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12.10.22 - 10:52
Aggiornamento: 18:34

I sentieri escursionistici invernali ritrovano la bussola

L’Organizzazione turistica regionale Bellinzonese e Alto Ticino intende completare i lavori iniziati l’anno scorso e segnalare una trentina di percorsi

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Il soffice croccare sotto i piedi a colmare un silenzio quasi surreale, e quel bianco idilliaco di una natura incontaminata e magica. È vero manca ancora molto alle fitte (almeno questa è la speranza dei gestori degli impianti di risalita) nevicate invernali. Il territorio della Svizzera italiana, eccezion fatta per le più rinomate piste da sci, offre tuttavia molte occasioni per recarsi in montagna anche in presenza di neve e ghiaccio. Il Sopraceneri, ma non solo, è disseminato di percorsi escursionistici adatti a tutte le età. Chilometri e chilometri in cui sprofondare con le proprie racchette nel cuore delle Alpi. Una moda che ha preso sempre più piede negli ultimi anni; spesso risulta però difficile orientarsi in quel paesaggio imbiancato, presentatosi in una veste completamente differente rispetto all’estate. Nemmeno grazie all’utilizzo di cellulari super all’avanguardia: valutare attentamente l’itinerario, il meteo e la condizione fisica a volte non è sufficiente. Ne è ben consapevole il direttore dell’Organizzazione turistica regionale Bellinzonese e Alto Ticino (Otr) Juri Clericetti. A sua detta l’offerta invernale è infatti un prodotto ad alto potenziale, ancora non interamente espresso. «È necessario promuovere anche le attività dove l’utente cerca un contatto con la natura e il territorio semplicemente camminando, e non solo le cosiddette discipline di scivolamento», spiega proprio Clericetti a ‘laRegione’.

Da Bellinzona fino alla Leventina, senza dimenticare la Valle di Blenio. L’Otr, sostenuto in toto dall’Ente regionale per lo sviluppo, ha quindi deciso di uniformare questi percorsi grazie ad un’apposita cartellonistica di colore rosa e promuovere il tutto su differenti canali quali ad esempio SvizzeraMobile e Outdooractive, applicazione basata su esperienze personali altrui. Nella prima fase realizzativa una decina di percorsi, di cui la metà destinati alle racchette, è stata incorporata nella suddetta piattaforma nazionale, mentre altri due nella rete locale. «È importante ricordare – continua sempre Clericetti – che i sentieri invernali devono essere battuti in modo da permetterne un facile accesso e utilizzo, quelli dedicati alle ciaspole sono invece lasciati nella loro condizione naturale». Prima dell’inizio della stagione, verosimilmente a dicembre, la speranza è di implementare l’offerta mediante un’altra dozzina di percorsi «così da unificare e armonizzare la segnaletica. Era quindi necessario munirsi di una garanzia di gestione da parte di Comuni, impianti di risalita e alcuni gestori delle capanne in modo da incentivare uno sviluppo turistico e, di conseguenza, generare un indotto economico», conclude il direttore.

‘Pericoli sempre da valutare’

E qui entra in gioco la responsabile del Gruppo gestione sentieri Audrey Pedrani: «La cartellonistica rosa deve rispettare le indicazioni del manuale dell’Ufficio prevenzione infortuni (Upi) e dell’Ufficio delle strade (Ustra) perché comunque sottostà alle regole della mobilità lenta». Da normativa deve quindi essere installata a inizio stagione e tolta completamente a fine inverno. «Una questione che disciplineremo in maniera più scrupolosa così da evitare di creare fraintendimenti e confusione durante la stagione estiva», puntualizza la responsabile del Gruppo gestione sentieri. Le escursioni invernali e le ciaspolate sono un’attività più sicura dello scialpinismo, ma comunque non sono esenti da pericoli. «Ogni percorso deve essere munito di un responsabile, incaricato anche della sua manutenzione – continua Pedrani –. Non saremmo mai in grado di definire la pericolosità di alcune zone senza l’aiuto degli uffici cantonali, fra i quali quelli dei pericoli naturali e del paesaggio, e la sezione forestale. Il percorso viene infatti valutato da esperti o specialisti del settore in modo da eliminare situazioni potenzialmente a rischio». I terreni più esposti nonché le piste in forte pendenza sono dunque da evitare. Nel caso in cui in passato una determinata area sia stata oggetto di forti nevicate o eventi valangari, anche uno è sufficiente, risulta iscritta nelle zone di pericolo e «perciò è possibile che il suo impiego venga impedito tout court oppure che necessiti di essere inserita nel piano di sicurezza dell’impianto sciistico a cui fa capo. Alcune situazioni sul terreno in cui il rischio non è direttamente percepibile, ad esempio quello di caduta ghiaccio, devono sempre essere segnalate mettendo dei cartelli di prevenzione in modo da invitare i fruitori della montagna a comportarsi prudentemente».

La segnaletica di color rosa è facilmente riconoscibile nei sentieri escursionistici invernali e in quelli destinati alle racchette. «I primi, contrassegnati da una persona che cammina molto simile a quella dei tipici cartelli gialli, sono posizionati ogni 5-10 minuti, mentre i secondi, caratterizzati a loro volta da una racchetta, ogni 50-100 metri», conclude sempre Pedrani. I pannelli informativi in corrispondenza della partenza sono poi muniti di profilo altimetrico e itinerario (quest’ultimo accessibile tramite Qr Code), numeri di emergenza, informazioni di contatto, lunghezza, durata e grado di difficoltà. Alla partenza viene anche indicato se il percorso sia agibile oppure meno. L’Otr intende però implementare ulteriormente l’offerta invernale: nei piani futuri c’è anche la messa in rete, armonizzazione, valorizzazione e promozione delle piste da sci di fondo che, come entrambi fanno notare, sono numerose.

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