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28.01.22 - 08:30
Aggiornamento: 17:11

Danni del nubifragio, ‘nessuna responsabilità del Municipio’

L’esecutivo di Lumino risponde all’interrogazione Plr rispedendo al mittente ‘insinuazioni e speculazioni’ sull’alluvione del 7 agosto

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Ti-Press
Il sindaco Nicolò Parente in uno dei punti più colpiti

Dopo il maltempo, dopo i lavori di sgombero urgente e dopo i primi interventi puntuali di messa in sicurezza, anche a Lumino – dopo Bellinzona per la devastazione dell’asilo Palasio – sono piovuti parecchi interrogativi sugli ingenti danni causati a strade e proprietà private dalle eccezionali precipitazioni registrate lo scorso 7 agosto. In soldoni, al Comune può essere rimproverato qualcosa? “Al Municipio non è imputabile alcuna responsabilità oggettiva per quanto accaduto”, assicura l’Esecutivo ritenendo fuori luogo qualsiasi speculazione e basandosi su pareri tecnici. Lo afferma rispondendo all’interrogazione del gruppo Plr in Consiglio comunale, primo firmatario Davide Biondina. “Quali risposte è in grado di dare il Municipio alla popolazione e soprattutto a quei cittadini vistisi in pochi minuti distruggere i loro giardini o addirittura, nei casi peggiori, parte delle loro abitazioni da materiale detritico e tronchi in galleggiamento, considerato che se si fosse stata attuata la pulizia preventiva degli alvei quei tronchi non sarebbero scesi a valle?”, chiedevano i liberali nell’interrogazione. E soprattutto: “ll Municipio ritiene vi sia una corresponsabilità in relazione a quanto successo che possa essere ascritta al Comune per il suo agire? In caso affermativo si prevedono dei costi di risarcimento per la collettività?”. Dopo un’attenta e puntigliosa ricostruzione cronologica di quanto accaduto, l’Esecutivo conclude che la domanda si basa su un’interpretazione errata riguardo alla presenza di tronchi sul fondovalle. “Questa esposizione, a maggior ragione fatta dal primo firmatario dell’interrogazione, Davide Biondina, che è pure collaboratore della Sezione forestale e quindi perfettamente al corrente della reale situazione, ci sorprende”, premette il Municipio.

‘Presenza di tronchi dovuta a lavori di esbosco’

“Gran parte dei tronchi presenti sul fondovalle nei giorni successivi l’evento erano da ricondurre alle operazioni di esbosco che si stavano attuando d’urgenza”, spiega il Municipio. “Quanto all’evento del 7 agosto, la parte vegetale del materiale trasportato a valle dalle colate è stata nettamente minoritaria rispetto al detritico limoso e sassoso”, viene precisato. Quindi le cause: nella risposta viene evidenziato che gli esperti dei servizi cantonali e i consulenti del Comune confermano che gli eventi scatenanti sono da attribuire al “grande quantitativo di acqua meteorica in ruscellamento superficiale su terreni saturati dalle precipitazioni delle settimane precedenti”. La spiegazione che viene fornita è dunque che i tronchi sono scesi a valle a causa dell’elevata energia propria di una colata, mentre la presenza del materiale vegetale negli alvei non ha avuto la minima influenza sull’innesco di questo processo naturale. “Per giunta, non corrisponde a realtà affermare che il materiale vegetale sia la causa della distruzione di giardini e stabili, quando la gran maggioranza dei danni subiti è stata imputata (da esperti e periti) all’invasione dei fondi da parte di acqua, detriti e fanghiglia”, rimarca ancora il Municipio.

‘Vasca di contenimento divelta dalla colata detritica’

“Ricordiamo inoltre che la maggior parte delle occlusioni presso i vari ponti e le vasche del sistema di evacuazione idraulica sono da ricondurre all’incastro di blocchi e massi, come pure alla presenza di materiale edile. La vasca di contenimento sul riale Valentra è stata divelta dall’energia sviluppata dalla colata detritica e non dalla presenza di tronchi in galleggiamento”, viene precisato. Secondo l’esecutivo è pertanto corretto affermare che l’evento di metà estate si sarebbe verificato anche qualora gli alvei fossero stati puliti in precedenza.

L’interrogante e cofirmatari chiedevano anche se il Municipio “trarrà i giusti insegnamenti da questa vicenda sostenendo da subito quanto necessario a tutela del bosco di protezione, come ad esempio la valutazione della creazione di nuove infrastrutture antincendio, oggetto di una mozione inoltrata dal gruppo Plr lo scorso anno e tuttora pendente, anticipando il piano di gestione forestale attualmente in discussione”. Per il Municipio la tutela del bosco di protezione rappresenta una priorità.

Programma di interventi e Piano di gestione forestale in arrivo

“Per questa ragione si reputa che il Piano di gestione forestale possa rivestire un importante ruolo nella salvaguardia della sicurezza della popolazione, fornendo una visione d’insieme volta alla gestione e alla valorizzazione del bosco. Tale documento, del quale il Municipio intende dotarsi anche a seguito della proposta fatta dal Gruppo Ppd+Gg in un’interrogazione, potrà offrire una serie d’indicazioni operative e finanziarie valutate di regola sull’arco di 15 anni al fine di tutelare il bosco di protezione”, si legge nella risposta. ll Municipio ritiene dunque che una strategia di gestione e cura del bosco sia un elemento cruciale e complementare agli interventi per la realizzazione delle opere di premunizione per le quali si sta lavorando in vista della richiesta di un credito. “Questo importante piano di interventi, già trasmesso per valutazione agli uffici cantonali competenti, è la base sulla quale è stato costruito il Piano finanziario del Comune di Lumino 2021-2025” e si prefigge l’obiettivo “di recuperare il tempo perso nei decenni scorsi”.

L’esecutivo ritiene poi che il Piano di gestione forestale debba essere trattato come un elemento unico e che la valutazione degli impianti antincendio ne sia una componente. Con la volontà di poter scongiurare qualsiasi possibile danno al bosco di protezione e in attesa della realizzazione di questo progetto, il Municipio ha preso contatto con gli enti di primo intervento (pompieri) “per comprendere al meglio quali siano le strategie previste in caso di incendi boschivi. lnoltre è previsto di fare lo stesso con il Cantone per valutare alcuni tratti del fiume Moesa che possono, in caso di reale necessità ed emergenza, essere utilizzati per il pescaggio dell’acqua”.

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