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12.04.21 - 17:42
Aggiornamento: 18:48

Airolo-Pesciüm: sciatori in forte calo e indennità in ritardo

Sulle piste meno 40% di primi passaggi e meno 23% di stagionali. Duro colpo per la ristorazione: meno 66%. Iter lento per le indennità da lavoro ridotto

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Bilancio negativo (Ti-Press)

I primi dati diffusi a febbraio dalla stazione sciistica di Airolo-Pesciüm, la principale del Ticino, si rispecchiano in quelli definitivi forniti oggi dalle due società di gestione Valbianca Sa (impianti di risalita) e Valbianca Gastro Sagl (ristorazione). A causa delle numerose restrizioni volte a contrastare la diffusione del Coronavirus – scrivono in un comunicato le due società dirette da Mauro Pini – l’andamento della stagione invernale 2020/21, iniziata il 12 dicembre e conclusasi lunedì 5 aprile, “è stato molto complicato e ha fatto registrare una diminuzione di primi passaggi del 40% e di vendite di stagionali del 23% rispetto alla stagione 2019/20”. In particolare “è mancata la clientela locale, anche se la diminuzione è stata marcata su tutti gli ambiti di provenienza”. Un duro colpo è stata anche la chiusura dei ristoranti e delle terrazze (ad eccezione della settimana di carnevale). Con la sola possibilità di effettuare un servizio di take-away, i profitti sono scesi del 66%.

Le sfide a breve e lungo termine

Oltre alla paura e al disagio causato dalle restrizioni, Valbianca imputa la forte contrazione anche alla forzata chiusura della gastronomia a partire dal 22 dicembre e all’obbligo di prenotare la funivia in vigore per gran parte dell’inverno, “che ha dissuaso gli sciatori dal trascorrere una giornata sulla neve”. Non da ultimo, la quasi totalità delle scuole elementari, medie e superiori del Canton Ticino ha annullato la settimana bianca che solitamente vede molti allievi spostarsi ad Airolo per la scuola montana. Sono inoltre logicamente diminuiti sensibilmente i gruppi e gli sci club fedeli frequentatori del comprensorio alto leventinese. Tuttavia diverse squadre (Svizzera, Germania, Australia, Ucraina e Gran Bretagna) hanno scelto Airolo come base per gli allenamenti di freestyle. Valbianca guarda comunque con speranza al futuro: “A corto termine, ossia alla prossima stagione estiva, che avrà inizio sabato 26 giugno; e a medio-lungo termine all’avvio di importanti progetti d'investimento quali il centro di freestyle, l’ammodernamento degli impianti di risalita, le nuove collaborazioni con Ustra in ottica del cantiere per il secondo tubo del Gottardo e la collaborazione tecnica con Ofima nella manutenzione degli impianti a fune”.

Mauro Pini: ‘Attendiamo risposte chiare dal Cantone’

Un problema di non poco conto, di cui avevamo riferito il 25 febbraio, è quello delle indennità per lavoro ridotto che Valbianca Gastro Sagl ha chiesto alle autorità cantonali per 27 dei 40 dipendenti assunti a termine con contratti stagionali inferiori ai sei mesi (una parte non ne ha diritto beneficiando già della disoccupazione). Ebbene, come buona parte della ristorazione ticinese lamenta ormai da tempo, quest'anno a differenza della prima ondata le indennità stentano ad arrivare. Ciò che crea malcontento fra i dipendenti. «Abbiamo contatti quotidiani con il Cantone – spiega alla 'Regione' il direttore Mauro Pini – e purtroppo dobbiamo constatare che il Cantone su questo fronte è in crisi. Non siamo gli unici a soffrirne, ne siamo coscienti. Ma dopo aver potuto impiegare giornalmente solo cinque dei 40 collaboratori normalmente attivi per servire gli oltre 500 posti a sedere, ci ritroviamo ora a dover subire situazioni paradossali come quella aver ricevuto le indennità di gennaio ma di non poterle tutt'oggi distribuire ai dipendenti per l'asserita mancanza di documentazione. Capisco quindi i nostri collaboratori che dopo il primo versamento per il mese di dicembre chiedono spiegazioni sui mesi successivi. Abbiamo sollecitato chiarimenti per gennaio (bloccato), febbraio e marzo: niente». Per chiarire la situazione Mauro Pini ha chiesto e ottenuto un incontro a Bellinzona che si terrà prossimamente: «Da chiarire è l'aspetto del contratto di almeno 6 mesi necessario per ricevere l'indennità per lavoro ridotto. Siccome la nostra stagione invernale giocoforza sfiora i sei mesi, abbiamo chiesto e richiesto informazioni, senza fino ad oggi ottenere risposta».

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