti più pregiati». Nel caso specifico, «si può immaginare che avessero un ottimo livello di vita», ha aggiunto Luisa Mosetti, archeologa dell’Ubc e responsabile dello scavo. Si tratta di «ornamenti in bronzo molto raffinati che mostrano il livello di ricchezza e di benessere raggiunto dalla comunità» presente su questo territorio oltre 2’500 anni fa.

Il tumulo sarà conservato

Proprio grazie all’importanza della scoperta, la struttura circolare del tumulo sarà conservata dall’Ubc. Infatti, di solito i reperti immobili (al contrario di quelli mobili) vengono distrutti dopo essere stati scrupolosamente documentati. Ma non questa volta: vista l’unicità della scoperta l’obiettivo è quello di poter mostrare concretamente (e non solo virtualmente) alla popolazione questo reperto. Aspettando che un altro cantiere porti alla luce altre ricchezze del nostro territorio.

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