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09.08.22 - 05:30
Aggiornamento: 14:07

I turisti incolonnati tolgono segnale ai cellulari sui monti

Il problema si è acuito quest’estate. Swisscom evidenzia la grande difficoltà nel realizzare nuove antenne a causa delle contestazioni

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Ti-Press

In questa calda estate cellulari e tablet funzionano a singhiozzo sui monti dell’Alto Ticino, specialmente quelli leventinesi, presi d’assalto da vacanzieri ed escursionisti in cerca di refrigerio. Le cause non sono da attribuire alle temperature sopra la media, ma semmai – spiega alla ‘Regione’ la portavoce di Swisscom Ivana Sambo – alla somma di due situazioni. Da una parte le contestazioni relative alla posa di nuove antenne per la telefonia mobile, o al loro potenziamento, frenano l’avanzata degli impianti sul territorio e una conseguente migliore copertura: «Rileviamo in Leventina lo stesso problema riscontrato un po’ in tutto il territorio, ossia una grande richiesta di dati penalizzata dalle opposizioni di chi non vuole le antenne nelle sue vicinanze». Dall’altra gli esodi con lunghe code autostradali, quest’anno sovente quotidiane, al portale sud del San Gottardo dove i vacanzieri fermi in colonna fanno ampio utilizzo di dati telematici, indebolendo di conseguenza la prestazione generale e la ricezione sui monti. La rete insomma ne risente.

‘La performance ne risente’

Secondo Swisscom non vi sono favoritismi: «Le antenne sono risorse condivise. Più utenze richiedono i servizi e più la performance ne risente, sia per chi si trova fermo in colonna sia per chi si trova sui monti. Quindi, tutti coloro che chiedono una prestazione sono alla fine confrontati con problemi di performance». Le compagnie ne sono certe, occorre migliorare la copertura del territorio: «Abbiamo alcuni progetti in fase di sviluppo e diversi nuovi siti in fase di acquisizione. Ma purtroppo è sempre difficile trovare proprietari disposti a concedere loro proprietà». Per agevolare il compito, «nella ricerca di un nuovo sito coinvolgiamo i Comuni con l’obiettivo d’identificare una posizione condivisa e accettabile». I progetti che Swisscom ha attualmente in fase di design o acquisizione, in tutto una decina nelle Tre Valli, «non saranno comunque tutti pronti nei prossimi mesi, ma potremmo impiegare anni prima di riuscire soltanto a trovare un proprietario disposto a metterci a disposizione un fondo». Della decina di siti nuovi, «due sono in fase di progettazione e sette nella fase di domanda di costruzione. Tutti però sono confrontati con opposizioni, mentre alcuni sono bloccati dai vari Comuni a causa dei cosiddetti modelli a cascata, come nel caso di Pollegio. Infine c’è un sito in fase di costruzione». Nella categoria dei siti esistenti, dove si prevedono aggiornamenti tecnologici come l’aggiunta del 5G, «14 siti sono in fase di design o acquisizione, altri nove in fase di progettazione, tre in fase di domanda di costruzione, tutti con opposizioni, alcuni bloccati dai vari Comuni a causa di Modelli a cascata o altro; sette sono infine in fase di costruzione». Queste cifre – annota Swisscom – includono anche i progetti nelle gallerie o sui portali delle gallerie, «mentre non includono i progetti System Upgrade, ovvero dove aumentiamo la capacità della rete senza però necessitare una domanda di costruzione».

‘Sulle dita di una mano’

Ivana Sambo evidenzia poi quali sono i siti nuovi che la compagnia è riuscita a mettere in servizio nelle Tre Valli durante gli ultimi anni: «Sono proprio questi siti a portare copertura dove prima non c’era; inoltre ‘scaricano’ i siti esistenti adiacenti». Nonostante l’alto numero di progetti aperti, «si contano sulle dita di una mano» quelli che hanno ottenuto la licenza edilizia e sono entrati in servizio: «Nel 2019 un sito vicino al passo del Lucomagno in zona Pian Segno; zero siti nel 2020; un sito nel 2021, che però ne ha sostituito uno esistente nella vecchia area autostradale di Stalvedro in direzione nord; quest’anno al momento nessuno, ma ne è previsto uno a Faido». Per analogia – rimarca la portavoce – lo stesso discorso vale anche per l’aggiornamento dei siti esistenti alle nuove tecnologie: «A fronte dell’intenso e sempre maggiore utilizzo della rete mobile dei nostri abbonati, e non potendo aggiornare e ampliare con nuovi siti la rete come auspicato da Swisscom, la performance percepita dall’utente non può che peggiorare di anno in anno».

Emblematico il caso di Pollegio

In definitiva, la portavoce definisce «non facile la situazione per noi operatori. E in ogni caso non siamo l’unica compagnia a riscontrare delle difficoltà». Caso emblematico è quello di Pollegio, cui sono stati dedicati parecchi articoli: «Alcuni anni fa inoltrammo una domanda di costruzione per un nuovo palo in zona residenziale. Ci fu un sollevamento popolare che ci spinse a chiedere un incontro con il Municipio di allora. Durante l’incontro il sindaco ci propose di spostarci in zona industriale e fu l’esecutivo stesso a contattare la proprietaria Azienda elettrica ticinese. Swisscom accettò di abbandonare il progetto in zona residenziale per sostituirlo con la proposta municipale. E così nel novembre 2020 abbiamo inoltrato al Comune il nuovo progetto per un palo di 30 metri in zona industriale. Ad oggi il progetto non è ancora stato pubblicato». Infatti risulta che dopo l’inoltro, il Comune ha bloccato il progetto e in seguito ha pubblicato un modello a cascata: «La posizione sul sedime di Aet risulterebbe in prima priorità e nonostante il nostro dossier di ‘Giustificazione secondo il modello a cascata’ la domanda di costruzione non trova più il consenso del Comune. Anzi, pare che i rappresentanti comunali (alcuni nel frattempo cambiati dopo le ultime elezioni) vorrebbero addirittura che ci spostassimo in un’altra ubicazione».

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