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08.10.21 - 05:15

Enti autonomi Bellinzona, ‘almeno un municipale dev’esserci’

L’Esecutivo cittadino invita il Cc a respingere le cinque mozioni Verdi/Mps/Fa ma apre a una possibile riduzione del numero di suoi rappresentanti

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Seggiole che contano (Ti-Press)

Basta ‘lottizzazione politica’ ai vertici dei cinque Enti autonomi di Bellinzona? La risposta municipale è ‘no’, ma mitigata da una parziale apertura su un punto. Dopo le polemiche innescate lo scorso maggio dalle cinque mozioni Verdi/Mps/Fa e dopo il conseguente e parziale primo passo indietro compiuto dall’Esecutivo cittadino con le rinunce di Giorgio Soldini (Ppd) e Mauro Minotti (Lega) a risollecitare un mandato nel Consiglio direttivo di Bellinzona Sport, il Municipio ribadisce la propria linea nelle osservazioni preliminari sulle mozioni pendenti, osservazioni inviate alla Commissione della legislazione del Consiglio comunale preposta a dare il proprio preavviso al Legislativo prima della votazione plenaria. Da questa legislatura, ricordiamo, Soldini e Minotti non figurano più nel rinnovato Direttivo di Bellinzona Sport (rispettivamente erano stati il primo presidente e l’ultimo e questa primavera sono stati sostituiti dal capodicastero Finanze Fabio Käppeli, il solo municipale rimasto contro i tre di prima) avendo rinunciato sulla base delle riflessioni fatte dal Municipio dopo la turbolenta seduta di Cc del 18 maggio quando la prima proposta era stata contestata dall’opposizione e dal Ppd e la nomina rinviata di qualche settimana. Dopo le dichiarazioni pubbliche successivamente rilasciate dal sindaco Mario Branda – che mostrava una certa apertura nel voler assicurare, all’indirizzo del Cc quale autorità di nomina, una corretta e trasparente esposizione dei candidati, tuttavia conservando la possibilità municipale d’indirizzare le scelte strategiche – oggi l’Esecutivo cittadino conferma quella linea.

Lo sancisce la Legge organica comunale

Sono gli Statuti dei vari enti autonomi – attacca nelle osservazioni preliminari – a fissare la procedura di nomina, comunque in base a quanto stabilito dalla Legge organica comunale: perciò “risulta evidente che il legislatore cantonale ha voluto lasciare un ampio margine di apprezzamento e disciplina ai Comuni nella definizione, funzionamento e composizione degli enti. Bellinzona ha approfittato di questa flessibilità, ad esempio, strutturando la composizione dei Consigli direttivi in modo diverso a dipendenza delle competenze e delle fonti di finanziamento”. Quanto alla presenza di municipali e del loro numero nei Consigli direttivi, “considerando che l’Ente autonomo è chiamato a svolgere compiti delegati dal Municipio assumendone una parte di competenze, si ritiene corretto che possa sedervi almeno un municipale, da un lato per portare nell’esecutivo dell’ente le indicazioni strategiche decise dal Municipio e formulate nel mandato di prestazione, dall’altro per poter svolgere un controllo immediato sull’attività dell’ente e per poter intervenire tempestivamente in caso di criticità”.

Fa stato la decisione governativa del 2013

Capitolo conflitto d’interessi temuto dai mozionanti: il Municipio non lo ritiene tale anche sulla base della decisione governativa del 2013 contraria al ricorso interposto dall’allora consigliere comunale Luca Buzzi contro la designazione di tre municipali nel Direttivo dell’Ente Sport. Secondo il governo infatti la presenza di municipali “rende evidente e facilita l’istituzione di una rete di controllo e di flusso d’informazioni più capillari verso Municipio e Consiglio comunale”. Sul numero di municipali ammissibili in ciascun Direttivo l’Esecutivo cittadino conviene che la presenza di più suoi rappresentanti nello stesso ente “potrebbe risultare poco razionale e funzionale”. Perciò il Municipio intende “rivedere e allineare gli statuti degli enti in occasione del prossimo rinnovo dei mandati di prestazione, tenendo comunque conto delle peculiarità delle diverse entità”. A ogni modo il Municipio ritiene che “una certa rappresentanza politica, sebbene non direttamente espressa dal municipale, appare congrua”.

No alle candidature esterne

Le cinque mozioni propongono tuttavia che qualsiasi cittadino possa candidarsi per la nomina nei Consigli direttivi e che il Cc possa poi operare una scelta in base alle candidature pervenute. Su questo punto il Municipio non ci sta: “Trattandosi di attività di carattere comunale, si ritiene che tocchi al Municipio proporre al Cc delle candidature ritenute idonee e che permettano di raggiungere gli obiettivi strategici formulati dall’Esecutivo medesimo”. Perciò l’Esecutivo ritiene corretto “che in base alla volontà popolare le candidature, pur considerando le competenze dei candidati, rispecchino la composizione politica del Municipio”. Un eventuale cambiamento di paradigma dovrebbe semmai passare attraverso una modifica della Loc, che potrebbe venire proposta tramite iniziativa parlamentare o dal Consiglio di Stato. A questo riguardo Marzio Della Santa, capo della Sezione cantonale degli enti locali preposta alla sorveglianza sul corretto agire anche dei Comuni, aveva dichiarato al ‘Corriere del Ticino’ di aver avviato una riflessione su una possibile riforma volta a escludere i politici dai Direttivi, preferendo persone con le necessarie competenze.

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