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18.08.21 - 17:23
Aggiornamento: 19:14

I bambini del Palasio dal 6 settembre a scuola nel prefabbricato

In fase di allestimento le 12 aule che accoglieranno i 150 allievi della Scuola dell'infanzia giubiaschese invasa dal fango il 7 agosto

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Il municipale Renato Bison mostra ai giornalisti la struttura prefabbricata sorta da tempo nei pressi delle Scuole Nord (foto Regione)
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Nella struttura prefabbricata allestita fra lo Stadio comunale, la palestra della Federale e le Scuole Nord di Bellinzona le lezioni per i bambini iscritti alla Scuola dell’infanzia di Giubiasco Palasio, inagibile per 4-8 mesi poiché devastata dal nubifragio del 7 agosto, inizieranno una settimana dopo rispetto al programma ufficiale stabilito dal Decs. Non il 30 agosto dunque ma lunedì 6 settembre per gli allievi che già l'anno scorso frequentavano l’istituto scolastico e da martedì 7 in maniera scaglionata per i nuovi iscritti. Questo per concedere il tempo necessario alla direzione scolastica, alle docenti e agli operai delle ditte coinvolte di allestire le aule (ciascuna misura 55 metri quadrati, contro i 58 del Palasio) e le infrastrutture necessarie al normale svolgimento dell’attività per le otto sezioni che accolgono quasi 150 allievi.

Un parco giochi all'ex tennis

Come illustrato oggi ai media dai municipali Renato Bison (capodicastero Educazione, cultura, giovani ed eventi) ed Henrik Bang (Opere pubbliche) fervono i lavori di montaggio del nuovo mobilio e di trasloco di quello sopravvissuto all’allagamento del Palasio; la struttura sarà poi completata da una cucina ‘da campo’, anch’essa inserita in un modulo prefabbricato per confezionare i pasti sul posto, e da un parco giochi trasportabile che sorgerà sull’annesso grande spazio (sarà debitamente recintato) un tempo sede dell’ex tennis il cui fondo è stato da tempo bonificato e trasformato in prato. Otto delle dodici aule a disposizione saranno usate per le attività didattiche, di svago e per il doposcuola, le altre quattro per la mensa e come locali riservati al corpo insegnante.

Trasporto, porte aperte e centri extrascolastici

Un’altra informazione importante – nel frattempo già trasmessa dalla Direzione scolastica ai genitori dei piccoli allievi – riguarda il trasferimento quotidiano dal Palasio alle Scuole Nord: la trasferta mattutina (ritrovo al Palasio) e serale (partenza dai prefabbricati) avverrà con l’ausilio di appositi bus/pulmini (il Municipio ha chiesto offerte ad alcune ditte del ramo) con orari i cui dettagli saranno comunicati la prossima settimana; per gli allievi con frequenza ridotta (niente pranzo e niente pomeriggio), fino alle vacanze natalizie sarà inoltre garantito alle 11.30 il ritorno verso il Palasio. Dal canto loro gli allievi che la mattina provengono in bus dalla Morobbia non faranno sosta al Palasio ma raggiungeranno direttamente le Nord (idem nel tragitto di rientro). Genitori e allievi potranno inoltre visitare gli spazi prima dell’inizio della scuola mercoledì 1, giovedì 2 e venerdì 3 settembre fra le 17 e le 19.45 con turni prestabiliti di 45 minuti e già comunicati. E ancora: per andare incontro alle difficoltà nella conciliabilità famiglia-lavoro che taluni genitori potrebbero incontrare dal 30 agosto al 3 settembre non essendo ancora iniziate le lezioni, il Municipio sta valutando puntuali collaborazioni con i centri extrascolastici già attivi sul territorio, ossia Camalù (zona Palasio) e Camaluonte (zona stazione) nel quartiere di Giubiasco; la Girandola alle Semine e nei prefabbricati delle Nord; Polo Sud in piazza Indipendenza e l’Aquilone a Monte Carasso.

Banco di prova

I due municipali si dicono persuasi che la soluzione individuata sia la migliore rispetto ad altre due alternative pure valutate ma infine scartate, ossia la dislocazione dell’asilo del Palasio in tre vicine strutture (fra cui l’ex oratorio di Giubiasco) oppure in altri box prefabbricati di qualità inferiore da allestire vicino alla scuola devastata con tempistiche oltremodo lunghe. Soluzioni logistiche nettamente superate da quella presso le Scuole Nord. I cui moduli – già da tempo debitamente allacciati ad acqua corrente, elettricità, canalizzazioni e rete informatica – saranno usati dal settembre 2022 in occasione del lungo cantiere di ristrutturazione che interesserà a tappe e per alcuni anni il vecchio stabile delle Nord; cantiere, questo, che avrebbe dovuto iniziare nel 2020 ma che il Covid ha posticipato di due anni. «La situazione d’emergenza che stiamo affrontando – annota Bison – è dunque un banco di prova sia per il futuro cantiere delle Nord, sia per le ristrutturazioni cui saranno sottoposti altri edifici scolastici di Bellinzona».

Prosegue la conta dei danni

Confermata intanto a 4-8 mesi la tempistica per il ripristino dell’edificio del Palasio, la cui nuova ala inaugurata nel 2016 è stata invasa da fango e detriti fuoriusciti dal riale Fossato. Nei primi giorni una ditta specializzata ha pompato e asportato 210’000 litri d’acqua e fango accumulatisi al pianterreno (dove il livello ha raggiunto il metro e mezzo) e nel piano interrato, completamente sommerso, che alloggia le infrastrutture tecniche ed elettriche. Spiegano Demis Soleto e Mario Melchiorre, i tecnici che coordinano le operazioni per conto del Comune: terminati lo sgombero di 35’000 chilogrammi di ingombranti e una prima importante pulizia degli ampi locali si tratta ora di capire – insieme alle ditte specializzate e alla compagnia assicurativa che si assumerà l’intero onere, comprese le spese generate dallo spostamento provvisorio delle lezioni alle Scuole Nord – quanto grave sia il danno subito da pavimenti, pareti, riscaldamento, impianto elettrico e dalle varie componenti tecniche che fanno funzionare l’edificio, montacarichi incluso. Il carotaggio della soletta al pianterreno permetterà presto di capire quanto l’umidità sia penetrata nel cemento armato e se si renderà necessario smantellare l’intera soletta ricostruendola da zero, oppure se sarà sufficiente iniettare per settimane o mesi aria calda e asciutta in appositi fori praticati nel pavimento. Il mobilio danneggiato dovrà essere completamente sostituito, mentre il vasto parco esterno (completamente invaso dal limo) dovrà essere bonificato in profondità per ripristinare il corretto drenaggio. 

Riali ingrossati: il problema si spinge a valle

Già all’inizio della scorsa settimana è stato inoltre provvisoriamente ricostruito, con appositi blocchi di cemento, il muro della camera di contenimento del vicino riale Fossato, muro realizzato in sasso e cemento 70 anni fa e che è ceduto a causa dell’eccezionale portata d’acqua e detriti. Un cedimento cui ha contribuito anche la caduta sul muro stesso, durante il nubifragio, di un palo dell’illuminazione pubblica; cedimento che ha accelerato l’allagamento della scuola, situata una quarantina di metri a valle, e delle immediate vicinanze. La zona sottomontagna sul confine fra Giubiasco e Bellinzona è peraltro nota, nell’arco dei secoli, per una lunga serie di allagamenti dovuti alla tracimazione dei riali Fossato, Vallascia, Guasta e Dragonato: «Le opere di premunizione potenziate in vari punti a monte ancora negli ultimi anni – sottolinea Bang – risultano aver risposto adeguatamente trattenendo svariate migliaia di metri cubi di detriti. Il rovescio della medaglia è che se in precedenza a essere invase da acqua e fango erano ampie zone abitate collinari, oggi il problema si ripresenta più in basso dove i riali raggiungono talvolta e in pochissimo tempo portate molto importanti senza disporre del necessario spazio dove sfogare. Spazio che risulta sufficiente in tempi normali, ma non in presenza di eventi meteorologici estremi che si presentano sempre più frequentemente e in modo diverso rispetto al passato, con vere e proprie ‘bombe d’acqua locali’». Qualsiasi nuovo intervento di premunizione e di sicurezza idrologica da pianificare insieme al Cantone «dovrà giocoforza tener conto di questi aspetti», conclude Bang.

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