laRegione
04.12.20 - 13:31
Aggiornamento: 14:45

Più posti di lavoro alle Officine, ‘Bellinzona prema sulle Ffs’

Appello della sezione socialista cittadina dopo l'ammissione del Consiglio federale sulla necessità di potenziare la manutenzione dei treni

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Un rendering delle Ffs su come potrebbe apparire il nuovo stabilimento di Castione

“Non c’è nessuna ragione per ridurre il personale delle Officine”. Perciò il Municipio di Bellinzona insieme al Consiglio di Stato “faccia pressione sulle Ffs affinché nel nuovo stabilimento di manutenzione previsto a Castione impieghino ben più dei 230 posti a tempo pieno minimi inseriti nell’accordo con Cantone e Città”, cifra che ridurrebbe di un terzo l’attuale forza lavoro occupata nello stabilimento cittadino che verrà dismesso, costituita da 453 operai (non tutti a tempo pieno) di cui 112 interinali e 49 frontalieri. È quanto chiede la sezione socialista di Bellinzona alla luce della risposta che il Consiglio federale ha dato al consigliere nazionale Bruno Storni, risposta anticipata dal nostro giornale il 3 dicembre e leggibile anche sul nostro sito online

Intensificare la battaglia

Il nuovo Ceo delle Ffs Vincent Ducrot, ricordiamo, in estate ha ammesso che è da prevedere un potenziamento della manutenzione a livello nazionale considerata la forte crescita di chilometri percorsi e di passeggeri trasportati nell’ultimo decennio e (+30-40%) da qui al 2030. Questo a mente del Ps turrito dimostra che il fabbisogno di materiale rotabile e di manutenzione “è stato sottostimato dalla precedente dirigenza delle Ffs” guidata fino alla scorsa primavera da Andreas Meyer. Da qui la necessità di “intensificare la battaglia per dimensionare correttamente le nuove Officine, in linea con i bisogni futuri di un trasporto pubblico di qualità, e salvare il lavoro nel Bellinzonese”. La Città in qualità di partner della transizione da Bellinzona a Castione “deve esercitare con decisione la necessaria pressione sulle Ffs che stanno ancora definendo i contenuti del nuovo moderno stabilimento industriale”, fase che dovrebbe concludersi – stando al governo federale – solo verso metà 2021, ossia due anni dopo le iniziali previsioni.

Garantire un futuro a lungo termine

Quanto al Ps di Bellinzona – che insieme alle altre forze politiche rappresentate in Municipio è stato più volte criticato dalle maestranze per aver aderito al progetto Città-Cantone-Ffs – oggi il vicepresidente Danilo Forini ricorda che la sezione aveva accettato di sostenere la costruzione del nuovo moderno stabilimento a Castione “al fine di garantire un futuro a lungo termine dell’attività delle storiche Officine, ritenendo questo trasferimento la premessa migliore per garantire anche in futuro il mantenimento di più posti di lavoro possibili. Questo stabilimento deve quindi essere all’altezza dell’aumento del traffico ferroviario che richiederà sempre più manutenzione. E in Ticino abbiamo la manodopera e le competenze necessarie”. Il Ps – come d’altronde anche le stesse Ferrovie hanno fatto nel recente articolo della ‘Regione’ – ricorda infine che l’accordo siglato già contemplava l’indicazione di prevedere dove possibile degli ampliamenti: “Ed è quello che occorre e che auspichiamo succeda ora”, conclude la sezione socialista.

Leggi anche:

Officine di Castione, piano industriale (solo) a metà 2021

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