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05.05.21 - 17:53
Aggiornamento: 19:22

Tre condanne e un'assoluzione per i disordini della Valascia

Confermati i reati di sommossa e violenza contro le autorità per i due tifosi dell'Hcap e per quello del Losanna. Prosciolto l'altro supporter biancoblù

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Pene pecuniarie, di cui due sospese, per i tre condannati (Ti-Press)

Si è chiuso con tre condanne e un’assoluzione il processo a carico dei quattro tifosi coinvolti nei disordini della Valascia del 14 gennaio 2018 in occasione dalla sfida tra l’Ambrì Piotta e il Losanna. Ai due ultrà ticinesi dell’Hcap, la Corte delle assise correzionali presieduta dalla giudice Francesca Verda Chiocchetti ha inflitto pene pecuniarie sospese per un periodo di due anni: 60 aliquote giornaliere da 30 franchi per il primo, 55 aliquote giornaliere da 30 franchi per il secondo. Per la giustizia ticinese sono colpevoli dei reati di sommossa e violenza o minaccia contro le autorità e i funzionari. Non ha quindi retto la tesi difensiva dell’avvocato Costantino Castelli, il quale si era battuto per il proscioglimento sostenendo che i suoi due assistiti abbiano contrastato i tifosi del Losanna unicamente per preservare l’incolumità degli spettatori dal momento che, secondo il legale, l’impianto di sicurezza non ha svolto a dovere il proprio lavoro. Per la Corte, che ha sì sottolineato le lacune della sicurezza, i tifosi dell’Hcap non hanno tuttavia fatto altro che rendere più difficoltoso l’intervento degli agenti.  Il loro intervento, ha affermato la giudice, non era finalizzato a proteggere gli altri spettatori. «Invece di potersi concentrare pienamente sui tifosi del Losanna, la polizia si è dovuta occupare anche dei tifosi dell’Ambrì», ha affermato la giudice prima di emettere il verdetto, aggiungendo che i due avrebbero dovuto andarsene dal momento che la polizia era già intervenuta per ostacolare gli ultrà vodesi. «La Gioventù biancoblu ha raccolto la sfida. Nessuno si è difeso da nessuno, si è trattato di un attacco reciproco». Con responsabilità differenti, i due sono colpevoli di aver incitato altri compagni allo scontro, sferrato colpi di cintura ai vodesi e alla polizia e lanciato due fumogeni verso la massa di persone dove c'erano anche poliziotti. 

'Non era lui il tifoso ripreso dalla videosorveglianza'

È stato invece prosciolto da ogni capo d’accusa il supporter leventinese residente oltre Gottardo per il quale il suo legale Christian Bignasca aveva chiesto l'assoluzione. Per la Corte non ha infatti partecipato in nessun modo agli scontri: non è infatti lui il tifoso ripreso dalle telecamere di sorveglianza. 

Da ultimo, il tifoso del Losanna è stato condannato unicamente per il reato di sommossa, dal momento che ha preso parte in maniera attiva all’assembramento di tifosi durante il quale sono volati oggetti di vario genere. Per la Corte non si è contraddistinto per agire particolarmente aggressivo, ma era comunque in mezzo al gruppo. A suo svantaggio c’è inoltre il precedente per rissa. Dovrà scontare (senza condizionale) una pena pecuniaria composta da 110 aliquote giornaliere da 30 franchi. Difeso dall'avvocato Roy Bay, è invece stato prosciolto dai reati di violenza o minaccia contro le autorità e lesioni semplici: dai filmati non emergono sufficienti prove che sia stato lui a lanciare bottiglie di vetro all'esterno della pista e i fumogeni all'interno della Valascia. 

Ieri, ricordiamo, il procuratore pubblico Nicola Respini aveva chiesto la condanna a pena detentive sospese per i due tifosi ticinesi e per il supporer del Losanna, mentre una pena pecuniaria per l'imputato oggi prosciolto. 

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