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23.03.22 - 05:25
Aggiornamento: 19:47

Lupo a Olivone: timori degli allevatori ‘ancora più vivi’

La presenza del predatore preoccupa i contadini: ‘Delle ultime predazioni non siamo stati informati’. L’Ucp intensifica il monitoraggio in zona Polisport

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Depositphotos

Il lupo in Valle di Blenio continua a far paura. Le due predazioni di settimana scorsa, avvenute nei pressi dell’abitato di Olivone, preoccupano allevatori e cittadini. Intervistato dalla Rsi l’allevatore Stefano Morosi aveva espresso un certo malcontento per «la mancanza di comunicazione» da parte dell’Ufficio caccia e pesca (Ucp). Da noi raggiunto Luigi Arcioni, presidente della Società agricola Bleniese che raggruppa una settantina di aziende con animali, conferma l’insoddisfazione riguardo alle informazioni ricevute dal Cantone: «Per noi la situazione è molto preoccupante, l’allerta dev’essere mantenuta e il monitoraggio deve continuare». Preoccupazioni che un paio di settimane fa la società aveva espresso all’Ucp in occasione di un incontro. «Adesso i nostri timori sono ancora più vivi a causa della costante presenza del lupo», rileva. Dal 2016 è attivo un sistema di allerta della Sezione dell’agricoltura che via sms avverte gli allevatori iscritti in caso di attacco da parte di grandi predatori. «Un sistema non sempre efficace. Abbiamo quindi chiesto che vengano segnalati in maniera tempestiva ogni avvistamento o predazione, anche di animali selvatici, avvenuti nei pressi di aziende agricole, com’è stato il caso recentemente ma di cui non abbiamo ricevuto informazioni». In questo periodo l’erba giovane attira gli ungulati a valle, anche nei pressi dell’abitato di Olivone, e questi animali vengono così seguiti dal lupo. Lo stesso dovrebbe avvenire nei prossimi mesi quando la selvaggina tornerà in quota poiché l’erba sarà cresciuta anche lì. «Questo non ci tranquillizza, anzi. Quando prossimamente il bestiame tornerà al pascolo sarà problematico, perché non sempre è possibile garantire una sorveglianza continua con cani o pastori», spiega Arcioni. Per un allevatore le preoccupazioni sono anche di carattere economico: «Più tempo dobbiamo tenere gli animali in stalla e più aumentano i costi. Inoltre al di là dei possibili risarcimenti in caso di predazione, va anche detto che nessun allevatore vuole che i propri animali vengano uccisi dai lupi».

Serata pubblica nelle prossime settimane

Per Arcioni alla fine sarà la politica che dovrà decidere che strada prendere e, in collaborazione con gli altri Cantoni confinanti, agire sulla base della politica federale, a cui compete la gestione dei grandi predatori, per decidere se sarà necessario procedere con una regolazione degli esemplari come auspicato dalla Società agricola Bleniese. Il mondo agricolo locale avrà occasione di esprimere le proprie preoccupazioni in occasione di una serata informativa aperta al pubblico prevista entro metà aprile in valle di Blenio a cui parteciperà anche l’Ucp che dal canto suo farà il punto della situazione e spiegherà il lavoro fatto finora.

L’Ucp: ‘La comunicazione con gli allevatori non manca’

Tiziano Putelli, capo dell’Ufficio cantonale caccia e pesca, interpellato dalla ‘Regione’, nega che non vi sia comunicazione e spiega che ogni volta che c’è un avvistamento o una predazione nei pressi di aziende agricole gli allevatori vengono avvisati il giorno stesso con un sms. E quando ci sono delle predazioni di lupo confermate, l’avviso viene pubblicato anche sul sito dell’Ucp. «La convivenza con i grandi predatori è possibile, si stratta di trovare il giusto equilibrio fra i vari interessi. Occorre individuare delle soluzioni di compromesso mettendo in sicurezza le greggi, fornendo un adeguato sopporto agli allevatori e monitorando la situazione», osserva. Nonostante le preoccupazioni del mondo agricolo, Putelli spiega che secondo la Strategia lupo svizzera – che ha quattro gradi di valutazione: il comportamento normale, quello che richiede attenzione, quello critico e quello problematico (quando si entra in discussione per l’abbattimento) – in Alta Valle la situazione è quella tra un comportamento normale e che richiede attenzione. Ciò che andrà verificato è che i lupi non sviluppino un’abitudine alla presenza dell’uomo o un interesse verso l’abitato durante le ore diurne. Lo scorso dicembre invece la situazione a Olivone era tra il grado che richiede attenzione e quello critico. Cosa è cambiato? Putelli risponde che a essere cambiata è la frequenza: in dicembre c’erano stati tre-quattro avvistamenti ravvicinati in qualche giorno, mentre nei mesi successivi gli avvistamenti in prossimità dell’abitato si sono ridotti a un paio al mese e sempre durante la notte, documentati con fototrappole notturne. Il capoufficio ci conferma che la rete di monitoraggio è stata adattata in funzione di quanto segnalato nei giorni scorsi nei pressi del Polisport.

Due esemplari al massimo

Anche da questi ultimi avvistamenti i lupi sembrerebbero essere al massimo due. L’atteggiamento degli animali secondo l’Ucp al momento non desta particolare preoccupazione, poiché non sono mai giunte segnalazioni di comportamenti minacciosi e la loro presenza sul fondovalle in questo periodo si spiega con un comportamento naturale dovuto alla presenza di cervi e caprioli a basse quote alla ricerca della ricrescita del foraggio. Se aumenterà il numero delle volte in cui i lupi si avvicineranno all’abitato, l’Ucp potrebbe tuttavia intensificare le azioni di disturbo per spaventare il predatore, come i tiri dissuasivi con proiettili di gomma. Putelli tiene infine a ricordare che i lupi sono molto mobili e si spostano su aree di alcune centinaia di chilometri quadrati, quindi è normale aspettarsi dei movimenti sul territorio molto marcati.

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