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17.12.20 - 15:38
Aggiornamento: 21.12.20 - 18:11

Parco del Piano di Magadino, diversi progetti concretizzati

Nonostante la partenza della direttrice, il comitato si è attivato su più fronti

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Il 2020 è stato l’anno più produttivo per la Fondazione Parco del Piano di Magadino, attiva da metà 2017. “Diversi progetti – si apprende da un comunicato – si sono concretizzati o sono proseguiti con vigore verso una loro realizzazione. Questo malgrado la pandemia che ha rallentato l’attività, soprattutto nella prima parte dell’anno”. Un 2020 peraltro iniziato con la partenza della direttrice Alma Sartoris che ha lasciato l'incarico dopo soli due anni, decisione motivata da un modo diverso, fra lei e il Consiglio di fondazione, di concepire le priorità. In questo contesto non facile “i membri del comitato si sono divisi i compiti e hanno portato avanti i vari progetti, che si trovano ora in una fase avanzata”.

Sette porte d'accesso

Per quanto riguarda il paesaggio, l’iter per la creazione delle sette porte d'accesso al Parco è a buon punto. In particolare è stata definita la posizione di tali accessi e la posa delle modine (richieste da alcuni Comuni) inizierà a fine gennaio. L’agricoltura è un altro aspetto che la Fondazione ha valorizzato nel 2020. Da un lato ha visto la luce il progetto 'Piatto del Parco' che prevede l’uso e la promozione di prodotti locali nei ristoranti della regione, d’altro lato – in collaborazione con la Società commercianti industriali e artigiani del Locarnese – la Fondazione ha partecipato con successo al mercato dei prodotti locali tenutosi in Piazza Grande a Locarno. In proposito anche un’analisi esterna, elaborata da uno specialista, ha dimostrato il grande potenziale di sviluppo che hanno ancora tali prodotti sul mercato.

Rifacimento della strada d'argine

La natura, l’ambiente e lo svago hanno un ruolo importante per la Fondazione. Il rifacimento dell’importante strada d’argine al fiume (a uso agricolo e di svago) – che ha avuto dei ritardi a causa di offerte troppo elevate e che rientra nel Piano di agglomerato del Locarnese – è in procinto di partire e dovrebbe essere completato nel 2021. Inoltre, grazie alla collaborazione con il Wwf, per la prima volta è stato possibile ampliare l’uso della barra falciatrice al fine di promuovere una gestione sistematica delle siepi. Sono pure continuati gli interventi per contenere ed eliminare il poligono del Giappone, pianta invasiva
che agisce sugli argini dei corsi d’acqua e causa l’erosione del suolo.

Nuova stazione di Sant'Antonino

Altro aspetto cruciale è la mobilità. Lo sviluppo industriale degli ultimi anni, avvenuto soprattutto nella zona di Sant’Antonino e Cadenazzo, ha mutato la geografia del Parco. In questo senso anche per la Fondazione sarebbe importante che la nuova stazione di Sant’Antonino, dotata di nodo intermodale, avesse un accesso diretto ai percorsi del Parco. Accesso che ora non è contemplato nel Piano di utilizzo cantonale; ecco perché è stata inoltrata una richiesta per modificare tale strumento
pianificatorio. Infine proprio in questi giorni, con lo scopo di avvicinare maggiormente i vari attori coinvolti e i cittadini,
viene attivato il nuovo portale web della Fondazione Parco del Piano di Magadino (www.parcodelpiano.ch). 

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