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19.11.20 - 07:58
Aggiornamento: 16:31

Per un bel semisvincolo, chiesta qualità architettonica

Bellinzona: il Datec accoglie la richiesta cantonale e ordina all'Ustra di curare particolarmente il disegno dell'opera viaria

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Bello? O brutto?

Davvero il previsto semisvincolo di Bellinzona non deturperà l’odierno paesaggio circostante, come sostiene il Consiglio di Stato (vedi la ‘Regione’ del 12 e 13 novembre) respingendo quasi tutte le opposizioni dei privati? Il governo cantonale, ricordiamo, relativizza le preoccupazioni del vicinato ritenendo che “considerazioni meramente estetiche non possono impedire una realizzazione d’interesse pubblico”. Tuttavia il medesimo CdS sollecitando l'implementazione di “misure adeguate a mitigare l’impatto sul paesaggio circostante”, rassicurava sul fatto che “i progettisti hanno disegnato il semisvincolo come un nuovo intervento paesaggistico capace di riqualificare le aree circostanti, nonostante il suo necessario dimensionamento”. Tutto bene dunque, se non fosse che il Dipartimento federale dell’ambiente, trasporti, energia e comunicazioni (Datec) nel valutare le opposizioni di sua competenza, relative alle corsie autostradali di uscita e accesso nonché alla rotonda sopraelevata di 60 metri, ha posto qualche condizioni in più sulla qualità architettonica dell’opera accogliendo richieste in tal senso fatte… dallo stesso Cantone. Il quale dunque da una parte tranquillizza i confinanti sull’estetica, ma dall’altra sollecita a Berna più attenzione proprio su questo aspetto. Delle 27 richieste da esso inoltrate al Datec, la numero 12 confida infatti che “i nuovi manufatti siano particolarmente curati nel loro disegno e configurino un intervento di elevata qualità architettonica”.

Dovrà essere ordinata e armoniosa

Non l’ha presa troppo bene l’Ufficio federale delle strade (Ustra), committente della parte centrale dell’opera, il quale ha proposto di respingere la proposta n° 12 del Cantone in assenza di una base legale che la giustifichi; Ustra dichiaratosi però disponibile a discutere il disegno dei nuovi manufatti con l’ufficio cantonale preposto. Ma il Cantone, letta questa presa di posizione, ha mantenuto integralmente la richiesta n° 12 spiegando che “il principio d’inserimento paesaggistico è definito negli articoli 104 e 109 della Legge federale sullo sviluppo territoriale e dal Regolamento cantonale di applicazione”. In replica l’Ustra ha fatto un mezzo passo indietro assicurando che “l'aspetto architettonico del progetto sarà curato” e ribadendo di essere disponibile a discutere il disegno col Cantone. Lette le due posizioni non perfettamente in sintonia, il Datec ha infine dato ragione al Cantone, visto che secondo la Legge federale sulle strade le costruzioni devono inserirsi nel paesaggio in maniera ordinata e armoniosa. Perciò, chiarisce il Datec, l’Ustra “dovrà tener conto di questa disposizione legale e curare il disegno dei nuovi manufatti, la loro qualità architettonica e il loro inserimento ordinato e armonioso nel paesaggio”. 

Garantire la sicurezza idraulica del fiume Ticino

Il Datec ha poi fatto proprie quasi integralmente le richieste formulate dal Municipio cittadino (ridurre al minimo indispensabile l’occupazione di una parte dell’ecocentro di Monte Carasso) e dal Consorzio correzione fiume di Ticino, quest’ultimo proprietario di alcuni terreni golenali sui quali sorgerà il nuovo manufatto viario. Terreni che con i loro argini sommergibili e insommergibili garantiscono la sicurezza idraulica anche della confinante autostrada in caso di eventi estremi. Il Consorzio chiedeva anzitutto di rinunciare all’espropriazione dell’argine insommergibile (quello più alto) perché creerebbe un frazionamento dei mappali consortili come pure la perdita dell’oggetto stesso su cui si fondano gli scopi del consorzio stesso. Con la seconda si poneva l’accento sul temuto spostamento della strada d’argine usata per la manutenzione delle opere consortili di sponda destra. Terza richiesta: l’orlo della scarpata dell’argine insommergibile dovrà essere realizzato in modo da influenzare nel minor modo possibile la sezione idraulica del fiume Ticino. Quarto elemento di preoccupazione: l’argine sommergibile dovrà essere adattato in seguito alla presenza della rampa d’uscita da sud verso la grande rotonda sopraelevata. E, per finire, a mente del Consorzio non sono stati considerati i carichi della rampa sul terreno golenale, come pure la problematica per futuri interventi di sistemazione, oppure per il rifacimento totale dell’argine insommergibile.

Il parapetto della rampa farà da argine insommergibile

Lette queste sollecitazioni, e chiamato direttamente in causa dal Datec che infine si è allineato alla sua presa di posizione, l’Ustra rinuncerà a espropriare una parte della superficie necessaria, che verrà solo occupata temporaneamente durante il cantiere, procedendo successivamente all’istituzione di un diritto di passo per scopi di manutenzione del semisvincolo. Quanto alla strada d’argine, l’Ustra accoglie la richiesta consortile riconoscendo il fatto che la realizzazione della rampa d’uscita e in particolare della spalla del viadotto risulteranno in conflitto con la strada d’argine che dev’essere spostata: una soluzione, viene assicurato, sarà discussa e trovata preliminarmente col consorzio, per essere poi inserita nel progetto di dettaglio; dal canto suo il consorzio beneficerà di un diritto di passo veicolare sulla proprietà dell’Ustra. Pure accolta la richiesta relativa all’orlo della scarpata, con l’impegno a ridurre il più possibile l'influsso delle opere viarie sul pelo d’acqua del fiume Ticino. Quanto al richiesto adattamento dell’argine sommergibile, la richiesta viene accolta: considerato che la modifica comporterà in quel punto un aumento della velocità di deflusso del fiume Ticino, per evitare fenomeni erosivi in corrispondenza della spalla del viadotto, lo stesso argine sommergibile sarà protetto e rinforzato con blocchi da scogliera, seguendo le raccomandazioni fornite dal consulente consortile. Infine i timori per i carichi della rampa sul terreno golenale: saranno considerati per la verifica degli assestamenti i quali, se necessario, saranno compensati mediante precarico. Viene infine specificato che il parapetto della rampa d’uscita autostradale, assumerà anche la funzione di argine insommergibile: al di là di questo intervento puntuale, l’Ustra assicura che il progetto non toccherà l’argine insommergibile attuale e non ne precluderà la manutenzione o il rifacimento.

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Il semisvincolo di Bellinzona ‘non deturperà il paesaggio’

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