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19.04.22 - 17:32
Aggiornamento: 19:24

Il biogas di Bellinzona potrebbe finire nella rete Metanord

Il progetto, scomparso dai radar nel 2016, è tornato aggiornato e costerà più dei 10 milioni allora previsti

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Una seconda vita per gli scarti vegetali

Lumino chiama, Bellinzona risponde. O quantomeno, interpellata dalla ‘Regione’ la Città per ora fornisce spiegazioni parziali ma utili a comprendere che il progetto non è morto, ma semmai sta per imboccare la via che potrebbe portare alla fase realizzativa. Il condizionale è d’obbligo visto che la nuova fase sta maturando 14 anni dopo le prime valutazioni e diversi tentativi progettuali mai andati a buon fine. Parliamo della centrale per la produzione di biogas che l’Azienda multiservizi di Bellinzona ha inserito nella propria griglia degli investimenti sin dal 2008. Un lungo tempo trascorso durante il quale il principio e il luogo non sono cambiati: ricavare biogas, calore ed elettricità dal trattamento degli scarti vegetali provenienti dalle economie domestiche di Bellinzonese, Riviera e Mesolcina e trattati in una centrale da realizzare in zona Baragge e Giubiasco. A cambiare sono semmai stati la tecnologia per giungere al risultato sperato (ossia l’impianto di trasformazione) e la destinazione del gas ricavato.

Il dossier presto in Municipio

Gas che ora, diversamente dalle previsioni iniziali e a quelle fatte nell’arco di quasi cinque lustri, potrebbe prendere la via di Metanord, la società di distribuzione metano con sede a Monte Carasso e che negli anni scorsi ha realizzato la propria rete portandola dal Vedeggio al Bellinzonese e Locarnese, senza tuttavia riuscire a fare breccia in tutte le località. Il direttore di Amb, Mauro Suà, e il presidente del Cda di Metanord, Luigi Mattei, non si sbilanciano ma confermano l’interesse a lavorare insieme in questo specifico ambito per uno scopo comune. Amb dal canto suo nelle prossime settimane sottoporrà il progetto definitivo al Municipio comprensivo del credito d’investimento necessario. Che è sensibilmente superiore ai 10 milioni calcolati l’ultima volta nel 2015/16 quando il progetto precedente era arrivato a un passo dal concretizzarsi.

‘Più conveniente nella rete di distribuzione’

In quell’occasione lo stesso Suà spiegava al nostro giornale che avendo il biogas un contenuto in metano solo del 65% non avrebbe potuto essere usato per alimentare veicoli come inizialmente previsto – poiché essi richiedono il 98% – ma per generare calore e produrre elettricità. Il primo, proveniente dalla digestione dei rifiuti vegetali, sarebbe stato immesso nella rete di teleriscaldamento Teris originata dal vicino termovalorizzatore di Giubiasco; l’elettricità sarebbe invece stata prodotta dal vicino impianto di depurazione acque, già attivo in questo settore. Ora se queste due alternative siano state del tutto accantonate a favore di Metanord, lo si saprà fra qualche settimana. «Il progetto è stato ulteriormente migliorato e siamo a buon punto», si limita a dire Suà accennando alle valutazioni avviate con la Sa. «Siamo entrati in materia ma non c’è nulla di formalizzato», commenta dal canto suo Mattei specificando che «lo sfruttamento ideale e più conveniente del biogas avviene tramite il suo inserimento nella rete di distribuzione». Considerando il quadro energetico più recente e generale, «si tratta di un orientamento inevitabile». Tant’è che la stessa Metanord dal 2020 ha inserito nel proprio tariffario un’opzione in più, con tre possibili soluzioni, "per contribuire attivamente alla salvaguardia dell’ambiente consumando energia rinnovabile, il biogas".

Il Ppd di Lumino chiede chiarimenti

Si diceva, all’inizio, di Lumino. Alle cui porte peraltro si ferma la rete di Metanord che sale da Castione. In un’interpellanza il gruppo Ppd in Consiglio comunale (primo firmatario Damiano Della Bruna) dopo aver rimarcato che molti scarti vegetali finiscono nei sacchi dei rifiuti solidi urbani e che Chiasso e Stabio hanno unito le forze per costituire una società per il biogas, chiede al Municipio guidato dal sindaco popolare-democratico Nicolò Parente se intenda caldeggiare presso Amb la realizzazione della prevista centrale; e, qualora dovessero giungere conferme, come viene valutata la possibilità di dotare l’ecocentro comunale di un apposito raccoglitore dell’umido e dei vari rifiuti biogeni.

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