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20.05.21 - 11:22
Aggiornamento: 15:44

La pandemia pesa 11 milioni: Bellinzona nelle cifre rosse

Dopo il preventivo negativo del 2021, il consuntivo 2020 mostra ora un disavanzo di 7 milioni. Servizio sociale sotto pressione

di Marino Molinaro
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Previsioni confermate. E son dolori. Ammonta infatti a 7 milioni di franchi (6,95 per l’esattezza) il disavanzo registrato nel consuntivo 2020 della Città di Bellinzona, mentre il preventivo allestito prima della pandemia (autunno 2019) indicava un avanzo di 1,4 milioni. Vi è dunque stato un peggioramento di 8,4 milioni rispetto al dato di preventivo, mentre rispetto al consuntivo precedente il dato peggiora di 9 milioni. Lo comunica stamane il Municipio – parlando di risultato “pesantemente negativo e da ricondurre praticamente per intero alla pandemia e ai suoi esiti nefasti” – dopo aver firmato ieri il messaggio sottoposto al Consiglio comunale. Nel confronto tra consuntivo e preventivo, si nota che le spese sono complessivamente cresciute di 4,3 milioni (+2,1%) e i ricavi sono diminuiti di 4,2 milioni (-2%). Basti pensare che a causa del lockdown sono state incassate meno multe di polizia pari a 300mila franchi, mentre dai parchimetri mancano 335mila franchi. Al capitolo spese, quella per il personale (che da sola rappresenta il 49% del totale) cresce di 1,6 milioni (+1,6%) rispetto al preventivo. Sul fronte delle imposte, quelle alla fonte perdono 680mila franchi e le sopravvenienze 268mila, mentre altri 389mila franchi vengono persi nelle imposte sull'utile e sul capitale delle persone giuridiche. C'è poi il contributo di livellamento, che se il Gran Consiglio voterà la misura transitoria triennale scende di 1,15 milioni. Fra i dati salienti spicca quello dell’autofinanziamento, che si fissa oggi 2,8 milioni mostrando un chiaro peggioramento di 13,4 milioni rispetto al preventivo (-83%); il peggioramento è pure chiaro rispetto al consuntivo 2019 (-14,4 milioni).

In due anni meno 15 milioni

In soldoni la situazione appare affatto rosea, dopo che il preventivo 2021 votato lo scorso dicembre dal Legislativo mostrava un primo disavanzo di 8 milioni. Il quale, se verrà confermato alla fine del corrente anno, comporterà un bilancio da profondo rosso pari a 15 milioni in soli due anni. Le valutazioni in corso mirano a capire se e quanto le difficoltà generate dalla pandemia (che l’anno scorso venivano indicate dal Municipio all’origine di un terzo in meno degli incassi fiscali) incideranno strutturalmente a medio lungo termine sulla salute delle casse cittadine. La revisione della spesa in corso – “intesa a chiarire possibilità e opportunità di ottimizzazione della spesa e dei flussi finanziari” – fornirà le prime indicazioni entro fine estate, dopodiché nell’ambito dell’elaborazione del preventivo 2022 l’Esecutivo dovrà indicare le eventuali misure di correzione per ridurre la spesa (tagli?) e incrementare le entrate (più tasse e imposte?). “L’impatto della pandemia è tale da imporre nell’immediato un esame critico quanto rigoroso dell’evoluzione della spesa e dei dati finanziari in genere”, annota il Municipio.

Senza Covid un avanzo di 4 milioni 

Il risultato 2020, commenta il Municipio, è “sensibilmente peggiore rispetto al preventivo e risente fortemente degli effetti della pandemia, la cui incidenza – tra minori entrate e maggiori uscite – è stimata in poco meno di 11 milioni di franchi”. Senza Covid “il risultato d’esercizio, positivo, si sarebbe fissato a + 4 milioni di franchi”. Gli investimenti lordi nel 2020 sono ammontati a 32,75 milioni (27,6 milioni netti grazie a entrate per 5,5), cifre che rappresentano “un forte impegno della Città a favore dell’economia”, superiore al tetto massimo indicativo di 25 milioni netti fissato dal Municipio. Intaccato il capitale proprio, che è passato dai precedenti 54 milioni a 47,4. I costi finanziari “diretti” determinati dalla pandemia risultano essere di 1,9 mio di franchi, quelli “indiretti” di 9 milioni di cui circa 6,2 milioni per perdite su imposte. Una situazione peraltro già paventata al momento di allestire il messaggio sul Preventivo 2021.

Sostegno sociale: crescono insofferenza e nervosismo

Il Settore attività sociali, analizza IL Municipio, forse più di altri si è trovato confrontato con le conseguenze dirette della pandemia, prima per aver dovuto implementare il servizio per la spesa a domicilio, fornendo alle famiglie bellinzonesi in difficoltà 1’360 spese da marzo ad agosto 2020, successivamente perché “le conseguenze del confinamento hanno reso maggiormente critiche le situazioni personali e sociali di molte persone già seguite o che hanno cominciato a far capo ai diversi servizi di natura sociale, confermando e incrementando il trend al rialzo relativo alla complessità delle situazioni seguite”. Le difficoltà sociali non si traducono al momento in aumenti rilevanti di costi o di numeri di pratiche seguite: “Ciò è legato al fatto che gli aiuti messi in atto per mitigare le conseguenze finanziarie della crisi pandemica stanno contenendo, almeno momentaneamente, le ripercussioni economiche sulle singole economie domestiche”. Si ipotizza che un importante aumento di sollecitazioni e di costi a carico della Città “potrà manifestarsi in un prossimo futuro, al momento in cui l’elargizione di aiuti finanziari puntuali direttamente conseguenti alla pandemia verranno a cadere”. In generale si riscontrano nell’utenza “nervosismo e insofferenza crescenti, non sempre facili da gestire”. Lo stesso emerge nel campo dell’Autorità regionale di protezione, il cui lavoro si dimostra crescente. Lo conferma il numero di decisioni emesse, pari a 1'572 a fine 2020 contro le 1'453 del 2019. A preoccupare “è la crescente complessità di molte situazioni trattate e la carenza di risposte operative sul territorio, aspetto già riscontrato negli scorsi anni, ma peggiorato a seguito del confinamento e delle preoccupazioni legate alla pandemia”.

Aiuto all'economia

Sempre nell'ambito pandemico, numerose sono state le decisioni adottate nella primavera 2020 a favore dell’economia e delle famiglie (azzeramento interessi fiscali, dilazioni di pagamento, riduzione di affitti commerciali, riduzione tassa uso suolo pubblico, ecc.). “Particolarmente importante e delicato – annota l'Esecutivo – è stato il lavoro per la creazione del Fondo aiuto d’emergenza per l’economia locale come strumento in aggiunta alle disposizioni federali e cantonali”. Una trentina i casi trattati, con prestiti erogati pari a 260'000 franchi.

Casa anziani: letti vuoti = meno introiti

Gli effetti della crisi sanitaria si sono sentiti non solo nei decessi registrati nella casa anziani di Sementina (21) e al centro Somen (2) durante la prima ondata pandemica (zero i decessi nella seconda, mentre in tutto il Ticino se ne sono registrati complessivamente 380) ma anche per una ridotta occupazione totale nei due istituti di Sementina. Nella casa anziani si sono registrate 6’322 giornate di occupazione in meno rispetto a quanto preventivato, ciò che ha comportato minori introiti per rette pari a 303'000 e un minor introito 374'000 franchi per casse malati. Idem al Centro Somen, con un minor introito totale di 791'000 franchi. Il mancato incasso per sotto occupazione dei letti ammonta quindi a 1,47 milioni. Considerando i normali contributi cantonali e il supplemento per Covid, si arriva a un minor costo netto di 590’000 franchi. Per le altre due strutture (Pedemonte e piazza Mesolcina) il fabbisogno è inferiore al previsto di 490'000 franchi.

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