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18.08.22 - 11:34
Aggiornamento: 15:19

Il Municipio di Giornico dice sì all’aggregazione con Bodio

A maggioranza l’esecutivo ha deciso di portare avanti una fusione ridotta rispetto al progetto Sassi Grossi abbandonato. Si attende la conferma di Bodio

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Giornico porterà avanti il discorso legato a una fusione con Bodio. Lo ha deciso il Municipio, a maggioranza, durante la seduta di ieri. A favore del progetto gli esponenti del Centro (compreso il sindaco Rosolino Bellotti) e Plr; contrari gli altri due municipali Donatello Poggi (Giornico 2030) e Lorenza Ambrosini (Giornico Futura). La decisione era attesa dopo le valutazioni avviate dai due Comuni a seguito dell’abbandono del più ampio progetto aggregativo che coinvolgeva anche Pollegio e Personico. Bodio e Giornico avevano dunque affidato un mandato esterno per approfondire la fattibilità di un’unione per formare così un Comune di circa 1’900 abitanti (Sassi Grossi ne avrebbe avuti circa 2’900).

Se anche il Municipio di Bodio, dove i suoi membri sembrano allineati per un ‘sì’ compatto, approverà l’idea di unirsi a Giornico, partirà così un nuovo iter, con istanza al Consiglio di Stato, commissione di studio, rapporto commissionale (con possibilità di prendere spunto da quello stilato per Sassi Grossi), preavviso di esecutivi e legislativi e nuova votazione consultiva popolare. In caso di esito positivo, sarà tuttavia davvero molto difficile, spiega da noi contattato il sindaco di Giornico Rosolino Bellotti, eleggere gli organi comunali in occasione delle Comunali previste per l’aprile 2024.

Il Cantone sostiene l’unione a due

Gli approfondimenti avviati da Bodio e Giornico sono stati un passo che ha seguito l’appoggio a una fusione più piccola manifestato dalla Sezione degli enti locali in occasione della riunione successiva al voto del 13 febbraio, quando a differenza di Bodio e Giornico (81% e 84% di sì) i cittadini di Personico e Pollegio (65% e 82% di no) hanno affossato il progetto aggregativo per unire i quattro Comuni della Bassa Leventina (definitivamente abbandonato lo scorso giugno con decisione del Gran Consiglio).

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