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31.08.21 - 05:10
Aggiornamento: 19:02

Bellinzona Sport vede rosso: disavanzo di 300’000 franchi

Nel 2021 l’effetto Covid pesa 220’000 franchi e il maltempo 63’000. La soluzione: capitale proprio e condono (parziale?) del prestito per la fresa-ghiaccio

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Il Bagno pubblico di Bellinzona (Ti-Press)

È un 2021 da profondo rosso per l’Ente autonomo di diritto comunale Bellinzona Sport che lo scorso dicembre aveva ottenuto dal Consiglio comunale un contributo annuale di 3,755 milioni superiore di 80’000 franchi a quello del 2020, chiuso in pareggio nonostante le difficoltà causate dalla pandemia. Un incremento allora giustificato in larga misura da una riorganizzazione dei costi interna e soprattutto dall’aumento di 60’000 franchi conseguente al rinnovo del contratto di fornitura di energia elettrica con l’Azienda multiservizi di Bellinzona. Oggi a incidere pesantemente sull’anno in corso sono due fattori, in parte riconducibili ancora una volta al Covid che sta allungando i suoi effetti negativi, in parte dovuti alle condizioni meteorologiche sfavorevoli che hanno caratterizzato questa estate riducendo sensibilmente le entrate al Bagno pubblico (meno 63’000 franchi fra giugno e luglio rispetto al preventivo, ma con una leggera ripresa ad agosto) il quale insieme ad altre infrastrutture comunali, quali piscina coperta e pista di ghiaccio, costituisce una delle voci d’incasso dell’ente.

Strategia di rientro

I dati aggiornati a settimana scorsa indicano per la fine del 2021 un disavanzo per l’ente di ben 300’000 franchi, di cui 220’000 dovuti al Covid. Un quadro critico che Fabio Käppeli, capodicastero Finanze, economia e sport nonché presidente dell’Ente Sport, ha esposto settimana scorsa ai colleghi di Municipio e alla Commissione gestione del Consiglio comunale. L’obiettivo adesso – spiega interpellato dalla ‘Regione’ – è tracciare la strategia di rientro, visto che le norme di legge valide in questo ambito stabiliscono che quando il disavanzo supera la metà del capitale proprio, bisogna attuare misure di risanamento societario. Capitale proprio che alla nascita dell’ente ammontava a 200’000 franchi, per poi salire dopo dieci anni fino a quota 350’000 circa. «Mi preme sottolineare – spiega Käppeli – che la Direzione di Bellinzona Sport ha tenuto sempre sotto controllo la gestione contabile aggiornandola costantemente. Questo ci ha permesso di esporre appena possibile la situazione a Municipio e Gestione».

I condoni per gli utenti della piscina

Già le cifre del primo trimestre 2021 indicavano la formazione di un quadro che si sarebbe poi rivelato molto critico nel corso dell’estate. Ad aprile si sono infatti palesati importanti minori incassi alla piscina coperta. Motivo: gli abbonamenti stagionali pagati dagli utenti per il periodo (diverse settimane) di chiusura forzata nel 2020, come pure i tesserini prepagati di 10 e 20 entrate, sono stati condonati e ritenuti validi nella prima parte del 2021. Una decisione adottata per andare incontro all’affezionata clientela e in accordo con l’Associazione che riunisce i gestori romandi e ticinesi di piscine. A incrementare poi la differenza fra i due anni contabili vi è anche il fatto che la chiusura della piscina coperta – al pari di altre infrastrutture sportive di proprietà comunale – ha permesso in quel frangente di contenere i costi di gestione, per contro presenti quest’anno.

La mancata locazione

Un’altra parte del disavanzo 2021, pari a 49’000 franchi, è generata dalla mancata locazione di infrastrutture comunali (piscina coperta, pista di ghiaccio, atletica, tennis, ecc.) a società sportive e scuole che in tempi normali ne fanno ampio uso, mentre le norme di protezione sanitaria hanno imposto restrizioni a determinate fasce d'età. Vi sono poi ulteriori 11’000 franchi di mancato incasso per la parte commerciale, ossia l’affitto del bar/ristorante condonato dal Municipio quale misura di sostegno atta a contenere gli effetti della pandemia.

Due ipotesi per rientrare

Per quanto riguarda la manovra di rientro, due sono le ipotesi nel frattempo individuate e al vaglio del Consiglio direttivo dell’ente in collaborazione col Municipio. Ipotesi esposte, come detto, alla Gestione: dapprima il parziale utilizzo di una parte di capitale proprio di Bellinzona Sport, e meglio quella ammontante a 150’000 franchi e costituita dagli utili accumulati (il 2019, per esempio, si è chiuso con un avanzo di 115mila franchi; il 2020 con 1’400); in secondo luogo un’iniezione indiretta di capitale da parte del Comune sotto forma di condono, parziale o totale, di un prestito pari a 210’000 franchi fatto due anni fa all’ente per consentire l’acquisto della nuova levigatrice del ghiaccio. Nel secondo caso si tratterebbe di un contributo di solidarietà dovuto appunto alla crisi pandemica. Una doppia via che s’impone non essendoci alternative praticabili, sia per evitare tagli alla spesa per il personale, sia per non ridurre la manutenzione delle infrastrutture che causerebbe un peggioramento del loro stato e grado di sicurezza.

Mezzo milione per la nuova Valascia: il Municipio non ritira

E se si parla di sport, quasi automatico è il collegamento che si può fare col mezzo milione di franchi che il Municipio propone di stanziare a favore della Valascia Immobiliare Sa che ha realizzato ad Ambrì la nuova pista di hockey biancoblu da oltre 50 milioni. Un sostegno per il ruolo giocato dal club biancoblù a livello sovraregionale. La richiesta di credito si trova da sette mesi sul tavolo della Gestione che lo sta valutando, criticamente, anche alla luce delle difficoltà finanziarie in cui versano le casse cittadine (vedi consuntivo 2020 in rosso di 7 milioni) e quelle di Bellinzona Sport. Correggendo l’ipotesi pubblicata nei giorni scorsi da un media, il Municipio – specifica Fabio Käppeli – non intende ritirare il messaggio, anche in virtù del fatto che il Cc nel maggio 2020 ha votato a larga maggioranza la mozione di Sabina Calastri favorevole a stanziare un aiuto cittadino per la nuova pista. Alla Gestione il compito dunque di dire la sua – con uno o più rapporti, tra favorevoli e contrari, oppure proponendo tramite emendamento una cifra inferiore, come pare possibile – e al Cc di decidere.

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