laRegione
Assicurazioni sociali
laR
 

Papà muore e il figlio deve restituire i soldi allo Stato

22.07.2022 - 05:10

Sono 93 gli eredi che hanno dovuto restituire allo Stato dal 2021 le prestazioni complementari dei genitori in vita (per un totale 521’000 franchi)


In Ticino 15’423 anziani non riescono a vivere dignitosamente con la sola Avs e ricevono dallo Stato un aiuto in più (tecnicamente si chiama prestazione complementare). Non è un’elemosina, ma un importo assegnato in base alla differenza fra uscite ed entrate, che nasce non appena la sostanza è inferiore a una determinata soglia e le entrate non bastano per coprire le spese riconosciute per legge. Chi riceve questa prestazione non deve restituirla nemmeno se ha di nuovo un reddito e una sostanza a disposizione. Ma dal 2021, c’è una novità che sta togliendo il sonno ad alcuni: l’obbligo di restituzione per gli eredi; se ricevono più di 40mila franchi devono rimborsare allo Stato le prestazioni del defunto per gli ultimi 10 anni, a partire dal 2021. Giusto o non giusto, così ha deciso il parlamento federale con la riforma delle prestazioni complementari entrata in vigore nel 2021. Le conseguenze si iniziano a sentire, come ci segnalano alcuni assistenti sociali: tra chi avrebbe diritto alle prestazioni complementari per vivere dignitosamente, c’è chi rinuncia a richiederle per non lasciare in difficoltà gli eredi. Oppure, ci dicono ancora, sono i figli stessi, che preferiscono aiutare in vita il proprio caro, piuttosto che trovarsi dopo il suo decesso con una richiesta di restituzione da parte dello Stato. Succede nelle situazioni per l’appunto dove ci sono risparmi che superano i 40mila franchi, ma soprattutto per i proprietari di abitazioni.

Facciamo l’esempio di una vedova, che viveva nel suo appartamento e da gennaio 2017 a maggio 2022 ha percepito le prestazioni complementari (Pc). Quando la signora muore, lascia alla figlia l’appartamento del valore di 500’000 franchi. Per l’obbligo di restituzione, fanno stato 460’000 franchi (500’000 meno 40’000). Da gennaio 2021 al momento del decesso, la vedova ha ricevuto 35’000 franchi di Pc, importo che gli eredi devono restituire. Il denaro ricevuto prima del 2021 non soggiace all’obbligo di restituzione.

Vediamo qualche numero: nel 2022 i familiari di un ex beneficiario di Pc chiamati alla cassa secondo le nuove norme sono stati 44 per un totale di 338mila franchi; nel 2021 sono stati 49 per un totale di 183mila franchi.

In tempi di rincari e di potere di acquisto che va sempre più giù, c’è chi si ritrova anche a dover fare due conti e magari tirare maggiormente la cintura per non ritrovarsi con rimborsi esosi da scalare da un’eventuale futura eredità. Per ora, come ci spiega Nicolò Vanza, capo del servizio prestazioni complementari dell’Istituto delle assicurazioni sociali (Ias), le statistiche non leggono queste incertezze e retromarce. Ma forse è troppo presto. Vediamo con Vanza che cosa è cambiato.

Quando gli eredi di un ex beneficiario di prestazioni complementari (Pc) sono tenuti a rimborsare lo Stato?

La restituzione delle Pc legalmente percepite è esigibile soltanto per la parte della massa ereditaria che supera l’importo di 40’000 franchi (nuovo articolo 16a Lpc). Il periodo richiesto in restituzione riguarda solo i 10 anni prima del decesso, a partire dal 1° gennaio 2021. Oltre a ciò, la restituzione delle Pc può avvenire solo al momento del decesso del coniuge superstite.

Facciamo qualche esempio: il padre muore, lascia un patrimonio di 20’000 franchi e ha ricevuto un totale di 200’000 franchi in prestazioni complementari. Il figlio deve restituirli se accetta l’eredità?

In questo caso, essendo il patrimonio al di sotto della franchigia di 40’000 franchi, non vi sarà una restituzione delle Pc.

Se il patrimonio del padre deceduto era invece di 100mila franchi, che cosa cambia?

In questo caso, dal patrimonio netto di 100’000 franchi si deduce la franchigia di 40’000 franchi, ottenendo così l’importo di 60’000 franchi. Ciò significa che sui 200’000 franchi percepiti sarà possibile chiedere in restituzione unicamente l’importo di 60’000 franchi.

Facciamo un altro esempio, il padre deceduto lascia in eredità una proprietà residenziale e ha ricevuto un totale di 200.000 franchi in prestazioni complementari. Il figlio deve vendere la casa per rimborsare le prestazioni ricevute dal 2021?

Qualora vi fosse unicamente una proprietà immobiliare, la stessa verrà valutata al valore commerciale e pertanto sì, gli eredi che saranno tenuti alla restituzione dovranno monetizzare tale immobile. La legge concede un anno di tempo per procedere alla vendita.

Avete già chiesto il rimborso ai famigliari di un ex beneficiario di PC secondo le nuove norme?

Sì, si tratta di 44 casi per l’anno 2022, dove abbiamo contabilizzato un totale di 338mila franchi e 49 casi per l’anno 2021 per un totale di 183mila franchi. Nonostante il numero di casi sia quasi uguale, la differenza risulta dal periodo preso in considerazione per calcolare l’importo della restituzione.

Ci risulta che questo nuovo obbligo di restituzione sta trattenendo persone dal chiedere le PC, per non gravare sui parenti: osservate una tendenza in questo senso?

Al momento non abbiamo rilevato tale tendenza: le cifre sono in linea con gli anni precedenti.


Qualche anziano rinuncia agli aiuti per non gravare sugli eredi

Con le nuove normative in vigore dal 2021, chi può richiedere le prestazioni complementari?

Oltre ai criteri del domicilio e dimora in Svizzera, occorre essere al beneficio di una rendita del primo pilastro (Avs o Ai) o di un assegno per grandi invalidi Ai oppure di un’indennità giornaliera Ai. Per i cittadini svizzeri, così come per quelli dell’Aels e Ue non c’è termine di attesa. Per i cittadini stranieri vi è invece un termine di attesa di 10 anni, mentre per i rifugiati e apolidi di 5 anni. Inoltre, è stato introdotto un nuovo criterio, sancito dall’articolo 9a Lpc, che prevede il rifiuto delle Pc per chi possiede una sostanza netta pari a: 100’000 franchi per persone sole, 200’000 franchi per i coniugi, 50’000 franchi per ogni figlio.

Se un anziano fa una donazione ai figli, cambia la sua situazione per ottenere o meno delle PC?

In caso di donazione, si valuta dapprima se esiste una controprestazione adeguata (per esempio, vendo una casa e ricevo esattamente il suo valore in denaro) oppure un obbligo legale (per esempio una sentenza di divorzio che obbliga a lasciare la casa al coniuge). Altrimenti, si procede con la valutazione della donazione nel calcolo della Pc, deducendo 10’000 franchi per ogni anno trascorso dal momento della donazione. Va precisato che, se si trattasse di una donazione immobiliare, per stabilire l’importo della rinuncia di sostanza la Cassa considererà il valore commerciale dell’immobile, e non il valore di stima.

© Regiopress, All rights reserved