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24.03.21 - 18:17
Aggiornamento: 25.03.21 - 16:32

Cosa fa Bellinzona contro disagio giovanile e assembramenti?

Lo chiede la consigliera comunale Lelia Guscio (Lega) in un'interrogazione, sostenendo che negli ultimi mesi sono aumentati i casi di violenza

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Mascherina obbligatoria al mercato (Ti-Press)

Che misure ha previsto il Municipio di Bellinzona “per ridurre al minimo gli atti violenti? Sono previste azioni puntuali mirate ai giovani per coinvolgerli in un dialogo sereno con le autorità?”. Sono due delle domande che Lelia Guscio (Lega) pone all'esecutivo cittadino in un'interrogazione relativa agli assembramenti e al disagio giovanile. Nel testo la consigliera comunale sostiene che negli ultimi mesi vi è stato “un aumento della violenza nel Cantone come pure in Città sfociato in risse, in attacchi fisici contro persone e in vandalismi”. E questo in un contesto caratterizzato “dalla pandemia e dalle misure restrittive”. Da parte nostra ricordiamo, ad esempio, i disordini avvenuti recentemente a Lugano alla Foce del Cassarate. Inoltre, “gli assembramenti di parecchie decine di persone le quali spesso non portano le mascherine di protezione sono diventati ormai un appuntamento fisso in determinate ubicazioni, in particolar modo durante i fine settimana”.

Pur ritenendo “comprensibile che in questo delicato momento le persone, specialmente i giovani, cerchino una valvola di sfogo e desiderino tornare presto alla normalità, alle attività svolte prima della pandemia e alla socializzazione”, la consigliera comunale leghista chiede innanzitutto al Municipio di Bellinzona se ha previsto misure per ridurre al minimo gli atti di violenza da parte dei giovani e per coinvolgerli in un dialogo con le autorità. E questo, in particolare, “nell’attesa dell’assunzione di due, eventualmente uno, operatori di prossimità come votato in Consiglio comunale lo scorso anno”. Per quanto riguarda invece gli assembramenti “sempre più numerosi e importanti in quanto a numero di persone”, Guscio domanda all'esecutivo come intende intervenire, oltre che con controlli regolari effettuati all’esterno dei locali pubblici. Nell'interrogazione chiede poi al Municipio se crede “che, come ‘extrema ratio’, sia perlomeno da discutere la possibilità di introdurre un coprifuoco”.

Nel testo la consigliere comunale leghista chiede anche lumi sull'introduzione dell'obbligo di portare la mascherina in determinate zone di Bellinzona. Nel frattempo il Municipio si è già mosso in questo senso decretando tale obbligo nel centro storico e nelle aree dei tre castelli per il periodo delle festività di Pasqua. Ricordiamo che durante il mercato del sabato e del mercoledì mattina la mascherina era già obbligatoria. Infine, Guscio domanda anche in che modo vengono sanzionate le persone che non portano la mascherina, nei casi in cui vige l'obbligo di indossarla anche all'aperto.

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