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Bellinzonese
11.08.17 - 08:300

'Vogliamo noi le nuove Officine'

Il Municipio di Biasca ha scritto alle Ffs chiedendo ragguagli sulle intenzioni dell’ex regia federale di realizzare una nuova Officina all’avanguardia “nelle vicinanze di Bellinzona”, come emerso in un incontro con il governo (confronta con l’edizione del 4 agosto) che ha suscitato la reazione di Bellinzona. Nomi di località alternative allora non se ne erano fatti, ma è facile immaginare che tra le ipotesi allo studio potrebbe rientrare un Comune del Bellinzonese e uno della Riviera: Castione, già peraltro menzionato in passato in proposte (o scenari) su un futuro trasferimento dall’attuale comparto di Bellinzona, e Biasca dove le Ffs hanno recentemente messo in funzione un nuovo stabilimento – il Centro di manutenzione e intervento (Cmi) – e rinnovato uno stabile per farne un Centro per la riparazione di veicoli ferroviari speciali. Biasca, conferma il sindaco Loris Galbusera, ha già appunto fatto un passo concreto in avanti «dopo le voci trapelate», cercando di capire le esigenze delle Ffs per questa nuova Officina all’avanguardia, a vedere se vi siano quindi delle reali possibilità per il Borgo di attrarre sul suo territorio centinaia di impieghi. Galbusera rimane vago quanto alle possibili ubicazioni di un – eventuale – nuovo stabilimento: nella zona industriale oppure accanto all’attuale capannone del Cmi? Questa zona – rileva il sindaco di Biasca – potrebbe rivelarsi interessante pensando allo Swiss Railpark (Progetto Coccodrillo), per un comparto («polo») tutto ferroviario, che potrebbe rivelarsi interessante anche per il mantenimento della vecchia linea. Già, ma in città le Officine occupano un’area di 100mila metri quadrati: Biasca avrebbe spazio? «Anche per questo abbiamo deciso di rivolgerci alla direzione Ffs. Vorremmo sapere quali potrebbero essere i contenuti della nuova attività. Magari con gli sviluppi della tecnica potrebbero bastare strutture più esigue». Per cosa poi: locomotive, carri merci, i moderni convogli per il trasporto di passeggeri? Galbusera chiarisce di non aver ricevuto informazioni ufficiali dalle Ffs.

‘Nell’area industriale di Castione per dare il via a insediamenti di qualità’

La vicinanza con Bellinzona (4 minuti tra le due stazioni), lo svincolo autostradale, la presenza di linea ferroviaria e la disponibilità di vasti sedimi fanno di Arbedo-Castione, secondo il sindaco Luigi Decarli, il comune che meglio si presterebbe ad accogliere le nuove Officine. «Alla luce delle intenzioni espresse settimana scorsa dai vertici delle Ferrovie, abbiamo tutte le caratteristiche per dire “Sì, ci siamo”», sostiene il sindaco «sicuro di interpretare il pensiero dei colleghi municipali». «Se l’intenzione è di rimanere nel Bellinzonese, le Ffs troverebbero in Arbedo-Castione il loro candidato ideale», sottolinea. I sedimi in questione sono quelli situati a ovest della linea ferroviaria a Castione. «Finora non ci siamo mossi perché si tratta di terreni di proprietà privata, ma dal punto di vista della pianificazione siamo disponibili a entrare in materia». Il sindaco aggiunge che l’esecutivo non ha finora ricevuto alcuna comunicazione da parte delle Ferrovie e lancia un sasso nello stagno auspicando il dialogo. Le Officine del futuro, come scaturito dall’incontro Cantone-Ffs, saranno all’avanguardia. Ed è proprio in questa direzione che il sindaco Decarli punta per la zona industriale di Castione: «Vogliamo attirare attività nell’ambito della tecnologia avanzata. Le Ffs aprirebbero la strada per altri insediamenti rivolti al futuro, trasformandola in una zona di qualità».

di Mattia Cavaliere e Samantha Ghisla

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