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Cadenazzo: un gesto ora gratuito che potrebbe avere i mesi contati (Ti-Press)
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12.01.22 - 05:20

Giù la tassa rifiuti? A volte succede, ecco perché

Cadenazzo un caso isolato: ma negli ultimi quattro anni è pressoché raddoppiata, il sacco si è quasi dimezzato e l’Mca2 ha imposto il pareggio

Qualche franco in più di qua e qualcuno in meno di là. Non pochi Comuni hanno adeguato le tasse base sui rifiuti 2022, talvolta con balzelli significativi (come Bellinzona di cui abbiamo riferito più volte), talvolta con un lieve contenimento del prelievo come nel caso di Cadenazzo che andremo a illustrare. Contenimento seguito nel caso specifico da un rincaro significativo registrato negli ultimi tre anni. Per cominciare, ricordiamo, da una parte c’è la tassa sul sacco: poiché il Consiglio di Stato ha ridotto di alcuni centesimi il tetto massimo applicabile in Ticino dal primo gennaio essendo diminuiti i costi di smaltimento al termovalorizzatore di Giubiasco, parimenti il costo a carico dell’utente è stato ridotto laddove si applicava e si applica tutt’oggi il prezzo massimo previsto per i contenitori di 17, 35, 60 e 120 litri. Dall’altra c’è la tassa base per persone fisiche e giuridiche che va a coprire i costi di gestione del servizio, di raccolta e smistamento dei rifiuti, e che presenta significative differenze fra un Comune e l’altro e quasi sempre (non a Bellinzona, che ci sta pensando e se ne saprà di più nel corso dell’anno) fra le varie fasce di utenti della stessa categoria.

Chi sale, chi è stabile e chi valuta

Nel nostro comprensorio il solo ad aver ridotto la tassa base per il 2022 è Cadenazzo. Per contro la Turrita aggregata e Arbedo-Castione l’hanno aumentata: nel primo caso solo per le persone fisiche passate da 80 a 150 franchi annui indipendentemente dal numero di persone di ciascuna economia domestica; nel secondo caso con un incremento crescente in base alla presumibile maggior quantità di rifiuti prodotta (dai 10 ai 30 franchi in più per le economie domestiche, dai 10 ai 100 franchi per le piccole aziende, dai 35 ai 150 franchi per le medie e dai 40 ai 200 franchi in più per le grandi). Stabili invece Sant’Antonino e Riviera, mentre a Lumino le valutazioni sono in corso nell’ottica di un’eventuale ottimizzazione del servizio gestito in collaborazione con Arbedo-Castione (se ne saprà di più durante la primavera). Se da una parte Bellinzona raddoppiando il prelievo per le persone fisiche mira a incamerare 1,8 milioni in più e ad avvicinarsi a una copertura integrale dei costi che oggi è al 69%, dall’altra il Municipio sta valutando se e come modificare il prelievo per le persone giuridiche che attualmente ammonta a 200 franchi indipendentemente che si tratti di un piccolo studio o di una ditta o negozio di medie e grandi dimensioni.

Era 80, ha raggiunto 150, ora scende a 140

Sul fronte opposto, come detto, Cadenazzo ha ora abbassato la tassa base di 10 franchi (da 150 a 140) per economia domestica, di 15 franchi (da 200 a 185) per uffici e piccoli commerci e di 30 franchi (da 430 a 400) per l’ampia categoria di bar, ristoranti, alberghi, pensioni, garage, industrie e commerci al dettaglio. Da notare, tuttavia, che nel 2018 la tassa base per le economie domestiche ammontava a 80 franchi e il sacco da 35 litri costava 2 franchi. Sacco poi sceso a un tetto massimo di 1,25 per decisione governativa (1,20 da quest’anno), mentre la tassa base nel 2019 e 2020 è salita – per compensare il sacco – a 120, balzando l’anno scorso a 150 franchi essendo peraltro divenuto obbligatorio raggiungere la totale copertura dei costi a seguito dell’introduzione del nuovo Modello contabile armonizzato cantonale (Mca2).

Due i motivi dell’odierno contenimento, spiegano il sindaco Marco Bertoli e il segretario comunale Moreno Mocettini: da una parte appunto l’Mca2, implementato l’anno scorso, obbliga il Comune a non accumulare disavanzi in questa voce di spesa, ma nemmeno avanzi, o quantomeno avanzi non eccessivi. Perciò il prelievo a carico dell’utenza (tassa base) deve corrispondere al presumibile costo del servizio. Costo (secondo motivo) che nel caso di Cadenazzo si sta indirizzando verso una riduzione mantenendo un servizio di base: questa la riflessione di fondo iniziata lo scorso autunno elaborando il Preventivo comunale 2022. Tradotto: un possibile ridimensionamento del servizio potrebbe concretizzarsi quest’anno eliminando la raccolta separata della plastica, oggi gratuita per gli abitanti, che ha attualmente un costo di 24mila franchi annui a carico del Comune. Raccolta separata che attualmente non è finalizzata a riciclare bensì a bruciare la plastica nell’inceneritore di Giubiasco.

Bellinzona apripista

Per contro, come noto, nei Comuni dove l’esercizio mira a riciclare la plastica si è introdotto un apposito sacco ritirato da ditte private che lo trasportano Oltralpe per lo smaltimento, sacco il cui costo a carico degli utenti corrisponde più o meno a quello del sacco ufficiale per i rifiuti solidi urbani. Si tratta dello stesso sistema su cui sta attualmente riflettendo Cadenazzo. In soldoni, se da una parte la tassa base 2022 diminuisce di alcuni franchi e il sacco di pochissimi centesimi, dall’altra presto gli abitanti potrebbero dover sborsare qualche franco all’anno per riciclare la plastica. Bellinzona insomma insegna, sebbene il suo sia ancora allo stadio di progetto pilota seguito dal Dipartimento del territorio che sulla base dell’esperienza accumulata negli ultimi tre anni ha nel frattempo maturato una convinzione e preso una decisione. Rispettivamente: considerando le zone grigie sul reale destino della plastica ticinese Oltralpe e sui chilometri da essa percorsi, attualmente la soluzione ecologicamente ed economicamente più sostenibile è produrre energia bruciandola a Giubiasco; questo fino a quando anche il Ticino si sarà dotato di un eventuale stabilimento per la raccolta e il riciclaggio della plastica per la cui realizzazione (costo prevedibile 10 milioni, luogo imprecisato) l’Azienda cantonale dei rifiuti è stata incaricata dal Dt di elaborare uno studio di fattibilità che farà da base per allestire un progetto di massima.

Consigli utili facendo la spesa

Infine, alcuni consigli utili vengono riportati sull’ultimo numero del periodico InfoCadenazzo: l’invito rivolto alla cittadinanza è ridurre la quantità di rifiuti… “rifiutando quei prodotti che non ci interessano, come ad esempio i volantini pubblicitari che non leggeremo, gadget pubblicitari che finiranno dimenticati in un cassetto”. Oppure ridurre “non acquistando i beni con imballaggi inutili, bevendo l’acqua del rubinetto che permette di non buttare bottiglie, usando borse riutilizzabili quando facciamo acquisti”. Perché “un acquisto consapevole permette di ridurre il quantitativo dei rifiuti”. Quindi riciclare (e qui, tornando alla plastica, fra le righe il Comune sembra fare autocritica): “Separare i rifiuti riciclabili ha un sicuro impatto ambientale minore rispetto allo smaltimento con il sacco dei rifiuti. Carta, vetro, metalli e molti altri possono essere riutilizzati più e più volte”. Quindi, per finire, un consiglio pratico: “I rivenditori sono tenuti a raccogliere gli imballaggi, Pet, contenitori in plastiche, batterie, apparecchi elettrici e altri materiali. Riconsegnando ai rivenditori gli imballaggi si riduce il quantitativo negli ecocentri comunali e di conseguenza i costi”. Non è dato sapere se e quanto i grandi magazzini facciano a loro volta pagare ai clienti il costo del servizio offerto in apparenza gratuitamente. A ogni modo, conclude InfoCadenazzo, “modificando le nostre abitudini secondo i principi elencati precedentemente, ne potremo beneficiare tutti. Una gestione oculata degli acquisti permette di risparmiare al momento di comprare, mentre la minor produzione di rifiuti permette di risparmiare al momento di smaltire”.

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