laRegione
21.03.22 - 20:36
Aggiornamento: 20:58

Si studia un autosilo sotterraneo, ma non in piazza Governo

Bellinzona: Cassa pensioni dello Stato e Banca Raiffeisen ne stanno pianificando uno (con stalli anche pubblici) di fronte al palazzo del CdS

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In giallo l’area in fase di approfondimento dove inserire un autosilo sotterraneo anche con stalli pubblici

Non sotto piazza Governo – perché eccessivamente problematico in un contesto così delicato e particolare – bensì semmai sotto l’area compresa fra il parcheggio della Banca Raiffeisen all’angolo fra viale Franscini e via Jauch, che conta attualmente una trentina di stalli in superficie, e quello confinante presente dietro l’Ufficio del medico cantonale che ne conta una ventina. Questa, stando a nostre informazioni, la soluzione su cui si sta lavorando nell’ambito di una variante di Piano regolatore in corso – coinvolti i proprietari pubblici e privati, ossia rispettivamente l’Istituto di previdenza del Cantone Ticino e la banca – che permetterebbe l’interramento in prossimità del centro storico di Bellinzona non solo di posteggi privati o ad uso esclusivo dei servizi cantonali, ma anche pubblici. Prevista proprio di fronte al palazzo governativo, l’operazione mira peraltro a riqualificare anche paesaggisticamente quel comparto.

Incompatibile con la valenza storica e architettonica

Per contro i primi riscontri informali tendono a escludere la fattibilità della soluzione sotto piazza Governo suggerita dall’architetto Filippo Broggini in un ampio servizio pubblicato il 23 novembre dalla ‘Regione’. Broggini immaginava di ricavare due piani interrati con 64 stalli tra piazza Governo e piazza Teatro per un costo di 5,7 milioni di franchi. Tuttavia le presenze di valenza storica e architettonica in superficie e nel sottosuolo (l’intera piazza ne è piena) sarebbero tali da comportare un’incompatibilità con inevitabili nuovi elementi viari prevedibili sia fuori terra, come per esempio le rampe di accesso e d’uscita e l’imbocco della rampa medesima con sufficienti raggi di curvatura, sia sotterranei con parti di autosilo che andrebbero a intaccare sottostrutture (vedi fontana della foca), nonché mura e fondamenta secolari, ciò che si ripercuoterebbe inevitabilmente anche sui costi.

Il Cervia verso l’ampliamento

Interpellato in merito dalla redazione, il vicesindaco Simone Gianini ritiene prematuro esprimersi, ma ricorda che la Città, nell’ambito del progetto comune con Cantone e Ferrovie per la realizzazione del terzo binario e della nuova fermata Tilo dietro piazza Indipendenza, sta anche progettando il risanamento e ampliamento dell’autosilo Cervia di proprietà comunale: «Non si prevede di aggiungere un ulteriore piano sotterraneo – specifica il capodicastero Territorio e mobilità – ma di estendere lateralmente l’autosilo, ciò che permetterà di ricavare nuovi stalli. Ancora quest’anno dovrebbe essere licenziato il messaggio con la richiesta di credito per la progettazione definitiva». Tutto ciò «in linea con la tendenza a riqualificare le zone di superficie nel segno di una maggiore qualità di vita».

Zona d’incontro: cinque opposizioni al Cantone e sei al Municipio

Elementi, questi ultimi, che stanno alla base anche del progetto di Zona d’incontro tra piazza Governo e via Dogana che limita la velocità a 20 km/h, dando la precedenza ai pedoni e rivedendo la distribuzione dei posteggi per veicoli, moto e biciclette (competenza comunale), coordinato con quello che rivede parzialmente la viabilità esterna del comparto (competenza cantonale), la cui pubblicazione dei piani per la durata di un mese si è conclusa la scorsa settimana. Oltre ad alcune lettere con richieste di chiarimenti, si registrano cinque opposizioni giunte al Consiglio di Stato per la parte cantonale e sei (in parte le medesime) al Municipio per quella comunale: di queste due (come riportato dal nostro giornale l’11 marzo) sono firmate dal farmacista Flavio Montalbetti e dalla Società dei commercianti (nel secondo caso a nome di una ventina fra negozianti ed esercenti), e una (come riferito sabato dal ‘CdT’) dall’architetto Arturo Burini corredata dalle firme di 97 persone. A Municipio e Dipartimento del territorio il compito di analizzare le censure e pronunciarsi in merito, tenendo presente l’iter politico finora seguito per giungere al risultato politicamente sostenuto sia dal Consiglio comunale sia dal Gran Consiglio. Iter giuridico «che – sottolinea Gianini – il Municipio ha chiesto e ottenuto di coordinare con il progetto cantonale, posticipando la pubblicazione di quest’ultimo a dopo l’esaurimento del processo politico anche a livello comunale e quindi all’informazione pubblica data anche con il Messaggio municipale e il dibattito in Consiglio comunale. Ora si tratterà di valutare con attenzione le opposizioni giunte, conformandosi con la prassi cantonale, che è quella di incontrare i singoli opponenti».

zona 20

Il compromesso dopo
il ‘no’ alla mozione verde

Evitando di commentare nel merito le eccezioni sollevate «poiché le procedure sono in corso», il vicesindaco rammenta che quanto proposto per Piazza Governo «è una soluzione di compromesso, a seguito del postulato del Consiglio comunale che per due volte, l’ultima nel 2020, ha respinto la richiesta di pedonalizzazione completa e quindi la soppressione di tutti i posteggi avanzata dai Verdi, indicando il rapporto di maggioranza della Commissione del Piano regolatore di preferire l’introduzione della Zona d’incontro il cui progetto era allora già in discussione in quanto inserito nel Programma d’agglomerato del Bellinzonese». Progetto che mira a «incrementare la sicurezza generale, in primis dei pedoni, ma anche a rendere più piacevole la fruizione pubblica della Piazza, riorganizzando i posteggi, la maggior parte dei quali oggi fuori norma per via delle dimensioni ridotte e portando quelli per moto e biciclette a fianco della fontana della foca, compensando parzialmente quelli per le auto in altre zone del comparto. Il quale, con quelli in piazzetta ex Mercato, conterà ancora un centinaio di stalli». Tema, quello dei posteggi, caro alla locale Società dei commercianti secondo cui il successo dei negozianti dipende anche da una sufficiente disponibilità di posti auto a ridosso dei singoli commerci ed esercizi pubblici.

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