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03.05.22 - 05:20
Aggiornamento: 19:41

A Gudo si riaccende la battaglia contro il 5G

Mentre le autorità devono ancora esprimersi sull’antenna Sunrise-Salt prevista in un camping, Swisscom ne vuole una sua a soli 60 metri di distanza

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Ti-Press

A Gudo via un’antenna 5G qua l’altra. La piccola frazione residenziale di Progero – o almeno una parte dei suoi abitanti e proprietari di immobili – riaffila le armi contro l’avanzata della telefonia mobile che ha sete di nuove antenne direzionali per soddisfare le esigenze della tecnologia 5G e della sua crescente utenza. L’ultimo e nuovo capitolo lo scrive Swisscom che intende posare la propria infrastruttura alta 4 metri sul tetto di una palazzina in via Alla Monda situata verso est a soli 60 metri in linea d’aria da quella prevista dalle due compagnie concorrenti Sunrise e Salt. Strane vicinanza e tempistica che sollevano più di un interrogativo nel vicinato, attivatosi in questi giorni per osteggiare anche la seconda domanda di costruzione pubblicata il 25 aprile all’albo comunale di Bellinzona con possibilità di inoltrare opposizione entro il 9 maggio. Oltre all’opposizione – che sarà firmata da sei proprietari di fondi ed edifici rivoltisi all’avvocato Marco Cereda che aveva già redatto la precedente opposizione tutt’oggi pendente contro l’antenna Sunrise-Salt prevista al centro del vicino camping La Serta – è già anche partita una petizione del tutto simile a quella corredata da 169 firme e consegnata al Municipio cittadino il 20 febbraio con l’obiettivo di sensibilizzarlo. Timori che riguardano la salute delle persone e l’aspetto paesaggistico. E di conseguenza il rischio di subire la svalutazione della proprietà privata e la partenza di inquilini non disposti ad accettare una presenza da loro ritenuta troppo ingombrante a pochi metri dagli appartamenti.

Soluzione sostitutiva?

Nel frattempo le valutazioni cantonali e comunali sulla prima domanda di costruzione pubblicata a inizio anno sono terminate e il Municipio si esprimerà questa settimana o la prossima. Intanto verso metà aprile è stata smontata la modina alta 35 metri che durante l’ultimo anno ha svettato al centro del piccolo camping ben frequentato da turisti durante la bella stagione. Se questo sia il preludio alla posa dell’antenna o se sia da interpretare come l’abbandono del progetto non è dato sapere; come detto, le cose saranno più chiare fra qualche giorno quando l’Esecutivo di Bellinzona si sarà pronunciato tenendo presente i preavviso cantonale (vincolante qualora sia negativo) su un impianto peraltro previsto fuori zona edificabile e in zona agricola. Il fatto però che a poche decine di metri, in zona questa volta edificabile, la terza compagnia a sua volta promuova nel frattempo un impianto simile, cui facilmente potrebbero allacciarsi le altre due società, potrebbe far pensare che si vada verso una soluzione sostitutiva. Questo considerando peraltro che tutte e tre le compagnie sono rappresentate dal medesimo ufficio legale zurighese, il quale durante la prima procedura di opposizione potrebbe aver fatto le proprie valutazioni di opportunità.

Proteggere la popolazione più sensibile

A ogni modo le critiche che verranno sollevate contro la seconda domanda di costruzione saranno quasi identiche a quelle di gennaio, con l’aggiunta di alcune considerazioni sulla marcata vicinanza dell’impianto ad alloggi nei quali abitano molte famiglie con bambini, ossia proprio quella fascia di popolazione ‘sensibile’ che le disposizioni in materia mirano a preservare da eventuali effetti negativi sulla salute. L’opposizione di tre mesi fa ritiene peraltro l’antenna nel camping non conforme alla variante di Piano regolatore votata un anno fa dal Consiglio comunale di Bellinzona e che introduce il cosiddetto ‘Modello a cascata’ secondo cui nuove infrastrutture di questo tipo possono essere realizzate in aree prossime alle zone sensibili (in particolare quelle abitate e/o frequentate da bambini, anziani e ammalati) soltanto se le compagnie telefoniche provano che sia stato impossibile trovare un’alternativa in luoghi più indicati e lontani. Contro la variante di Pr, pubblicata dalla Città la scorsa estate, hanno interposto ricorso al Consiglio di Stato tutte e tre le compagnie – desiderose di non trovare troppi intralci nei rispettivi iter di miglioramento della rete e della copertura – così come da loro stesse già fatto in altre località elvetiche.

Nel 2014 primo tentativo fallito

Quanto a Gudo, la copertura di telefonia mobile è attualmente lacunosa, come risulta dall’apposita mappa online della Confederazione: le antenne più vicine si trovano ad alcuni chilometri di distanza, ossia a ovest sulla discarica del Pizzante (territorio di Locarno sul Piano), a est fra Sementina e Monte Carasso e a sud, nella sponda sinistra del fiume Ticino, a Sant’Antonino e Cadenazzo. Quanto a Swisscom, si stratta del suo secondo tentativo in pochi anni: nel 2014 aveva ipotizzato una soluzione accanto al parco giochi sorto sul terreno patriziale situato nella parte opposta di Gudo; tuttavia già allora l’opposizione di un confinante e la mobilitazione del vicinato con un centinaio di firme raccolte avevano indotto le autorità a negare la licenza edilizia. Nel frattempo la tecnologia si è evoluta e le antenne di vecchia generazione stanno lasciando il posto alla nuova tecnologia ‘Beam forming’ che non trasmette più segnali diffusi ma genera tanti campi elettrici piccoli e mirati la cui intensità media minore si adegua alle esigenze di ogni utente (stanziale o di passaggio) incrementando la capacità e la velocità di rete.

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