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15.09.21 - 19:17
Aggiornamento: 19:48

Bellinzona, Ior e Irb uniscono le forze contro il cancro

Nasce Bios+, associazione costituita dai due istituti di ricerca. L’obiettivo è generare sinergie in vista di un centro di ricerca sulle scienze della vita

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L'associazione Bellinzona institutes of science avrà sede nel nuovo stabile dell'Irb (Ti-Press/Piccoli)

‘Bellinzona institutes of science’. O più semplicemente Bios+. È il nome della neonata associazione nella quale convergono due prestigiosi istituti di ricerca: quello oncologico (Ior) e quello di biomedicina (Irb). Lo scopo è quello di unire le forze in particolare nello studio dei tumori e le relative possibili terapie. Negli ultimi anni sono infatti stati fatti grandi passi avanti nel campo dell’imunologia (l’area di ricerca principale dell’Irb) per quanto riguarda il riconoscimento e l’eliminazione delle cellule tumorali. Più in generale Bios+ mira a promuovere e coordinare le attività di ricerca, generando sinergie a livello scientifico e organizzativo, in vista dello sviluppo di un Centro di ricerca nazionale e internazionale sulle scienze della vita nella Svizzera italiana. Un importante passo in questo senso sarà l’inaugurazione, prevista il prossimo 27 novembre, del nuovo stabile dell’Irb in via Chiesa che diventerà anche la casa di Bios+. Un centro scientifico d’avanguardia con quasi 250 collaboratori, dove troveranno spazio i laboratori e le amministrazioni di Irb, Ior, così come i laboratori di ricerca dell’Ente ospedaliero cantonale (Eoc).

‘Non accontentarsi dei già ottimi risultati ottenuti’

Con la fondazione di Bios+ si vuole «rafforzare e consolidare la storia di successo di Ior e Irb», ha affermato durante una conferenza stampa a Bellinzona il presidente della neonata associazione Gabriele Gendotti, che ricopre la stessa carica all’Irb. L’Istituto oncologico di ricerca e l’Istituto di ricerca in biomedicina, fondati oltre 20 anni fa, hanno infatti «saputo ritagliarsi spazi e riconoscimenti importanti per la loro attività di ricerca in un contesto nazionale e internazionale portando a Bellinzona ricercatori di prestigio». Ricercatori che sono «capaci di scoperte importanti, di ottenere fondi di ricerca competitivi, di contribuire alla formazione di giovani ricercatori a tutti i livelli». Inoltre, «si sono instaurate collaborazioni eccellenti con il Politecnico di Zurigo e con altre Università e istituti svizzeri ed esteri e si è proceduto all’affiliamento degli istituti all’Università della Svizzera italiana». Gendotti ha quindi ricordato che attualmente i gruppi di ricerca di due istituti sono 21 (13 all’Irb e 8 allo Ior) con oltre 200 collaboratori. Ma perché ora è necessaria una nuova associazione? Innanzitutto perché «Irb e Ior in questi ultimi anni hanno intensificato la loro collaborazione sul piano sia scientifico sia organizzativo». Con Bios+ si mira a «ottimizzare e consolidare questo processo». In secondo luogo perché Irb e Ior «non si vogliono accontentare dei già ottimi risultati ottenuti».

Verso un polo di ricerca biomedica

Per Boas Erez, rettore dell’Università della Svizzera italiana, Bios+ «alimenta una dinamica di sviluppo coordinato in vista della creazione di un polo di ricerca biomedica strutturato a Bellinzona». Un Comune nel quale vi è «la volontà politica di sostenere lo sviluppo di questo polo». Concentrare le risorse in un solo luogo è anche «ragionevole per un questione di razionalizzazione dei mezzi», come la condivisione delle strumentazioni, la definizione di strategie comuni e un posizionamento chiaro nel panorama svizzero e internazionale. Inoltre, il nuovo stabile in via Chiesa favorirà l’integrazione della ricerca sviluppata anche dai ricercatori della Facoltà di scienze biomediche dell’Usi.

Alto potenziale di scoperte future

Davide Robbiani, direttore dell’Irb, ha sottolineato in modo entusiasta come la costituzione di Bios+ possa generare «nuove sinergie in un settore della ricerca biomedica, quello a cavallo tra immunologia e oncologia, con molto potenziale di scoperte future». Far convergere le forze di Irb e Ior, in un nuovo stabile «con laboratori e attrezzature d’avanguardia», potrà quindi non fare altro che rafforzare la collaborazione tra i due istituti in questo campo di ricerca molto promettente.

«Lo Ior e l’Irb sono cresciuti nel corso di questi due decenni con percorsi paralleli, portando avanti entrambi ricerche di grande rilevanza scientifica e impatto nella pratica clinica», ha aggiunto Carlo Catapano, direttore dello Ior. L’obiettivo comune «è quello di acquisire migliori conoscenze sui tumori e, su queste basi, sviluppare nuovi approcci diagnostici e strategie terapeutiche innovative».

Ticino più attrattivo per i giovani

L’immunologia «oggi è diventata la grande speranza» nel campo dell’oncologia ha sottolineato da parte sua il vicepresidente della neonata associazione Franco Cavalli, che è anche presidente dello Ior. L’Istituto oncologico di ricerca per il momento non ha ancora i numeri dell’Irb, ma è in una fase di espansione: «L’anno prossimo passeremo da 8 a nove gruppi di ricerca e nei prossimi anni prevediamo di averne 12 o 13, come l’Irb». Nell’ambito di Bios+, nella nuova sede di via Chiesa, in futuro saranno quindi presenti «tra i 250 e i 280 ricercatori». Bios+ rappresenta inoltre «un passo molto importante per la Svizzera italiana», dove non ci sono politecnici. Il polo di ricerca di Bellinzona potrà infatti anche permettere di ottenere «un sostegno finanziario ancora più ampio da parte della Confederazione». Permetterà anche di mantenere o far tornare in Ticino giovani formati? «Molti partono perché Oltregottardo si guadagna di più. Non è così però nel nostro settore», ha precisato Cavalli: «Le tariffe sono uguali in tutta la Svizzera». L’auspicio è che con questo nuovo polo di ricerca si riesca anche a rendere più attrattivo il Ticino per i giovani ticinesi.

Il Municipio intende acquistare lo stabile Irb

Visto l’imminente spostamento nel nuovo stabile, l’attuale sede dell’Irb in via Vela, con tutte le attrezzature, non avrà dunque più inquilini. Ma non per molto: l’intenzione del Municipio di Bellinzona è infatti quella di acquistare questo edificio per metterlo a disposizione di persone, gruppi e società nel campo della ricerca scientifica. «Prossimamente sottoporremo il relativo messaggio al Consiglio comunale», ha annunciato il sindaco Mario Branda. «Abbiamo già avuto contatti con gruppi interessati a insediarsi in questi laboratori già attrezzati». E tutto questo in attesa della costituzione del previsto polo tecnologico e di ricerca nel nuovo quartiere delle Officine. Un luogo «che potrà dare un impulso molto consistente al polo di ricerca biomedica». A margine della conferenza stampa abbiamo quindi chiesto al sindaco se nel nuovo comparto delle Officine vi saranno più spazi dedicati alla ricerca e all’innovazione rispetto a uffici amministrativi (come chiedeva in una recente interrogazione il consigliere comunale Plr Matteo Mozzini). «La direzione è sicuramente questa ed è in linea con quello che vogliamo realizzare in questo comparto: formazione e ricerca sono al centro degli interessi della Città», ha risposto Branda. «Non posso tuttavia escludere che alcuni uffici saranno presenti». In conclusione il sindaco ha sottolineato di essere fiero di come si stia sviluppando il polo di ricerca biomedica a Bellinzona. Un polo che contribuisce «al progresso della medicina, portando benefici alla salute delle persone».

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