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29.08.22 - 15:10
Aggiornamento: 16:49

Idroelettrico, il progetto Val d’Ambra 2 rimane in standby

Il deputato leghista Guerra e il gruppo Plr in Gran Consiglio chiedono di scongelarlo, ma Aet lo mantiene nel freezer perché ci sono altre priorità

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Ti-Press

Inserito da lungo tempo nel Piano energetico cantonale, rimarrà ancora in standby qualche anno il progetto elaborato nel 2011 dall’Azienda elettrica ticinese per il potenziamento dell’impianto idroelettrico presente in Val d’Ambra sopra Personico. Progetto di cui il granconsigliere leghista di Pollegio Michele Guerra chiede la riattivazione con una mozione parlamentare depositata venerdì scorso, mentre il deputato Omar Terraneo a nome del gruppo Plr sollecita anche l’esecuzione di uno studio di fattibilità che, a differenza della prima versione, preveda la demodulazione delle acque per eliminare i flussi discontinui artificiali nel fiume Ticino aggiornando di conseguenza il perimetro del Puc. Bacino che, ricordiamo, è già previsto da Aet proprio nella zona della cava di Personico, a sud dell’abitato, per un volume cinque volte superiore a quello in fase di ultimazione a Piotta. Quanto a Val d’Ambra 2, già sollecitato a inizio agosto dalla ‘Regione’ il direttore di Aet Roberto Pronini spiegava che il progetto finito nel freezer nel 2015 è ritenuto tutt’oggi interessante (si parla di realizzare un secondo bacino a monte di quello esistente e di aggiungere il ripompaggio dell’acqua turbinata), ma che vi sono parimenti delle priorità da rispettare: dopo aver ultimato il parco eolico del Gottardo da 32 milioni di franchi (per il quale Cantone e Aet hanno già avviato nuove valutazioni circa un suo eventuale potenziamento), attualmente si punta a terminare insieme alle Ffs, nei tempi previsti, la nuova centrale idroelettrica del Ritom da 300 milioni.

Cosa bolle in pentola

Poi, come da noi già spiegato il 9 agosto, dal prossimo inverno e in più tappe fino al 2027 altri 45 milioni saranno investiti nel rinnovo della centrale del Piottino, situata a Nivo e risalente agli anni 30 del secolo scorso; in particolare saranno aggiornate le sue tre macchine che vantano ormai una lunga ‘carriera’. Questo dopo che nel 2019 era stato completato un analogo rinnovo triennale delle turbine alloggiate nella centrale Nuova Biaschina di Personico, risalente agli anni 60. Tutti interventi che mirano a incrementare resa e potenza. Nel frattempo sono state avviate le trattative col Canton Uri volte a stabilire chi in futuro potrà avere il maggior peso nella gestione dell’impianto del Lucendro situato sul Passo del Gottardo in gran parte in territorio urano. In divenire tema di discussione saranno poi le probabili riversioni a favore di Aet degli impianti attualmente di competenza di Ofima (Valmaggia) e Ofible (Blenio).

In tutto ciò dovrebbe prima o poi essere riattivato il progetto Val d’Ambra 2 a suo tempo osteggiato dagli ambientalisti e invece fortemente sostenuto da Comune di Personico e Patriziato. Dal canto suo il deputato Guerra invitando il Consiglio di Stato a "rivalutare la ripresa di tale progetto, se necessario anche con adattamenti e modifiche alla luce del contesto energetico odierno", rimarca come esso sarebbe "in grado di generare energia in modo importante e pulito e, grazie al pompaggio/turbinaggio, anche di attuare uno stoccaggio efficace, peraltro tramite energia rinnovabile" incrementando la catena idroelettrica della Leventina. Il Plr invita inoltre a considerare "la repentina evoluzione del mercato energetico registrata negli ultimi anni, la situazione estremamente incerta e instabile causata del conflitto bellico in Ucraina, nonché gli obiettivi della Strategia energetica 2050 della Confederazione che ci siamo impegnati a perseguire". Ma, come detto, le priorità di Aet in Leventina sembrano già stabilite; difficile dire se un’eventuale spinta parlamentare sul governo possa modificarle, anticipando i tempi per Val d’Ambra 2.

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